L’ampiamente preannunciato attacco occidentale alla Siria, alla fine, c’è stato questa notte. Gli aerei e le navi di USA, UK e Francia hanno lanciato 103 missili, 71 dei quali intercettati e distrutti dalla contraerea siriana. Il resto ha colpito obiettivi secondari, da tempo evacuati, senza provocare decessi.

Per abbattere tali missili, non è stato necessario l’intervento diretto dei russi, che si sono limitati a fornire supporto radar alla contraerea siriana, che usa missili sovietici risalenti agli anni ’60.

Se dal punto di vista militare, l’azione occidentale è stata peggio che inutile, dal punto di vista etico-politico invece rappresenta l’ennesima barbarie, avvenuta fuori da ogni legge internazionale, e sulla base di una propaganda francamente imbarazzante per la sua falsità.

In Italia, le reazioni sono state numerose, e diversi politici hanno deciso di condannare apertamente l’ennesima aggressione alla Siria. Tra questi, i “big” sono solo due: Matteo Salvini, e Giorgia Meloni, che hanno condannato quanto accaduto, seppure con toni differenti.

Netta e a prescindere, la condanna del leader della Lega: “Stanno ancora cercando le “armi chimiche” di Saddam, stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia, e qualcuno col grilletto facile insiste coi “missili intelligenti”, aiutando peraltro i terroristi islamici quasi sconfitti. Pazzesco, fermatevi. #stopwar #stopisis”

Più sfumata la condanna della Meloni, che critica sopratutto il fatto che si sia agito fuori dal quadro dell’ONU.
“Attacco in Siria fuori dalla legalità internazionale in assenza di un pronunciamento dell’ONU sui presunti attacchi chimici. Evidentemente i disastri causati in Libia non hanno insegnato nulla. L’Italia non assecondi questa pericolosa deriva.”

In ogni caso, entrambi si sono schierati contro questa aggressione. Diverse le reazioni degli altri politici.

Berlusconi invita Salvini a tacere, sostenendo che non questo non è il momento di parlare, per poi aggiungere: “Trump ha voluto avere al suo fianco la Francia e il Regno Unito, questo vuol dire che dovremmo con sollecitudine avere un nostro governo. Questa crisi deve accelerare la sua formazione. […]Sono stati colpiti siti dove si presume che vengano prodotte armi chimiche. I missili sono l’estricazione di un principio: la ferma risposta all’uso di strumenti non convenzionali. Ma in questa situazione italiana, meglio lasciar intervenire l’Onu.”

Gentiloni invece sostiene apertamente l’intervento occidentale, asserendo che comunque esso non era diretto contro la Siria, ma solo contro i suoi (presunti) depositi di armi chimiche.

“Non possiamo consentire l’uso di armi chimiche […] la comunità internazionale deve moltiplicare gli sforzi a impedirne l’uso. […] Con gli Stati Uniti il nostro rapporto è particolarmente forte; il supporto logistico che noi tradizionalmente forniamo ai nostri alleati, in questo caso particolare abbiamo insistito e chiarito che dal nostro territorio non potessero partire attacchi direttamente contro la Siria.”

Luigi Di Maio ha fatto copia e incolla dell’intervento di Gentiloni, in un raro esempio di cerchiobottismo e di equilibrismo. Tuttavia, tra le righe, esprime fedeltà assoluta all’alleanza atlantica.

Di Maio esprime preoccupazione, e parla vagamente di diplomazia e aiuti umanitari.

“Siamo preoccupati per quel che sta accadendo e riteniamo che in Siria occorra accelerare con urgenza il lavoro della diplomazia, incrementando i canali si assistenza umanitaria. L’uso di armi chimiche, come ho già detto, è intollerabile ma mi auguro che l’attacco di oggi resti un’azione limitata e circoscritta e non rappresenti invece l’inizio di una nuova escalation. Restiamo al fianco dei nostri alleati, soprattutto perché in questa fase delicatissima credo che l’Ue debba avere la forza di farsi vedere compatta e unita, anche nell’invitare le Nazioni Unite a compiere ispezioni sul terreno in Siria affinché si accertino le responsabilità sull’uso di armi chimiche da parte di Assad. Su questo aspetto, in particolare, mi auguro che anche il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si mostri coeso.”

Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista, ha criticato gli attacchi degli USA e dei suoi alleati.

“È iniziato il bombardamento della #Siria da parte dell’imperialismo di #USA e #UnioneEuropea. Mentre i mezzi di informazione hanno dato spazio alla campagna propagandistica dei servi del mondo dello spettacolo al fine di orientare l’opinione pubblica alla guerra, tutti i partiti italiani (dal #M5S al centro destra passando per il #PartitoDemocratico) stanno assicurando che qualunque sia il governo che nascerà, l’Italia farà la sua parte in questa aggressione. VERGOGNA!

La nostra mobilitazione contro la guerra comincerà da subito! Oggi, a partire dalle 18.00 saremo in piazza San Babila a Milano.

E fin da ora il Partito Comunista convoca la manifestazione: NESSUNA BASE, NESSUN UOMO PER LA GUERRA IN SIRIA!
Presto aggiornamenti sugli appuntamenti.”
Anche il famoso filosofo e opinionista Diego Fusaro ha condannato l’attacco.

Fusaro ha commentato la vicenda, parlando apertamente di imperialismo.
“Macché armi chimiche! In Siria un abominevole attacco imperialistico.”

Perfino Liberi e Uguali condanna l’aggressione alla Siria, seppure con toni molto più morbidi di quelli di Salvini e Fusaro.

“Bisogna impegnarsi a spegnere gli incendi non appiccarne altri. FERMATEVI! #Syria”

L’aggressione alla Siria in sostanza viene difesa ed esaltata solo da Pd, Lista +Europa della Bonino, e Movimento 5 Stelle, mentre viene condannata da tutti gli altri, con l’eccezione di Forza Italia che dà un colpo alla botte e uno al cerchio.
A questo punto, anche l’ipotesi di un governo Salvini-Di Maio si allontana, dato che le loro posizioni in politica estera appaiono ormai agli antipodi, avendo i 5 Stelle abbracciato in toto la politica estera del PD.

Massimiliano Greco

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