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deir ez zor

Il comando militare siriano annuncia ufficialmente la completa liberazione di Deir Ez-Zour, uno degli ultimi bastioni dell’ISIS in Siria, le brigate terrestri che già da mesi si attestavano sulla città hanno sferrato l’attacco decisivo, le tiger force del generale Suhail al-Hassan e la Guardia Repubblicana, reparti d’élite delle forze armate di Damasco hanno condotto le operazioni, accerchiando le forze nemiche già dal 2 novembre, il 3 novembre, il comando militare siriano sancisce la definitiva presa della città.

Altre operazioni hanno avuto luogo rispettivamente nella Siria orientale, sempre nelle vicinanze di Deir Ez-Zour, distaccamenti dell’esercito siriano e delle milizie della resistenza libanese Hezbollah hanno raggiunto l’abitato di Al-Bukamal a pochi kilometri dal confine con l’Iraq, presidiato già da diversi giorni dalle forze patriottiche irachene, rispettivamente, le unità di mobilitazione popolare (sciite) e dall’esercito. Queste operazioni vicino alla striscia del fiume Eufrate hanno un valore strategico importantissimo per l’esercito siriano.

Nei prossimi giorni potremmo assistere a diverse azioni militari per conquistare l’asse viario che collega Deir Ez-Zour all’Iraq, le sortite aero-navali russe di questi giorni lasciano pensare questo. Infatti i bombardieri strategici Tu-22 partiti dalla Federazione Russa e il sommergibile “Novgorod” dal mediterraneo hanno colpito depositi e postazioni dell’ISIS, proprio lungo questo asse autostradale, diversi automezzi, jeep e numerose munizioni leggere e pesanti dell’ISIS sono rimasti sul terreno.

Dal fronte iracheno abbiamo notizie molto rilevanti. Le unità popolari e l’esercito con una manovra a tenaglia hanno puntato su Al-Qaim, di fatto liberandola totalmente. Alcune basi aeree sono stare riprese dal controllo dell’ISIS.

Sullo sfondo delle operazioni militari si insinua il conflitto locale con il governo regionale curdo, alcuni presidi e governatorati sono ora sotto l’egida di Baghdad, Baghdad che ha rotto con il Kurdistan iracheno dopo il referendum per l’indipendenza.

Tratte commerciali interrotte e governatori curdi esautorati che chiedono protezione alle autorità statunitensi, insomma, il teatro siriano e iracheno non è mai privo di sorprese di questi tempi.

UN COMMENTO

  1. Le ottime manovre siriane e iraqene supportate dal sostegno fondamentale russo hanno consentito la distruzione di tutte le organizzazioni terroristiche che occupavano il territori di quell’area.
    Ora ritengo che non ci si debba fermare ma continuare a ripulire tutto dai gruppi terroristici, nessuno escluso che sono ancora supportati da americani e altri paesi come arabia saudita e israele.
    A questo riguardo sarebbe bene che siriani e iraqeni coordinassero le operazioni in modo da intimare alle forze curde di non ostacolare la ripresa dei territori da parte delle forze legittime siriane e iraqene, di abbandonare le armi e di consegnare i poteri alle forze governative.
    Credo che solo in questo modo sia possibile immaginare un Sistema di AUTONOMIA curda ma all’interno dei singoli paesi. Non sono ammissibili ipotesi di stati autonomi che siano di fatto baso logistiche di nuove forze terroristiche e soprattutto di stati interessati a continuare a destabilizzare il medio oriente come america e israele.
    I curdi non hanno scelta altrimenti si troverebbero di fatto fuorilegge e sarebbe giusto a questo punto il recupero forzato dei territori abusivamente occupati da forze curde.
    Per questo e’ necessario continuare la pressione per liberare tutto il territorio sovrano e eliminare ogni ipotesi di smembramento della Siria e dell Iraq, fatto molto pericoloso in quanto fonte di probabili futuri conflitti in medio oriente.
    Lotti Anton Giulio

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