Juventus – Lazio made in China è riassumibile in tre concetti.

Il primo. L’arco di tempo tra il 68′ e il 72′ minuto. Sono gli episodi decisivi di una partita che fino ad allora aveva abbracciato il cloroformio e sembrava di fine stagione piuttosto che una finale. Prima la capocciata di Mandzukic e poi il collo pieno micidiale di Dybala, che colorano di bianconero il cielo di Shanghai.

Il secondo. Il mercato. Sarà uno strano segno del destino, ma il primo trofeo della stagione è deciso dagli acquisti più pregiati e costosi del mercato dei campioni d’Italia: Mandzukic e Dybala, appunto. I tifosi sperano che siano all’altezza di rimpiazzare Carlos Tevez. I giudizi li daremo a maggio, ma nel frattempo hanno già arricchito la già colma bacheca juventina di un altro trofeo, una ennesima Supercoppa italiana. E non è poco.

Il terzo. Paul Pogba. In un centrocampo che forse può sembrare leggerino in termini di qualità orfano di Pirlo e Vidal, il “polpo” francese si diverte e fa divertire e, quel che più importante, prende per mano i compagni. Nel primo tempo è l’unico a svegliare il pubblico cinese – e quello da casa – con le sue giocate. Nel secondo tempo, tenta il gol da applausi ripetendo (non riuscendoci) la gemma di Napoli, ed entra nel raddoppio dell’ex attaccante del Palermo. Tutto merito del numero 10? Difficile. Merito di un giocatore che cresce giorno dopo giorno, e che si appresta a un’altra stagione da protagonista.

Sotto il vento cinese e su un campo decisamente da rivedere, vale la legge del più forte. Della Juventus, che seppur priva di Chiellini, Khedira e Morata, ha la meglio 2-0 su una Lazio troppo fragile e rinunciataria in attacco, specie nella seconda parte di gara.

Con questo successo, il settimo nella competizione, la squadra di Massimiliano Allegri stacca il Milan come numero di Supercoppe vinte, e lancia un segnale chiaro alle rivali: vincere aiuta a vincere e non ci si sazia mai.

Nonostante una fisionomia diversa e una impostazione di gioco inevitabilmente cambiata rispetto al recente passato (molto più possesso palla, azione che quasi sempre parte dalla difesa, giro di palla a volte però molto lento, centrocampo più di quantità che di qualità, con Marchisio diga invalicabile), i conti tornano sempre per i vice campioni d’Europa. Che, dopo un primo tempo passato in regime di anestesia, nella ripresa piazzano i colpi del ko.

Come un gatto che gioca con il topo.

E a rendere la serata orientale ancora più profumata, ci sono i gol dei nuovi arrivati. Dapprima Mandzukic, che non avrà la rapidità dei movimenti dell’Apache argentino, ma in area di rigore fa sentire i suoi muscoli e i suoi centimetri. Per conferma, chiedere a Basta, sovrastato dall’attaccante croato sul cross pennellato di Sturaro dalla destra.

Poi Dybala (entrato da pochi minuti al posto di un impalpabile Coman), che mette alle spalle di Marchetti un’azione imbastita, sempre sulla destra, da Mandzukic e proseguita da un intelligente tocco di Pogba al centro dell’area di rigore. Pazienza che il giovane attaccante argentino è ancora un po’ troppo innamorato della palla e fa imbufalire mister Allegri. Con l’età dalla sua parte, 21 anni, ha tutto il tempo di migliorare, nel frattempo «la prima partita con la maglia della Juve, segnare e vincere è una cosa indimenticabile». Meglio di un sogno.

La “nuova” Juventus (anche se al fischio d’inizio soltanto il croato era una faccia nuova), insomma, ha le tradizioni vecchie che non passano mai di moda. Arricchire la bacheca, con buona pace degli avversari.

Anche se forse, oltre al terzino e a un trequartista, un buon centrocampista che sappia impostare la manovra non sarebbe poi così male.

E la Lazio? Dopo un buon primo tempo in cui non sono mancati spunti in avanti, si è spenta nella ripresa.

In vista dei preliminari di Champions League contro il Bayer Leverkusen, non possono bastare soltanto gli spunti di Felipe Anderson e di Candreva. Servirà tanto altro, anche una condizione fisica accettabile.

Nessun allarme, per carità, ma i biancocelesti visti ieri non hanno mai dato la sensazione di poter portare a casa il trofeo.

Pioli, ne siamo sicuri, avrà preso appunti.

Le pagelle:

Buffon 6; Barzagli 6,5, Bonucci 7, Caceres 6; Lichtsteiner 6, Pogba 7.5, Marchisio 6,5, Sturaro 6,5 (45′ st Pereyra s.v.), Evra 6; Mandzukic 7 (35′ st Llorente s.v. ), Coman 5 (16′ st Dybala 6,5).

Marchetti 6; Basta 5,5 De Vrij 5,5, Gentiletti 5,5, Radu 6; Cataldi 5,5 (30′ st Kishna s.v.), Biglia 5,5, Onazi 5; Felipe Anderson 6,5 (42′ st Morrison s.v.), Klose 5,5 (17′ st Djordjevic sv), Candreva 6. 

 

 

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