La favola del “giglio magico” potrebbe avere un epilogo tutt’altro che lieto per il Pd. Le audizioni della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario stanno complicando la posizione del sottosegretario Maria Elena Boschi, nonostante la palpabile prudenza degli “auditi”.

Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, rispondendo ad una domanda del presidente della Commissione Pier Ferdinando Casini, ha ricordato di aver avuto più incontri con l’allora premier Matteo Renzi: “Nel primo parlammo di boy scout, nel secondo di economia, come nel terzo. Fu allora, presenti anche Delrio e Padoan, che mi chiese: ‘Perché la Popolare di Vicenza vuole prendere questi di Arezzo?’. Io non risposi”.

“In un altro incontro, aggiunge Visco, a richiesta di informazioni su banche in difficoltà io risposi a Renzi che di Vigilanza parlo solo con il ministero del Tesoro”.

Sugli incontri tra l’allora Ministro per le Riforme Boschi e il vicedirettore di Bankitalia, il numero uno di Palazzo Koch ha riferito quanto segue: “Panetta parlò con la ministra in due occasioni, e subito dopo mi disse che nei colloqui non ci fu una particolare richiesta di intervento da Boschi venne espresso dispiacere e preoccupazione sulle ripercussioni che l’acquisizione della banca poteva avere sul territorio”.

Gli incontri tra Panetta e Boschi sono avvenuti tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, novembre e gennaio, nel periodo delle ispezioni.

Il ruolo del sottosegretario Boschi è stato anche al centro della lunghissima audizione (durata ben sette ore) di Pier Carlo Padoan. Il ministro dell’Economia, nel rispondere ad una domanda del senatore Andrea Augello (Idea) su eventuali autorizzazioni concesse o incoraggiamenti rivolti ad altri ministri ad occuparsene, è stato perentorio: “Io non ho autorizzato nessuno e nessuno mi ha chiesto un’autorizzazione, la responsabilità è in capo al ministro delle Finanze che d’abitudine ne parla con il presidente del Consiglio”.

È stato poi il turno di Federico Ghizzoni, ex amministratore delegato di Unicredit, a cui l’ex Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi chiese nel 2014 di valutare l’acquisizione di Banca Etruria.

Ad affermarlo è stato lo stesso Ghizzoni oggi in audizione davanti alla Commissione di inchiesta sulle banche, rivelando inoltre che Marco Carrai, fedelissimo di Matteo Renzi, gli inviò una email, il 13 gennaio 2015, con queste testuali parole: “Mi è stato chiesto su Etruria di sollecitarti, se possibile”. Una conferma di quanto scritto tempo fa da Ferruccio De Bortoli.

Il suo post su Facebook è carico di sarcasmo e ricostruisce alcuni delicati aspetti della vicenda, sui cui il Pd e Boschi continuano a glissare: “Ringrazio Federico Ghizzoni per aver confermato la richiesta dell’allora ministra Maria Elena Boschi di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria. Prima dell’uscita del mio libro, nel quale non si parla mai di pressioni, non si sapeva che Unicredit avesse trattato l’acquisizione di Etruria, né che sull’argomento fosse intervenuta Maria Elena Boschi, nei modi e nei tempi che Federico Ghizzoni ha precisato. Era giusto che l’opinione pubblica lo sapesse e che lo sapessero in particolare azionisti, obbligazionisti e risparmiatori delle altre banche in crisi. Attendo l’azione civile di cui ho sentito finora parlare, senza aver ricevuto alcun atto. Aspettando che sia il Tribunale a dire l’ultima parola credo che la penultima l’abbia già detta Ghizzoni.
p.s. Chiedo scusa per l’errore di data del mio libro, il colloquio è di fine 2014 non del 2015”.

 

Ha scelto il noto social per dire la sua anche il presidente della Commissione di vigilanza Rai Roberto Fico, del Movimento Cinque Stelle.

 

Nel Pd iniziano a serpeggiare malumori elettoralmente pesanti e si parla con insistenza di difficoltà a reperire collegi sicuri per Maria Elena Boschi. La Toscana, da baluardo del renzismo, potrebbe trasformarsi nella sua Caporetto.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.