Siria, Brigata Liwa al Baquir

A dimostrazione che le informazioni sulla Siria di Assad sono false, qui si può vedere come le Forze di Difesa Nazionale siriane arrivano ad Afrin, accolti da migliaia di abitanti festanti, le donne e la popolazione di Afrin accolgono così i fratelli combattenti inviati da Damasco, così:

e così:

“Sono venuti qui per difenderci! Benvenuti fratelli!” Urla la gente all’arrivo delle Forze popolari governative. Così il popolo siriano e le donne di Afrin: curdi, arabi, palestinesi, cristiani, sunniti, sciiti, comunisti, ha accolto le forze di avanguardia mandate dal governo di Damasco a difendere la madre patria…che è di tutti loro. Dove sono i cantori della divisione del popolo e della distruzione dello stato siriano…? In questi video la realtà e la verità, che mettono nella spazzatura tutti i tentativi di divisione del popolo, dei nemici della Siria e dei popoli resistenti e dei loro utili idioti ovunque.

La Siria è, e sarà, una Siria indipendente, sovrana e libera, dove ci dovrà essere posto per tutti, come è stato finora. Vedere i manifesti del grande Ocalan (ospitato e protetto in Siria per 16 anni…) e di Assad innalzati al cielo insieme, riscalda il cuore e la speranza di tutti i veri antimperialisti e dell’umanità libera e resistente.

Brigata al Baquir. Chi sono nel panorama della Resistenza siriana

La Brigata Liwa al Baqir che prende il nome da Muhammad al-Baqir, componente delle Forze di Difesa Locali (Quwat al-Difa ‘al-Mahalli) dell’area di Aleppo, è una delle più forti e importanti milizie lealiste in Siria ed è la più forte formazione militare di Aleppo insieme alla milizia palestinese Liwa al-Quds, come forze combattenti all’interno delle “Forze di Difesa Locali” affiliate all’Esercito Arabo Siriano; ha partecipato in prima linea alla battaglia per rompere l’assedio della prigione centrale di Aleppo e a tutte le battaglie per liberare la città. Originaria e radicata nella regione di Aleppo, dove essa è stata parte fondamentale e costituente delle Forze di Difesa Locale.

Fin da subito Liwa al Baqir è stata una forza militare risoluta nella lotta contro i terroristi ISIS, i ribelli jihadisti e le altre bande mercenarie, Nella regione di Aleppo le FDL comprendono una insieme di milizie locali, da Katibat al-Nayrab al-Maham al-Khasa (Il Battaglione Nayrab – Operazioni speciali), Fawj al-Safira (il Reggimento di Safira) e Fawj Nubl wa al-Zahara ‘(Il reggimento di Nubl e Zahara). Milizie che sono espressione di aree e città nelle vicinanze della città di Aleppo.

mblema delle Forze di Difesa Locali. In alto il motto: “Patria, onore, lealtà”. Sotto: “Repubblica Araba Siriana: esercito e forze armate – Forze di Difesa Locali”.

Oltreché in città, i combattenti di Liwa al -Baqir sono stati presenti su tutti i fronti di Aleppo, dal fronte Ramousa a Salah al-Din, Ashrafiya, Jama’ia al-Zahara. A Nubl e Zahara dove sono state tra i protagonisti della rottura dell’assedio; a nord, ovest e sud della campagna di Aleppo, dalla liberazione di Kafr Saghir, di al-Wadihi a Tel al-Eis e altri villaggi e aree a sud di Aleppo. Infine a Khan Touman: il primo passo che è stato fatto nella Khan Touman liberata è stato compiuto dai combattenti di Liwa al –Baqir; anche nel controllo dell’unica via di rifornimento di Aleppo (l’arteria Khanaser) e nella via verso Raqqa. Ovunque ad essa sono stati attribuiti atti di eroismo e valore militare pagando alti prezzi di sangue e martiri.

La Brigata al Baqir ha radici nei clan e tribù sunnite, è nata principalmente con membri della tribù musulmana sunnita al Bekara, formatasi nel 2012, dopo l’inizio della battaglia per la liberazione di Aleppo; suoi fondatori e primi comandanti furono i fratelli Khalid al Hassan e Abu al Abbas, dopo che il proprio padre e fratello maggiore erano stati uccisi dai ribelli ad Aleppo; essi avevano combattuto nella guerra del Libano nel 2006, tra le file di Hezbollah.

Anche se la base originaria dei combattenti della milizia sono sunniti, molti combattenti sciiti sono entrati nelle sue file, così la milizia ha costruito stretti legami operativi e politici con Hezbollah, l’Iran e altre milizie sciite irachene e libanesi, per questo è spesso considerata una forza combattente sciita, in realtà questo è la dimostrazione della multireligiosità delle forze che difendono la Siria.

Questa milizia, che si ritiene comprende tra i 5 e 10.000 combattenti, insieme a forze palestinesi è stata considerata una forza militare determinante, al fianco dell’Esercito arabo siriano, nella liberazione di Aleppo e della regione intorno. Le due figure dominanti la storia di Liwa al Baquir sono i due leggendari comandanti e fondatori:
Al-Hajj Hamza Baqir chiamato Abu al Abbas è il fratello minore del leader riconosciuto di Liwa al-Baqir, al-Hajj Khalid Baqir. al-Hajj Hamza ha partecipato alla costituzione della Brigata dai suoi inizi insieme a suo fratello maggiore al-Hajj Khalid, insieme a 13 combattenti per arrivare ben presto a 3000 combattenti; egli ha condiviso difficoltà e situazioni estreme in quel periodo, fino a quando sono poi riusciti ad attirare e arruolare centinaia di giovani forti e determinati a difendere la propria città e la patria aggredita.

al Hajj Hamza
al Hajj Hamza

Prima della guerra Al-Hajj Hamza era un fine scultore, ma dopo che le forze mercenarie traditrici il paese assassinarono suo padre e il fratello maggiore Ali, lui e suo fratello al-Hajj Khalid decisero di formare la Brigata Liwa al-Imam al-Baqir, iniziando l’addestramento militare e quello sulla necessità della difesa della patria dei primi seguaci. al-Hajj Hamza e al-Hajj Khalid non erano militarmente alle prime armi, avendo partecipato come volontari, alla guerra del luglio 2006 che le forze di Hezbollah combatterono contro l’occupatore sionista in Libano, Israele.

L’aspetto più importante che caratterizza al-Hajj Hamza, secondo i racconti dei suoi uomini, è il suo essere di poche parole e di lunghi silenzi, e una profonda calma che trasmette a tutti in combattimento; egli spesso limita una risposta a qualsiasi domanda, con una sola parola. E’ il capo della divisione speciale cecchini e ha costituito la divisione di reazione rapida.
al-Hajj Hamza gode di capacità di leadership di alta qualità, in quanto è sempre uno dei più capaci elaboratori di piani strategici per la Brigata e le sue divisioni nei vari fronti.

Mentre il fratello al-Hajj Khalid Baqir si è dedicato molto alla formazione delle Forze di Difesa Locali, che si formarono ad Aleppo prima e in altre aree poi, anche grazie a doti carismatiche notevoli sul popolo.

Khalid al Hassan
Khalid al Hassan

al-Hajj Khalid ha avuto un grande ruolo militare di comando in molte delle battaglie in difesa di Aleppo, tra cui la battaglia di al-Ramousa, la battaglia per liberare Abu Jarin e Safira, e nel sud, nord e ovest di Aleppo e anche all’interno della città, in cui è chiamato il “protettore di Aleppo”, perché è in ogni situazione è stato il comandante che ha saputo mantenere sicure le vie di ingresso nella città dai tentativi di infiltrazione di mercenari ribelli e terroristi, e in ogni occasione egli è stato in prima linea a guidare i suoi uomini infliggendo dure perdite al nemico, nella difesa della città su tutti i fronti .

Liwa al-Baqir ha avuto oltre 300 caduti finora. Qui sotto sui muri di Aleppo il ricordo dei martiri della Brigata.

La Brigata ha anche una attività politica parallela al combattimento, così alle ultime elezioni Liwa al-Baqir ha appoggiato il candidato indipendente Omar Hussein al Hassan, per il Consiglio del popolo del Governatorato di Aleppo, insieme alla tribù al Bekara, con la parola d’ordine: “La Patria resisterà grazie alla nostra risolutezza”. Egli è membro del Comitato per la riconciliazione, l’accordo nazionale e il coordinamento sociale in Siria.

Liwa al-Baqir è stata anche partecipe di importanti eventi di riconciliazione dalla fine del 2015, che ha coinvolto due potenti famiglie locali: gli Abu Ra’s e i Berri con le loro forze, e poi un accordo che coinvolse funzionari militari e di sicurezza dello stato siriano e alcuni “ulema” ad Aleppo nel 2016.

 

 

A cura di Enrico Vigna, SOS Siria – 2 marzo 2018

2 COMMENTI

  1. finalmente la verita’ viene ‘ a galla’ come sempre da Opinione Pubblica e speriamo che gli USA e l ‘ Occidente smettano una volta o l altra di raccontare idiozie e falsita’, i nostri falsi e vili media mai faranno tali articoli perche’ servi degli Americani …..vergognamoci dei nostri quotidiani nazionali !!!…..

  2. Le immagini paqrlano meglio di ogni parola…. Ovviamente queste immagini eloquenti e vere non le vedremo mai sui nostri telegiornali … perche’ ovviamente raccontano una storia completamente diversa …ecco come la verita’ viene nascosta silenziata o manipolata …vediamo immagini di repertorio di cui non si sa da dove vengano e in quale periodo siano state fatte e sono spacciate per la situazione di Afrin e di altre zone della Siria dando una informazione volutamente sbagliata e distorta… le cose ovviamente stanno diversamente come si puo’ vedere.
    E’ evidente che i nostri media non fanno informazione ma propaganda …
    Ma la verita’ prima o poi esce fuori e alla fine dovranno restare con il cerino in mano e bruciarsi visto che nulla in medio oriente e’ andato come loro avevano auspicato, anzi tutto il contrario.

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