Vladimir Putin

MOSCA – In margine alla premiazione dei reparti militari, che sono stati impegnati durante gli ultimi sei mesi nell’operazione siriana, il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin ha rilasciato alcune dichiarazioni.

Dopo l’annuncio di alcuni giorni fa del ritiro delle truppe di terra dalla Siria, il Presidente Putin è tornato sulla situazione che da 5 anni affligge il popolo siriano. Il disimpegno delle truppe della Federazione dalla guerra non sarà una ritirata dalla lotta contro il terrorismo e l’ISIS. Dalle azioni del suo governo si evince che l’impegno della Russia sin dall’annuncio del ritiro è di portare tutti gli attori del fronte siriano al tavolo delle trattative, come sta accadendo in questi giorni a Ginevra.

Alla Russia, infatti, interessa che la tregua stabilita lo scorso febbraio venga rispettata, ma il rischio che il conflitto riviva una nuova excalation resta molto alta, soprattutto da parte di forze alleate della NATO, come Turchia e Arabia Saudita, che rivendicano la propria influenza sulla regione.

A riguardo Putin avverte: “Gli USA sanno molto bene che in Siria abbiamo a disposizione gli S-400, non permetteremo che qualcuno violi lo spazio aereo siriano, chi lo farà rischia di essere annientato”. Il presidente ha poi spiegato la situazione dal punto di vista russo: “l’operazione in Siria è costata 460 milioni di dollari, ma è stata necessaria per non pagarne di più il costo in futuro. In Siria abbiamo lasciato tre postazioni militari e siamo pronti a colpire in caso di pericolo per le truppe russe e per il governo siriano” ha dichiarato senza mezzi termini.

Ma l’operazione in Siria ha anche sancito definitivamente il ruolo di potenza internazionale della Russia, capace di ridurre il raggio di azione dei terroristi e di ottenere una tregua preziosa dal punto di vista sia diplomatico che umanitario.

Vladimir Putin si è soffermato anche sulle condizioni dell’apparato militare. Secondo il presidente russo il rafforzamento dell’esercito è fondamentale per la sovranità della Russia stessa e l’operazione siriana è stata un’opportunità per l’esercito russo di cimentarsi in un contesto reale, piuttosto che attraverso le esercitazioni.

Insomma un chiaro avvertimento all’Occidente e ai suoi alleati sul fronte damasceno, ma anche un messaggio ai protagonisti del consesso internazionale che Mosca non ha intenzione di mollare su nessuna delle questioni che attualmente la vedono coinvolta.

La Russia vuole chiudere dopo ben cinque anni il conflitto siriano e dare un chiaro segnale contro il terrorismo, dopo 6 mesi di missione anti-ISIS. Tuttavia siamo certi che anche questioni come quella ucraina porteranno a una nuova svolta, una volta che il piano di pace per Damasco avrà imboccato la strada giusta. “Quello che interessa alla Russia è la pace” ha ribadito ancora una volta Putin, ma ne siamo certi, Mosca non la perseguirà a discapito della propria indipendenza né rinunciando alle proprie zone di influenza, come pretenderebbe qualcuno degli attori in gioco.

Mirco Coppola

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