Secondo fonti statunitensi, la coalizione a guida USA anti-ISIS avrebbe provocato almeno cento vittime fra le forze governative siriane in un raid “di autodifesa”. I bombardamenti sarebbero stati condotti per contrastare “un attacco ingiustificato contro il quartier generale delle Forze siriane democratiche”, come poi reso noto dal comando centrale degli Stati Uniti.

Un ufficiale statunitense ha dichiarato: “Stimiamo che oltre 100 militari pro-regime siano stati uccisi mentre impegnavano le forze dell’SDF e della coalizione”. L’attacco sarebbe avvenuto ad est del fiume Eufrate. Successivamente la coalizione a guida USA ha spiegato che “Abbiamo reagito per respingere l’aggressione contro i nostri alleati impegnati nella lotta contro lo Stato Islamico”.

In ogni caso la notizia non ha trovato conferma presso altre fonti, che al contrario affermano come il raid USA in realtà non abbia provocato nessun morto fra i soldati siriani dell’autocolonna colpita. Ci sarebbero, invece, solo poco più di venti feriti.

In ogni caso non ci deve sorprendere che i nostri media abbiano presentato l’azione statunitense come un intervento a sostegno delle “forze democratiche” contro cui stavano marciando i militari di Assad. Il fatto che gli USA tornino ad ingerire così pesantemente negli affari siriani e che anche i nostri media tornino a parlare di “ribelli democratici” è ovviamente un’azione concertata e collegata. Erano mesi che questo ormai non succedeva, per lo meno non in maniera così eclatante. Non va dimenticata neanche la recentissima vicenda dell’aereo russo abbattuto, come le ancor fresche accuse sull’arsenale chimico di Assad, ribadite solo pochi giorni fa.

Il concetto è però ormai diverso dal solito: non si tenta più, disperatamente, il “regime change” in extremis, ma semmai dagli USA si cerca di mandare un messaggio alla Russia e all’Iran (e pure alla Cina), col seguente contenuto: “Indipendentemente dall’esito assunto dal conflitto in Siria, che vede voi vincenti e noi perdenti, non smetteremo comunque d’ingerire nelle questioni siriane, anche e soprattutto dopo la fine della guerra”. Un nostro antico proverbio così esprimeva questo modo di fare: “Parlare a nuora perché suocera intenda”. Insomma, oltre che un’ingerenza, anche un avvertimento.

UN COMMENTO

  1. Il raid è anche da mettere in relazione anche con queloo effettuato dallo Israele i Siria, er cui non sembrano affatto slegati ma perfettamente coordinati.
    In realtà le codiddette “forze democratiche” non sono altro che gruppi di terroristi legati ad al qaida e al nusra, gruppi foraggiati e controllati da americani e sionisti, gruppi criminali che sono responsabili di migliaia di morti siriani cristiani e della distruzione di luoghi sacri cristiani e sciiti.
    Quindi l’America sta tentando di sostenere gli ultimi gruppi di assassini che restano.
    Al Nusra sulla alture del Golan siriano riceve appoggi sostegno logistico e sanitario dal regime sionista senza sosta e spesso anche con sostegni aerei.
    Quindi quello che abbiamo visto ieri non è altro che la continuazione della guerra al governo legittimo siriano sotto varie forme, prima Isis ora AlQaida e Al Nusra.
    Immagino che si sarà una reazione siriana ma soprattutto russa le cui dimensioni saranno adeguate alla risposta da dare a quella americana.
    Per i terroristi di Idlib non c’e’ via di scampo.

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