La bella Trieste dalla “scontrosa grazia” descritta da Umberto Saba, è in preda ai mali di una città invasa, sotto assedio.

Dopo l’arresto di tre richiedenti asilo per lo stupro di una quattordicenne, il governatore Debora Serracchiani, le istituzioni cittadine e le forze dell’ordine, hanno denunciato il clima insostenibile che si è creato nella città giuliana, chiamando in causa il governo e preannunciando la linea dura.

Un cittadino afghano, Zerani Muhibullah di 22 anni, e due pakistani, Hussain Arif di 24 anni e Khan Zubair di 19, sono stati arrestati dalla polizia di Trieste per due episodi di violenza avvenuti tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Terribile l’accusa: stupro di gruppo. All’atroce bestialità avrebbe preso parte anche un quarto soggetto, non ancora individuato.

Gli arrestati sono stati prelevati dalle strutture di accoglienza che li ospitavano e portati al carcere del Coroneo. Da una nota della Questura triestina, si apprende che il primo episodio di violenza, avvenuto a fine maggio, si è verificato sulla Scala dei Giganti, tra la centralissima piazza Goldoni e il colle di San Giusto.

Muhibullah, dopo avere incontrato la ragazza in un locale e avere cercato un approccio, vistosi respinto, l’ha immobilizzata e violentata sulla scalinata.

La quattordicenne, dopo aver riferito l’accaduto a un’educatrice in servizio presso la struttura residenziale che la ospitava, è stata trasportata all’ospedale infantile “Burlo Garofolo” dove è stata accertata e refertata la violenza.

Ma l’orrore per la malcapitata, non è finito lì, purtroppo. Qualche giorno dopo, infatti, gli altri due indagati e una terza persona, ancora ignota, hanno dato sfogo alle proprie brutali pulsioni, abusando di nuovo della ragazzina.

“Gli accertamenti investigativi, spiega la Questura, hanno inoltre consentito di appurare che gli arrestati erano consapevoli dell’età della minore e che avevano abusato di lei. La custodia cautelare, oltre che per la gravità degli atti compiuti, è stata disposta anche perché vi è il concreto ed attuale pericolo della reiterazione del reato”.

Un crimine immondo che, per efferatezza e sadismo, riporta l’orologio della storia indietro di molti anni, alle atrocità commesse in Ciociaria e in Toscana dai goumiers francesi agli ordini di Alphonse Juin, durante il secondo conflitto mondiale.

La maggioranza consiliare triestina, ha chiesto immediata audizione al Prefetto.

“Vista la drammaticità della situazione inerente la presenza insostenibile di richiedenti asilo presenti in città, sfociata nella violenza sessuale nei confronti di una quattordicenne ad opera di due cittadini pakistani ed un afghano. Sentita la richiesta del Vicesindaco con delega alla sicurezza in merito all’opportunità di audire con estrema urgenza il Prefetto, i capigruppo di maggioranza chiedono che lo stesso riferisca in aula del Consiglio”, hanno dichiarato in una nota stampa i capigruppo di maggioranza.

Il Sap, Sindacato Autonomo di Polizia, ha commentato così l’episodio di violenza ai danni della quattordicenne: “Un plauso va agli operatori della Squadra Mobile della Questura di Trieste per aver assicurato alla giustizia i responsabili di un così odioso crimine ai danni di una vittima così fragile come lo è una ragazza minorenne di così giovane età”.

Il Sap esprime “forte preoccupazione per un fenomeno che purtroppo le statistiche (fornite in occasione della celebrazione a Trieste della fondazione della Polizia di Stato) confermano un aumento del 19% nell’ultimo anno nel capoluogo giuliano” e chiede “un segnale forte dalle istituzioni per controvertere un segnale di inciviltà e regressione della nostra società”.

“Dopo l’azione di polizia terminata brillantemente, conclude il sindacato autonomo di polizia, segua quella giudiziaria, che garantisca una pena commisurata e certa a tale delitto. Serve inoltre che coloro i quali si rendono responsabili di atti ignobili come questi, dimostrando di non meritare gli aiuti ricevuti dal nostro Paese, vengano rispediti al mittente”.

Dello stesso avviso, a sorpresa, anche il governatore del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani che in una lettera inviata al ministro degli Interni Marco Minniti chiede di “accelerare tutti i provvedimenti atti a discernere e respingere chi non ha diritto alla protezione internazionale, mantenendo al contempo sotto stretto controllo gruppi e individui soggiornanti”.

Serracchiani, dopo aver condannato l’atto di brutale violenza, ricorda di aver “già ritenuto di intervenire più volte, sia seguendo le vie istituzionali sia attraverso i mezzi d’informazione, per segnalare la pressione cui è sottoposta la comunità del Fvg, in ragione della presenza sul territorio di migliaia di individui, in larghissima maggioranza giovani maschi e per lo più portatori di usi e costumi tradizionali che potenzialmente confliggono con la cultura di un territorio moderno e tollerante”.

Un passaggio che sconfessa la favola raccontata per mesi dal suo partito, il Pd, e dalla rete di associazioni che gli orbitano intorno.

Per il governatore “questo è un problema la cui soluzione non può essere relegata a un futuro indefinito e che richiede la messa in atto contemporanea e contestuale di strumenti di prevenzione e di repressione, oltre alla predisposizione urgente di un piano di integrazione socioculturale”.

Serracchiani sottolinea “l’orrore che suscita la violenza avvenuta a Trieste, che si aggiunge ad altri atti di diversa criminalità commessi da analoghi soggetti”.

Sull’orrore di Trieste si è espressa anche la Lega.

“Nessuno sconto, nessun finto buonismo per i 3 criminali che hanno violentato la ragazza di 14 anni a Trieste. Delinquenti che non meritano nulla, solamente la castrazione chimica e l’immediata espulsione dal nostro Paese”. Lo ha dichiarato il capogruppo della Lega alla Camera Massimiliano Fedriga.

“Siamo giunti al colmo, ha affermato Fedriga, e la principale responsabilità di tali fatti incresciosi risiede nella vergognosa politica del Pd che ha permesso a questa gente di entrare e fare i porci comodi, senza il minimo rispetto dell’altro e di ogni base sociale”.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica

UN COMMENTO

  1. io sono per la pena di morte!!!…….questi 3 meritano tale trattamento!!!…….la mia affermazione e’ dura???…….mettetevi nei panni dei genitori di ragazze violentate stuprate poi uccise ecc ecc….provate !!!……

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