pedofili

Un’indagine lunga tre anni ha portato nella giornata di ieri all’arresto di sette persone in Italia alle quali, per la prima volta nella nostra nazione, viene contestato il reato di associazione a delinquere transnazionale.

Facevano parte infatti di una rete di pedofili che agiva a livello internazionale, che avrebbe abusato e adescato centinaia di minori oltre a diffondere, tramite Deep web, materiale pedopornografico.

Ai vertici di questa organizzazione c’era Shannon McCoole, pedofilo australiano arrestato nel 2014 insieme a altri due suoi sottoposti, un belga e un olandese, accusati di essere a capo di tutta la rete.

L’indagine è stata condotta dagli esperti della Polizia postale, coordinata dalla Dda di Roma e supportata dal European Cybercrime Center di Europol ma ha visto la partecipazione fondamentale di FBI e della polizia australiana del Queensland. Per le persone arrestate è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

I pedofili agivano tramite Deep web. Il Deep Web, Web Sommerso o Invisibile è quella parte del World Wide Web non indicizzata dai comuni motori di ricerca. Di questa categoria fanno quindi parte nuovi siti non ancora indicizzati, pagine web a contenuto dinamico, web software, siti privati aziendali. Tra questi siti purtroppo, trovano spazio anche quelli pedopornografici gestiti da soggetti del genere che in questa parte remota del web, difficile da controllare, rimangono facilmente nascosti diffondendo immagini, video e nella peggiore delle ipotesi adescando minori.

Il Dark Web è un sottoinsieme del Deep Web, solitamente irraggiungibile attraverso una normale connessione internet senza far uso di software particolari perché giacente su reti sovrapposte ad Internet chiamate genericamente “Darknet”.

L’accesso a queste reti avviene tramite software particolari che fanno da ponte tra Internet e la Darknet. Uno dei più famosi è Tor che, oltre a fornire accesso all’omonima rete, garantisce l’anonimato all’utente, permettendogli di navigare anonimamente anche sul normale World Wide Web da uno dei nodi della rete Tor.

Ma il Deep web purtroppo non è solo questo. È terreno fertile per qualsiasi attività di tipo illegale ( che visto il traffico immenso di utenti e l’opportunità appunto di mantenere l’anonimato, è un territorio difficilmente controllabile da parte delle forze dell’ordine che cercano costantemente di porre un freno a tutto ciò.

Federico Di Vito

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