Siria

Dalla Siria giungono notizie sempre più allarmanti. Sembra che l’organizzazione dei Caschi Bianchi stia nuovamente preparando materiale sul presunto uso, da parte delle truppe Assad, di armi chimiche contro la popolazione civile siriana. In occidente, si sostiene che questo sarà usato contro i “ribelli” nella provincia di Idlib, attaccati da Assad con l’aiuto della Russia.

La Russia ha convocato una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per mettere in guardia la comunità internazionale riguardo alla preparazione della provocazione. L’obiettivo di questa sarebbe di provocare la condanna internazionale della politica di Assad e colpire la Siria.

Washington ritiene che il presidente siriano Bashar Assad abbia permesso alle sue truppe di utilizzare cloro nell’operazione per liberare Idlib dai militanti, e non è escluso che gli Stati Uniti, a questo proposito, possano attaccare le forze dell’esercito governativo siriano, così come le truppe iraniane e russe sue alleate. Tale affermazione è riportata in un articolo pubblicato domenica 9 settembre nella versione online del Wall Street Journal.

Il consigliere del presidente americano per la sicurezza nazionale, John Bolton, a sua volta, ha affermato che gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia concordano sul fatto che il prossimo uso di armi chimiche da parte delle forze governative siriane porterebbe a una risposta “molto più potente” rispetto ai precedenti attacchi alla Siria. Questo è riportato dalla Thomson Reuters.

Ma le notizie più allarmanti sono altre. La Siria può diventare un banco di prova per lo scontro tra le due principali potenze militari del nostro tempo: la Russia e gli Stati Uniti.

Nel corso dell’ultima settimana, nelle acque del Mar Mediterraneo, si sono svolte esercitazioni militari su larga scala della marina militare russa. Queste hanno coinvolto circa 25 da guerra, oltre che 30 aerei ed elicotteri dell’aviazione navale. Le esercitazioni sono terminate, ma i partecipanti a queste manovre non sono poi tornati ai loro porti di registrazione permanente.

Le navi rimarranno nella rada vicino alla costa della Siria finché le forze di coalizione filo-governative non ripuliranno completamente la provincia di Idlib dai terroristi. Si può capire che le navi russe sono progettate per proteggere le coste della Siria da un possibile attacco della coalizione occidentale (USA, Gran Bretagna, Francia). Gli esperti militari russi stanno facendo previsioni sulla potenziale collisione tra le flotte militari russe e statunitensi.

L’Iran si sta preparando per un possibile attacco da parte degli americani. Il ministro della Difesa iraniano e generale di brigata Amir Khatami si è incontrato il 6 settembre in Siria con i rappresentanti dell’esercito russo per discutere della situazione riguardo alle aree operative e il coordinamento tra l’esercito siriano, il fronte di resistenza e le forze russe, al fine di migliorare l’efficacia della lotta contro i gruppi terroristici.

In precedenza, il 4 settembre, quattro aerei dell’aeronautica militare russa hanno condotto un attacco con armi ad alta precisione contro le strutture dell’organizzazione terroristica Jabhat al-Nuṣra. Gli obiettivi erano magazzini nei quali i militanti hanno tenuto aerei senza pilota e le aree di decollo di questi.

L’esercito del governo siriano sta preparando un’operazione per liberare la provincia di Idlib dai jihadisti, e l’aviazione militare russa sta fornendo loro un’assistenza tangibile. Quando Idlib sarà liberata, quasi l’intero territorio della Siria tornerà sotto il controllo del legittimo presidente Bashar Assad, e molti emigranti siriani potranno tornare nella loro patria. Ma poi, l’onore del vincitore dell’ISIS andrà alla Russia, e non agli Stati Uniti, e questo a Washington non piace.

In questo momento, quindi, la situazione in Medio Oriente è più delicata che mai. Le forze del presidente Trump saranno in grado di resistere al “partito della guerra” a Washington, che sembrerebbe pronto a colpire gli eserciti della Russia e dell’Iran in Siria? Potrebbe questo eventuale attacco americano alle forze russe essere il prologo per una guerra che si estenderebbe oltre il Medio Oriente? I rischi sono sicuramente molto alti.

Silvia Vittoria Missotti

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