Siria, Deir Ez Zour liberata dalla barbarie dell'ISIS

Il 3 settembre 2017 può essere annoverata come una data storica per il futuro della Siria e di tutto il medio oriente. Si rompe l’assedio di Deir Ez Zour, città sotto assedio da 4 anni dalle milizie dell’ISIS, la 4° Divisione dell’esercito siriano avanza ininterrotta per decine di kilometri, mentre sortite dell’aviazione russa coprono l’avanzata.

 

L’offensiva siriana, che ha nei suoi uomini chiave il Generale Issam Zahreddine, comandante sul campo della Guardia Nazionale inquadrata nell’Esercito Arabo Siriano e nel Generale Suhail al-Hassan, comandante delle “Tiger Force”, unità d’elites dell’esercito, (già decorato dal generale russo Gerasimov per le operazioni lungo le rive dell’Eufrate – operazione El-Khder), dovrebbe presto completare il riavvicinamento tra l’esercito e il 137° gruppo di stanza a Deir Ez Zour, assediato da oramai 3 anni.

La presa totale di Deir Ez Zour significherebbe infliggere un duro colpo politico-militare-organizzatico all’ISIS, già in fase di ripiegamento o di ritiro in diverse zone della Siria. Alcune fonti locali riferiscono che gli abitanti dei quartieri della cittadina siano scesi per le strade per salutare l’arrivo delle truppe governative, mentre una nota stampa dell’esercito riferisce che i campi petroliferi vicini a Deir Ez Zour sono liberi dal controllo dello Stato Islamico.

Intanto sul fronte europeo la Gran Bretagna annuncia ufficiosamente la chiusura del programma di addestramento dei ribelli anti-Assad, definiti da certa stampa come “ribelli moderati”, programma a guida statunitense promosso dall’amministrazione Obama. La nota stampa del “Telegraph”, ripresa dall’agenzia ANSA afferma che il governo di Theresa May ha constatato che le truppe lealiste siriane hanno praticamente vinto il conflitto e che le formazioni ribelli (addestrate in Giordania e in Turchia) sono alla più totale deriva, politicamente e militarmente.

Se la presa della cittadina di Deir Ez Zour sarà confermata si potrà mettere un tassello quasi definitivo non solo al conflitto contro ISIS in Siria, ma anche a molti opinionisti, analisti e giornalisti che prefiguravano la totale capitolazione delle forze armate siriane già dal 2013.

L’asse della resistenza anti terrorismo (Iran, Russia, Siria e Iraq) ha rotto parecchi schemi predefiniti sia agli occhi dell’opinione pubblica europea, sia agli occhi degli analisti occidentali.

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