In uno scenario che ancora ventiquattr’ore fa si poteva tranquillamente considerare fantastico e degno al più della trama di qualche pesante e farraginoso “techno-thriller” quattro apparecchi dell’aviazione Usa, due cacciabombardieri F-16 e due A-10 da attacco al suolo hanno colpito in diversi passaggi postazioni dell’Esercito Arabo Siriano intorno al massiccio di Jabal Thardeh, altura che domina l’aeroporto militare di Deir Ezzour, la città che da oltre quattro anni resiste, circondata dai terroristi dell’ISIS, nell’estremo Est della Siria.

Al di là dell’enormità dell’avvenimento (jet della superpotenza atlantica che aiutano direttamente sul campo di battaglia i cosiddetti “estremisti islamici” con cui ufficialmente la Casa Bianca sostiene di “essere in guerra”) quanto avvenuto poco più di un’ora fa nella Siria orientale non è comprensibile ignorando alcuni recenti eventi nel teatro operativo di Deir Ezzour.

Proprio oggi scrivendo sul mio blog annunciavo il prossimo trasferimento nella città (circondata ma in grado di ricevere rifornimenti e rinforzi proprio tramite le piste e le piazzole del suo scalo aereo) di un migliaio di militari della Guardia Repubblicana, che hanno da poco finito un periodo di addestramento speciale a Deir Attiyeh.

Recentemente Deir Ezzour, che per diversi anni é stata difesa solamente dalla 104esima Brigata Paracadutisti della Guardia Repubblicana, dalla 137esima Brigata della 17esima Divisione, da volontari della milizia popolare NDF e delle Brigate Baath, oltre che da combattenti delle tribù sunnite dei dintorni dichiaratesi ostili all’ISIS e alle sue eresie, ha iniziato a ricevere importanti rinforzi tra cui i Commando Qassam del Generale Ghassan Taraaf, un distaccamento di Hezbollah, più alcune unità di miliziani irakeni.

L’arrivo di un migliaio di Guardie Repubblicane avrebbe ulteriormente rafforzato la posizione che finora è riuscita ad assorbire un numero incredibile di attacchi takfiri causando la morte di migliaia e migliaia di miliziani. Il bombardamento al colle che domina l’aeroporto doveva permettere all’ISIS di minacciare, forse bombardare le piste, rendendo difficile o impossibile lo sbarco dei rinforzi.

Fortunatamente, la pronta reazione dei Commando Qassam del Generare Taraaf ha permesso di evitare questo calamitoso sviluppo: subito dopo la fine del quarto raid aereo, del tutto incuranti del fatto che ad esso potessero seguirne altri, gli uomini di Taraaf si sono letteralmente lanciati a ri-occupare gli avamposti abbandonati dai soldati scossi dall’improvviso attacco (che ha causato un numero di vittime variabile tra le venti e le sessanta a seconda delle fonti, oltre a quasi cento feriti), evitando così che i terroristi del “califfato” potessero facilmente prenderne possesso.

Paolo Marcenaro

 

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.