CONDIVIDI
Siria: la Questione Curda

La Russia era categoricamente contraria ai piani statunitensi di rimanere in Siria dopo la sconfitta dell’ISIS. La principale agenzia di stampa russa, RIA Novosti, ha citato il Washington Post, il quale aveva riferito che i piani statunitensi erano di mantenere una presenza militare in Siria dopo la sconfitta dell’ISIS e di installare un nuovo potere nel nord del Paese.

Il Ministero della Difesa russo ha recentemente annunciato che le forze governative siriane controllano il 98% del territorio della Repubblica Araba Siriana. Lo Stato Islamico è finito, e questo è riconosciuto anche da altri Paesi in qualche modo coinvolti nel conflitto.

Gli Stati Uniti hanno subìto una sconfitta schiacciante da parte della Russia in Siria. Nonostante un coinvolgimento più lungo nel conflitto e la creazione di una “coalizione internazionale” sotto la leadership degli Stati Uniti, solo l’aiuto del gruppo militare russo è riuscito ad invertire la situazione in Siria. Ora Washington sta cercando di ammorbidire la situazione, mostrando relazioni di alleanza con Mosca nella questione siriana.

Ma la questione principale è che gli USA sembrano cercare nuovi alleati e nuove opportunità per mantenere la propria influenza in Siria, ed il potenziale alleato numero uno degli Stati Uniti sono i curdi. Gli Stati Uniti forniscono loro una grande quantità di assistenza, armi e attrezzature necessarie, e condividono con loro informazioni di intelligence. L’obiettivo del “piano curdo” degli Stati Uniti sarebbe di far sì che le Forze Democratiche Siriane (FDS, composte da rappresentanti dei diversi gruppi etnici e religiosi, ma a prevalenza curda) guadagnino il controllo della maggior parte possibile del territorio della Siria, compresi i territori con ricchi pozzi petroliferi nell’est del Paese (Deir ez-Zor), che non sono il luogo di residenza della comunità curda.

Secondo l’ex comandante delle forze aeree russe (VKS), il generale Viktor Bondarev, ora presidente del Comitato del Consiglio della Federazione Russa per la difesa e la sicurezza, con la partenza delle truppe russe dalla Siria “gli americani ottengono il pieno possesso dei cieli – senza aver eseguito alcun decollo, nessun combattimento aereo (contro le VKS russe, Ndr), – su tutto il territorio, non solo della Siria, ma anche dell’Iraq, della Giordania, della Turchia (poiché è un paese della NATO). Inoltre, anche dell’Arabia Saudita e così via fino alla costa della penisola arabica”. E questo sarebbe il regalo che gli americani si aspetterebbero dalle FDS.

La possibilità che i curdi si uniscano agli americani, da un lato, sarebbe vantaggiosa per i curdi stessi, in quanto potrebbero elevare il loro status militare e politico ad un livello praticamente indipendente da Damasco. La creazione della base aerea statunitense sul territorio settentrionale della Siria (curdo o controllato dai curdi) rende il controllo delle autorità legittime della Siria sui curdi puramente nominale.

Ma il nodo siriano è molto complicato e gli interessi di molte forze opposte troppo intrecciati perché i curdi ottengano l’autonomia sotto il segreto protettorato degli Stati Uniti. Inoltre, i curdi rimproverano gli americani del tradimento nei confronti dei curdi iracheni.

Gli Stati Uniti, infatti, avevano inizialmente promesso di sostenere lo svolgimento di un referendum sull’indipendenza dello Stato del Kurdistan iracheno. E poi hanno chiuso un occhio sulla reazione lampo del funzionario di Baghdad. A metà ottobre, l’esercito iracheno e le unità della milizia sciita avevano occupato Kirkuk ed annullato i risultati del referendum. Un milione di curdi erano fuggiti dalla città, ed i curdi della Siria nutrirono risentimento nei confronti degli americani da allora.

Ma contro i piani degli Stati Uniti non gioca solo il risentimento curdo. Il 29 novembre, a Ginevra, sono iniziati i colloqui regolari sulla Siria. L’autonomia curda (e la base dell’aviazione americana) sono ostacolate da quasi tutti i membri della coalizione contro l’ISIS guidata dalla Russia: la Turchia, l’Iran, l’Iraq e la Siria.

La creazione dell’autonomia curda in Siria priverebbe il governo ufficiale di Damasco del controllo su una parte enorme del Paese, ed avvierebbe un processo di disgregazione dei gruppi etnici e religiosi della Siria. Turchia e Iraq riceverebbero un pericoloso trampolino di lancio ai loro confini. L’Iran, sebbene geograficamente distante dalla zona curda siriana, teme lo sviluppo del separatismo curdo sul proprio territorio sotto l’influenza dell’autonomia curda siriana.

Pertanto, il “piano curdo” degli Stati Uniti ha avversari forti, i quali, pur non concordando gli uni con gli altri su molte questioni, sono solidali nell’opposizione all’indipendenza curda in Siria. Tuttavia, alcune fonti ritengono che i curdi siriani stessi siano pronti a riconsiderare i loro piani di autonomia.

Il giornalista siriano Riyad Farid Hijab scrive che i curdi sarebbero pronti ad unirsi alle forze armate siriane, alle quali si oppongono appunto gli Stati Uniti. Washington vorrebbe che i curdi diventassero uno strumento militare per la deposizione del presidente Bashar Assad, ma i curdi stessi sono riluttanti a suscitare la prossima fase del conflitto armato nel Paese.

Il giornalista siriano scrive anche che Riad Darar, il co-leader del Concilio Democratico Siriano (l’ala politica delle FDS), ha dichiarato la volontà dei curdi dopo la sconfitta completa dell’ISIS di far parte delle forze governative siriane. Secondo Darar, i curdi sarebbero grati agli americani per l’aiuto fornito, ed ora gli Stati Uniti “possono lasciare la Siria”. In altre parole, invece di diventare uno strumento degli Stati Uniti per rovesciare il legittimo presidente Assad, i curdi metterebbero gli americani alla porta.

Silvia Vittoria Missotti

UN COMMENTO

  1. I Curdi immagino ci penseranno bene prima di mettersi in un vicolo cieco di una finto stato e nemici da tutte le parti con nuove guerre questa volta veramente distruttiva per loro visto che nessuno nella zona, ma proprio nessuno vuole uno stato curdo indipendente e che tutti ma proprio tutti hanno capito l’obbiettivo americano e sionista di continuare a esercitare l’instabilita’ in medio oriente.
    I Curdi farebbero bene a riflettere e a esercitare una presenza piu’ cauta e soprattutto allontanarsi da questi presunti “alleati” che tutto vogliono meno che la pace ma guerre su guerre… Mi pare che i curdi ne abbiano abbastanza di guerre …
    Almeno la maggioranza della popolazione…

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: redazione@opinione-pubblica.com

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here