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La settima giornata dell’86ª edizione della Serie A comincia a delineare parzialmente l’andamento del campionato.

Nel match-clou delle 18, non un orario ideale per una gara del genere, ma ai cinesi piace così, il Milan di Montella esce sconfitto per la seconda volta in uno scontro diretto di alta classifica. Un buon Milan prende gol su una staffilata di Dzeko che fa valere la maggiore forza dei giallorossi, tecnica e di organico. Con la rete il Milan si scioglie lasciando spazio alla squadra di Di Francesco

In casa Milan Montella sembra già sulla graticola. Far fuori il tecnico di Pomigliano significherebbe però non aver imparato dagli errori del passato. Il Milan ha speso tanti soldi è vero ma le squadre sul campo si fanno con il lavoro e con il tempo, a Milanello oltre che un problema finanziario sembrano avere un grosso problema di aspettative non corrispondenti alla realtà del campionato.

Dare tempo a Montella significherebbe ritrovarsi nei prossimi anni una squadra che gioca bene al calcio, a patto però che l’ex allenatore della Fiorentina faccia un salto di qualità nella gestione della pressione alla quale una squadra dal grande pedigree come il Milan è sottoposto da stampa, critica e tifoseria.

Sull’altra sponda di Milano, l’Internazionale continua con la sua partenza eccezionale, i nerazzurri non facevano così bene nei primi turni di campionato dalla stagione 2002/2003, quando si piazzò al secondo posto. La squadra di Spalletti ancora non fa vedere quel gioco tipico delle squadre del tecnico di Certaldo, ma un po’ come nel girone di andata del 2015/2016 con Mancini, è capace di portare il risultato a casa con il minimo sforzo e una certa solidità difensiva. La domanda che si devono fare in casa nerazzurra è quanto durerà.

Tornando invece alla Roma, qualcuno deve un po’ rivedere le sue valutazioni sull’accoppiata Monchi-Di Francesco. Dati per spacciati a inizio campionato la Roma è viva e vegeta ed è alla sua quarta vittoria consecutiva dopo il k.o. con l’Inter. Segno che con il passare delle settimane la squadra sta assimilando i dettami del nuovo tecnico. Sulla bravura dell’ex centrocampista della nazionale non si discute, il Sassuolo lì in fondo alla classifica testimonia quanto fosse importante il lavoro di Di Francesco in Emilia. Magari se si guardasse meno al calciomercato e di più al calcio giocato non si cadrebbe in certi equivoci.

Restando sempre a Roma la Lazio continua nel suo percorso all’assalto delle primo quattro posizioni, la squadra di Simone Inzaghi non si è lasciata spaventare dalla sconfitta con il Napoli e ha continuato lì dove aveva lasciato prima dell’infrasettimanale. Due vittorie su due con Inzaghi che sembra essere davvero dotato come tecnico.

Dando uno sguardo all’altissima classifica, il Napoli liquida senza particolari difficoltà la pratica Cagliari. I partenopei sono ancora a punteggio pieno, ma al ritorno dalle nazionali sono attesi da un tour de force di scontri diretti, dove in pochi giorni affronteranno City, Roma e Inter. Rispetto allo scorso anno la squadra di Sarri dimostra di saper andare anche al piccolo trotto, accelerando quando serve. Una gestione delle forze e delle partite che possono permettere a Hamsik e compagni di non avere troppi cali di forma durante la stagione.

In casa Juventus c’è invece rabbia per il risultato ottenuto all’Atleti Azzurri d’Italia nel posticipo serale. I bianconeri partono bene con la complicità del portiere bergamasco Berisha che al 21′ respinge in malo modo un tiro di Matuidi, respinto in rete da Bernardeschi. La Juventus poi raddoppia con una bella azione di Higuain nell’area atalantina, ma poco dopo un errore di Buffon su un calcio da fermo del Papu Gomez riapre la partita con Caldara che insacca a tu per tu con il portiere della Juventus.

Nel secondo tempo però il var diventa protagonista. La Juventus si vede annullare un gol di Mandzukic, al replay l’azione sembra viziata da una gomitata di Lichtsteiner su Gomez. Qualche minuto dopo, attorno all’ora di gioco arriva la rete del pareggio di Cristante pescato in area proprio da Gomez, terzo tempo micidiale e poco da fare per Buffon. Ma non è finita: su un calcio di punizione di Dybala alimite dell’area l’arbitro assegna un calcio di rigore per un presunto fallo di mano di Spinazzola, piazzato in barriera, ma anche qui Damato consulta la var, il calcio di rigore viene confermato, ma clamorosamente Dybala (5 su 5 finora) si fa parare il tiro dal dischetto.

Finisce 2-2 con Allegri visibilmente alterato. Si apre tutto un discorso filosofico sulla var che di certo non fa bene al calcio italiano, dopo le comprensibili discussioni delle prime giornate la società bianconera è rimasta l’unica o quasi a restare scettica sul var, rilasciando continue dichiarazioni sullo strumento della moviola. Un atteggiamento che non fa altro che agitare sospetti e polemiche, quando è evidente che il numero degli errori arbitrali è sensibilmente diminuito.

A proposito del Var va precisato che non è la Serie A o la Bundesliga, che prenderanno la decisione definitiva sulla moviola in campo, ma come tutti i cambiamenti regolamentari saranno disciplinati dall’International Board (IFAB). Lo scopo evidente di Allegri sembra dunque quello di mettere pressione ai membri della classe arbitrale che andranno a visionare la moviola: secondo il tecnico livornese il Var dovrebbe riguardare soltanto fuorigioco e palla dentro-palla fuori. Peccato che non sia quanto stabilito dall’IFAB stesso,  in un articolo del maggio scorso sul sito di Gianluca di Marzio si legge che il Board avrebbe limitato il Var alle seguenti situazioni: “l’esperimento limita l’uso dei VAR a 4 categorie di situazioni che possono cambiare e decidere le partite: Segnatura delle reti e loro regolarità, Assegnazione o meno di un calcio di rigore, Espulsioni che richiedono l’estrazione diretta del Cartellino rosso (quindi non per le seconde ammonizioni), Nel caso di scambio di identità di giocatori e quindi identità sbagliata.

Dunque il caso analizzato da Damato rientra pienamente nelle caratteristiche stabilite dall’IFAB, ovvero la regolarità di una rete, che per definizione non può essere viziata da intervento grave e da ammonizione, se non forse da rosso come quello di Lichtsteiner.

Speriamo che la Juventus lo capisca presto, perché tornando al calcio giocato, anche ieri ha dimostrato di essere una schiacciasassi, e soltanto gli episodi hanno tolto ai bianconeri la settimana vittoria consecutiva, attaccarsi all’esperimento var serve solo a intorbidire gli animi.

Per quanto riguarda la lotta allo scudetto, le prime sette giornate hanno registrato la candidatura della solita Juve, del Napoli e del suo gioco spumeggiante, ma anche di una Roma che Inter a parte ha vinto tutte le partite, dell’Inter stessa che con Spalletti potrebbe crescere ancora nel corso dell’anno e ha una squadra dalle grand individualità, e addirittura la Lazio che con Inzaghi sembra aver trovato la quadra.

Napoli e Lazio che sembrano le squadre più in forma hanno una rosa meno ampia rispetto alle altre, soprattutto dopo l’infortunio di Milik per i partenopei, tuttavia non è la prima volta che grandi stagioni siano segnate da squadre che si siano fondate su un gruppo ristretto di 15-16 giocatori che portano avanti una grande fame di vittoria e pendano dalle labbra del proprio tecnico. Potrebbe essere il caso del Napoli, ma per il club di De Laurentiis deve filare tutto liscio e la Juve deve sbagliare qualcosa rispetto ai 6 anni precedenti. Comunque vada potrebbe essere uno dei campionati più avvincenti degli ultimi anni.

Passando infine alla bassa classifica, non se la passano bene Juric, un po’ sfortunato, con un Genoa a soli due punti, Bucchi che ha beccato sei gol dalla Lazio ed è a soli 4 punti dopo sette turni, e Baroni con un Benevento in fase di miglioramento, ma che non si schioda da quota zero punti, un record negativo per la massima serie del campionato italiano di calcio. C’è qualcosa che non va in questa serie A…

 

NAPOLI – CAGLIARI 3-0

Reti: 3′ Hamsik, 40′  Mertens (rig.), 46′ Koulibaly

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam (85′ Mario Rui); Hamsik, Jorginho, Allan (78′ Ounàs), Callejòn (70′ Rog), Insigne, Mertens.
Allenatore: Maurizio Sarri

Cagliari (4-3-1-2): Cragno; Padoin, Andreolli, Romagna, Capuano; Ionita, Cigarini (55′ Deiola), Barella; Joao Pedro; Pavoletti (65′ Farias), Sau (78′ Dessena).
Allenatore: Massimo Rastelli

Direzione arbitrale: Abisso (Longo – Del Giovane; iv: Pezzuto; Var: Calvarese; Avar: Pillitteri)

BENEVENTO – INTER 1-2

Reti: Brozovic (I) (2), D’alessandro (B)

Benevento (4-5-1): Belec; Venuti, Costa, Gravillon, Letizia; Parigini, Cataldi, Chibsah, Memushaj, Lazaar; Coda.

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Dalbert; Borja valero, Vecino; Candreva, Joao Mario, Perisic; Icardi.

Indisponibili: Antei (B), Lucioni (B), Ciciretti (B), Cancelo (I).

Direzione arbitrale: Doveri (De Meo – Di Vuolo; iv: Fourneau; Var: Valeri; Avar: Giallatini)

CHIEVOVERONA – FIORENTINA 2-1

Reti: Castro (2) (C), Simeone (F)

Chievoverona (4-3-1-2): Sorrentino; Tomovic, Gamberini, Dainelli, Cacciatore; Castro, Radovanovic, Rigoni; Birsa; Pucciarelli, Inglese.

Fiorentina (4-2-3-1): Sportiello; Laurini, Pezzella, Astori, Biraghi; Sanchez, Veretout; Gil Dias, Thereau, Chiesa; Simeone.

LAZIO – SASSUOLO 6-1

Reti: Alberto (2, 1 rig.) De Vrij, Parolo (2), Immobile (rig.), Berardi (rig.)

Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Patric, Luiz Felipe, Radu; Marusic, Parolo, Leiva, Lulic, Lukaku; Luis Alberto; Immobile.

Sassuolo (3-5-2): Consigli; Letschert, Cannavaro, Acerbi; Lirola, Duncan, Magnanelli, Missiroli, Adjapong; Politano, Matri.

SPAL – CROTONE 1-1

Reti: Paloschi (S), Simy (C)

Spal (3-5-2): Gomis; Salamon, Vicari, Vaisanen; Lazzari, Schiattarella, Viviani, Mora, Costa; Paloschi, Borriello.

Crotone (4-4-2): Cordaz; D. Faraoni, Ceccherini, Ajeti, Martella; Rohden, Mandragora, Barberis, Stoian; Trotta, Simy.

TORINO – HELLAS VERONA 2-2

Reti: I. Falque (T), Niang (T), Kean (H), Pazzini (rig., H)

Torino (4-2-3-1): Sirigu; De Silvestri, N’Koulou, Lyanco, Molinaro; Rincon, Valdifiori; Iago Falque, Ljajic, Niang; Belotti.

Hellas (4-3-3): Nicolas; Romulo, Caracciolo, Heurtaux, Càceres; Bessa, B. Zuculini, Buchel; Romulo, Pazzini, Cerci.

MILAN – ROMA 0-2

Reti: 72′  Dzeko, 77′ Florenzi

Milan (3-5-2): G. Donnarumma; Musacchio, Bonucci, Romagnoli; Borini (84′ Bonaventura), Kessié, Biglia, Calhanoglu, Rodriguez; Silva, Kalinic (79′ Cutrone).

Roma (4-3-3): Alisson; Kolarov, Fazio, Manolas (86′ Juan Jesus), Peres; Nainggolan, De Rossi, Strootman (30′ Pellegrini); Florenzi, Dzeko, El Shaarawy (79′ Gerson).

Direzione arbitrale: Banti (Crispo – Costanzo; iv: Manganiello; Var: Massa; Avar: Pillitteri).

Note: espulso per doppia ammonizione Çalhanoglu (M) all’80’. Ammoniti Biglia (M), Dzeko (R)

ATALANTA – JUVENTUS 2-2

Reti: Bernardeschi (J), Higuain (J), Caldara (A), Cristante (A)

Atalanta (3-4-2-1): Berisha; Masiello, Caldara, Palomino; Hateboer, Cristante, Freuler, Spinazzola; Gomez, Ilicic, Petagna.

Juventus (4-2-3-1): Buffon; Lichtsteiner, Rugani, Chiellini, Asamoah; Bentancur, Matuidi; Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain.

Classifica

Napoli 21
Juventus 18
Inter 16
Lazio 13
Roma e Milan 12
Sampdoria e Torino 11
Chievo, Bologna e Atalanta 8
Fiorentina 7
Cagliari 6
Sassuolo, Crotone e Spal 4
Udinese 3
Genoa e Verona 2
Benevento 0

Marcatori

10 Dybala (J) (1)
9 Immobile (L) (3)
7 Dzeko (R)
Mertens (N) (3)
6 Icardi (I) (3): 6
4 Callejòn (N)
Quagliarella (Sam) (1)
3 Belotti (T)
Ljajic (T)
Perisic (I)
Gomez (A) (1)
Thereau (F)
Pellegri (G)
Higuain (J)

Assist

4 Insigne (N)
3 Perisic(I)
Pjanic (J)
2 Ljajic (T)
Callejon (N)
Joao Mario (I)
Suso (M)
Nainggolan (R)
Ramirez (Sam)
Immobile (L)
Ilicic (F)
Kolarov (R)
Mandzukic (J)
Ghoulam (N)
Gaspar (F)

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