Siria: ISIS in ginocchio dopo la perdita dei pozzi petroliferi di Deir Ez Zor

Nell’ultima settimana di lotta contro lo Stato Islamico (ISIS) in Siria sono stati osservati grandi successi, che sono collegati alle azioni della Russia con l’aiuto dell’esercito arabo siriano (SAA) e delle unità militari sciite.

Il 5 settembre, insieme alle truppe dell’esercito siriano, gli “Hezbollah” sono riusciti a rompere l’assedio della città di Deir Ez Zor, città nel nord-est della Siria, con una popolazione di 200 mila persone (valutazione del pre-guerra). La città ero sotto assedio dal settembre 2014 da parte dell’ISIS, tanto che era chiamata la “Leningrado siriana”.

L’operazione di attacco all’assedio di Deir Ez Zor, l’ultima roccaforte importante residua dell’ISIS in Siria, è stata sviluppata dallo Stato Maggiore della Russia in collaborazione con il Comando siriano.

Il coordinamento delle principali operazioni militari in Siria è effettuato dallo Stato Maggiore russo, i cui ufficiali sono costantemente sul territorio del Paese su invito delle autorità siriane stesse. Il giorno della rottura dell’assedio di Deir Ez Zor, le postazioni dei militanti dell’ISIS sono state colpite con missili da crociera “Caliber” lanciati dalla fregata russa “Admiral Essen”, la quale si trovava nel Mar Mediterraneo al largo della costa della Siria. Per quasi due anni, gli istruttori russi hanno addestrato le unità del SAA sia nelle abilità militari individuali che nelle azioni coordinate delle unità.

Sia i siriani che i russi apprezzano la rottura dell’assedio di Deir Ez Zor. Uno dei capi dello Stato Maggiore russo, Sergeij Rudskoy, ha detto: “Abbiamo vinto la battaglia contro i gruppi terroristici nella regione della città di Deir Ez Zor, superando per importanza e portata tutte le vittorie precedenti”.

Deir Ez Zor era il centro dell’industria estrattiva della Repubblica Araba di Siria prima della guerra. La “perla del deserto”, come è chiamata la città dai siriani, è infatti situata in prossimità di ricche riserve di petrolio. Le perdite militari, di immagine e finanziarie subite dallo Stato Islamico sono enormi. Per il già indebolito Stato Islamico, infatti, la perdita di fonti di reddito e di risorse necessarie a pagare i mercenari, quali erano i pozzi petroliferi vicino a Deir Ez Zor, diventerà catastrofica.

In seguito alla rottura dell’assedio di Deir Ez Zor, è entrata nella città la prima colonna umanitaria russa.

Le consegne di cibo e medicine alla città, intorno alle quali ancora si combattono feroci battaglie, svolgono un ruolo importante a scopi umanitari e propagandistici.

Silvia Vittoria Missotti

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