spetsnaz

Spetsnaz in Siria, forniscono ricognizioni e obiettivi per gli aerei militari. Il generale russo conferma.

Gli Spetsnaz – le forze speciali russe – sono coinvolti nella campagna di Siria e hanno contribuito con l’individuazione degli obiettivi per gli aerei militari russi. Il generale che comanda l’intera operazione ne ha dato conferma in un’intervista.
Il Colonnello Generale Alexander Dvornikov è vice comandante del distretto militare centrale in Russia, ed è stato selezionato come capo della campagna in Siria, la quale ha avuto inizio nel settembre dello scorso anno. Mercoledì scorso il generale ha parlato di aspetti dell’operazione precedentemente non dichiarati in una rara intervista al quotidiano Rossiyskaya Gazeta.

“Non nego che le nostre Forze Operative Speciali (SOF) siano utilizzate in Siria. Conducono ricognizioni di terra di obiettivi pre-selezionati per gli aerei militari russi, assistono gli aerei militari in termini di orientamento in zone remote ed eseguono altre operazioni,” ha dichiarato il generale. “Si consideri che le forze corrispondenti degli Stati Uniti e degli altri membri della coalizione [guidata dagli USA] stanno effettuando missioni simili in Siria,” ha aggiunto.

Questa è stata la prima conferma ufficiale che le forze speciali russe sono state dispiegate in Siria. La maggior parte delle missioni durante la campagna di cinque mesi, che è stata rivisitata a marzo, sono state condotte dalle forze aeree russe. La maggior parte del personale russo in Siria è rimasto di guardia alle due basi russe nel Paese e ha fornito supporto logistico.

C’erano anche consiglieri militari che addestravano l’esercito siriano e fornivano assistenza nella pianificazione militare.

“I consulenti hanno svolto con successo il compito di addestrare le unità governative — curdi ed altre forze patriottiche. Il fatto che i nostri consulenti abbiano partecipato attivamente alla pianificazione delle azioni militari ha contribuito ai progressi raggiunti,” ha affermato il generale Dvornikov nell’intervista. Questi ha inoltre aggiunto che la fornitura di armi russe all’esercito siriano è stata una componente fondamentale nel capovolgimento delle sorti della battaglia nel Paese.

“Per incrementare le capacità dell’esercito siriano abbiamo fornito armi avanzate e hardware, compresi sistemi di artiglieria, di comunicazione ed attrezzature di ricognizione,” ha detto Dvornikov.

La Russia ha intrapreso l’operazione per aiutare il governo siriano nella sua lotta contro i gruppi terroristici ISIS ed Al-Nusra in un momento in cui l’esercito siriano aveva rischiato la sconfitta.

“Posso dirvi una cosa. La situazione, nel momento in cui la campagna russa anti-terrorismo è iniziata, non era a favore di Damasco. I terroristi, che contavano circa 60.000 combattenti, in quel momento controllavano circa il 70% della Siria,” ha detto il generale.

Le forze terroriste avevano il controllo di alcune grandi città, tra cui Idlib, Palmira e Raqqa, così come alcuni quartieri di Damasco e Homs. I terroristi avanzavano velocemente nella provincia di Latakia e si preparavano ad avere il sopravvento ad Aleppo. Anche la strada strategica che collega Aleppo e Damasco era sotto minaccia, ha raccontato il generale, mentre l’esercito siriano era sulla difensiva.
“Le forze governative erano esauste dai quattro anni di azione e riuscivano appena a resistere contro i terroristi. I civili erano in fuga in massa dal Paese.”

La Russia ha contribuito a fermare l’avanzata del terrorismo e ha rafforzato le capacità di Damasco fornendo supporto aereo, uomini e competenza militare.

“Insieme abbiamo distrutto le linee di infrastrutture e di forniture dei terroristi, insieme abbiamo preso l’iniziativa ed iniziato con l’avanzamento in 15 direzioni. I militanti sono stati costretti a cessare tutte le operazioni offensive e a disperdere le loro forze in piccoli gruppi,” ha raccontato Dornikov.

Il generale ha aggiunto che le azioni della Russia hanno acceso la speranza di una sconfitta finale dei terroristi nei civili siriani, accorsi per unirsi alle milizie e difendere le loro case.

“In diverse città delle province centrali e meridionali della Siria i residenti locali si sono uniti e hanno costretto i banditi di Al-Nusra ad andarsene. La guerra contro il terrorismo è un movimento popolare ora,” ha riportato il generale.

Con il supporto aereo russo, l’esercito siriano ha catturato circa 400 città della Siria centrale e meridionale, ed ora controlla diverse strade di importanza strategica — estendendo così in modo significativo la portata militare di Damasco.

La Russia ha indirettamente beneficiato dell’azione militare, perché molti dei militanti uccisi nei combattimenti erano arrivati in Siria dalla Russia ed ora non vi faranno ritorno, come ha detto il generale.

“In Siria sono stati uccisi circa 2.000 terroristi provenienti dalla Russia, tra cui 17 comandanti sul campo. Questa misura preventiva garantisce la sicurezza della nostra nazione e dei cittadini russi,” ha constatato Dvornikov.

La Russia ha annunciato il ritiro della maggior parte del suo personale militare dalla Siria in seguito alla tregua tra il governo e decine di gruppi di opposizione. Mosca afferma che il “cessate il fuoco” ora consente a Damasco di concentrarsi sulla lotta ai gruppi che non sono coinvolti nell’accordo.

“Al momento del mio ritorno dalla Siria, 43 gruppi armati e veterani di 51 città e villaggi si sono impegnati a rispettare la tregua. Ed il numero è in crescita,” ha detto Dvornikov.

Traduzione di Silvia Vittoria Missotti

UN COMMENTO

  1. È significativo che nel frattempo gli USA stiano liquidando una serie di capoccia dell’ISIS, complici che potrebbero in futuro parlare e/o ricattare, che non vogliono lasciarsi dietro vivi.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non alimentare discussioni polemiche e personali, mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected]

Inserisca il suo commento
Inserisca il Suo nome