Un film di Steve Martino. Con Francesca Capaldi, Noah Schnapp, Bill Melendez, Mariel Sheets, Venus Schultheis. USA 2015.

Charles schulz rappresenta l’ideale del lavoratore indefesso e carico di abnegazione che viene tanto celebrato dal concetto e dalla prassi di meritocrazia. Come disegnatore ha lavoratore per le proprie strisce grafiche fino all’ultimo quando stremato dalla malattia ha deciso di chiudere la propria attività. Le ultime strisce furono arricchite da un addio. Un addio ai personaggi da lui creati. Un lungo addio nel quale sembrava che parlasse ai propri cari e a tutti coloro che lo avevano seguito. Nel suo addio venne espresso chiaramente che non avrebbe ceduto i suoi personaggi alla penna di nessun altro disegnatore. Era quindi un addio amaro, un addio che avrebbe potuto portare i suoi amati personaggi all’oblio. Questo patrimonio non voleva essere perduto ne tantomeno dimenticato dai suoi figli. I suoi figli con l’ausilio di questa equipe cinematografica hanno voluto realizzare questo film. Non è la prima volta che accade nel campo cinematografico un’operazione di tale genere. Ricordiamo ad esempio l’operazione di aggiornamento in versione 2.0 dei Puffi. Questo esempio solo per citarne uno. Purtroppo molto spesso è accaduto che di fronte ad un’operazione di aggiornamento grafico si perdesse lo spirito e le storie che avevano animato questi personaggi. Insomma talvolta la versione 2.0 di personaggi dei fumetti era davvero troppo diversa rispetto agli originali e questo creava talvolta malumore nei confronti degli storici appassionati. In questo caso l’operazione riesce bene, accanto alla modernizzazione grafica si ritrovano gli stesse personaggi dei fumetti. Troviamo il cane Snoopy, accanto all’amore per il proprio padrone Charlie Brown veste i panni del barone rosso asso dell’aeronautica e pronto a conquistare il cuore di una cagnolina della quale si è innamorato. Troviamo appunto Charlie Brown e la sua tenacia ma anche con la sua goffa insicurezza. Troviamo il pianista Schroeder alle prese con la sua grande passione per Beethoven e in fuga dalle ifantili avances di Lucy. Troviamo Sally alle prese con il suo amore per Linus e con la stima per il proprio fratello Charlie Brown. C’è Piperita Patty e Marcie. Insomma ci sono tutti i personaggi dei Peanuts, soprattutto troviamo la mitica ragazzina dai capelli rossi. Charlie Brown ne è innamorato pazzo. La curiosità su questo personaggio è che apparse solo una volta nelle strisce dei Peanuts. Non anticipiamo nulla su questo personaggio. Diciamo che questo cartone animato ha il potere di far ricordare a molti la propria infanzia e al medesimo tempo far conoscere ai più piccoli questi personaggi. Il messaggio finale è di essere tenaci e non lasciare mai che le sconfitte ci deprimano. D’accordo non è un messaggio che noi propagandiamo soprattutto se condito con la classica meritocrazia che tanto amano i capitalisti e che oltretutto non si capisce nemmeno come si manifesti. Insomma se vogliamo dirla tutta la meritocrazia è la classica utopia dei capitalisti. Qui l’utopia dell’American Dream è chiaramente manifesta e presente. In fondo ogni tanto un film per bambini dovevamo pur recensirlo.

Come dice l’intro,  restiamo in attesa del prossimo cartone animato un po’ più simile a ciò che noi abbiamo, quale è Masha e Orso. Per il momento accontentiamoci di questo e sforziamoci di non vedere gli aspetti propagandistici americani che ci fanno solo storcere il naso. Per il resto buona visione.

3 Stelle. La critica lo ha affossato ricordando come la trama fosse inconsistente. Ebbene credo che questi critici non abbiano figli o siano talmente assuefatti ai cartoni animati della Disney che non sappiano cogliere il tentativo nobile di aggiornamento grafico operato dagli eredi di Schulz. Ottima grafica, ottimi flash back con immagini d’epoca che ne esaltano la continuità storica delle strisce. Trama infantile e divertente chiaramente concepita per i bambini. Per i bambini è un messaggio positivo. 3 stelle sono meritate, in ogni caso preferiamo Masha e Orso.