Siria: la SWEDHR accusa i White Helmets di manipolazioni

La “Swedish Doctors for Human Rights” (SWEDHR), sta denunciando le numerose anomalie che per i suoi esperti emergerebbero da video pubblicati sui social e su diversi canali youtube dai White Helmets all’opera in Siria. 

Sotto la lente d’ingrandimento dell’associazione senza scopo di lucro svedese, sono finite principalmente le operazioni di soccorso dei caschi bianchi dopo il presunto attacco chimico condotto dalle truppe di Assad contro Khan Sheikhun, città nella provincia nord-occidentale di Idlib, sotto il controllo dei ribelli.

La “Swedish Doctors for Human Rights”, definisce il tutto “una macabra manipolazione sulla pelle di bambini morti solo per giustificare un intervento occidentale in Siria”.

“Esaminando i video dei White Helmets, a cui ricordiamo che noi in Svezia l’anno scorso abbiamo conferito il ‘Nobel alternativo’, spiega il dottor Leif Elinder, trovo che le procedure usate sui bambini, alcuni dei quali in fin di vita, siano alquanto bizzarre, non mediche, non per salvare vite, anzi controproducenti”.

Siria: la SWEDHR accusa i White Helmets di manipolazioni

Rincara la dose la dottoressa Lena Oske dice: “Se qualora i bambini oggetto di quelle punture non fossero già morti, quelle punture li avrebbero comunque uccisi. La procedura usata non ha nessun senso”.

Particolarmente energico in quest’opera di controinformazione, è il professor Ferrada De Noli, formatosi alla Harvard Medical School, che sul sito Theindicter.com sta mettendo in risalto anche i legami tra i White Helmets e gli spietati miliziani di Jabhat al-Nuṣra, che da anni stanno spargendo tanto sangue innocente in Siria.

La “SWEDHR” ha intenzione di denunciare penalmente i White Helmets per le manipolazioni propagandistiche di questi giorni, con i bambini sfruttati “come oggetti di scena in una guerra che inevitabilmente uccide altri bambini”.

Una condotta a dir poco discutibile che “qualifica in modo inequivocabile i caschi bianchi, che dovrebbero essere sottoposti ad un giusto processo in un tribunale di diritto internazionale”.

Il sospetto che, oltre ai soliti osservatori per i diritti umani al servizio degli imperialisti, anche operatori sanitari ed Ong si siano prestati a preparare il terreno alla sconsiderata aggressione militare statunitense, sta diventando sempre più una certezza.

Un inganno, l’ennesimo, sulla pelle dei più deboli. Un imperdonabile affronto ad uno Stato sovrano che rischia di far esplodere la tensione in un’area condannata ad essere una polveriera.

 

UN COMMENTO

  1. Questa organizzazione in realtà è finanziata dal Qatar e forse anche da qualche altro stato sunnita e non svolge attività di assistenza ma attività politica e di supporto ai gruppi terrostistici presenti in quell’area … lo si sa da molto e chi li ha conosciuti veramente sa cosa fanno in realtà, è la croce rossa dei terroristi …
    Alp Arslan

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