matteo salvini

A poche ore di distanza l’uno dall’altro, George Soros e Roberto Saviano, due idoli della sinistra mondialista, sono andati all’attacco del neo ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Il miliardario ungherese che guida più di 50 fondazioni, ospite del Festival dell’Economia di Trento, si è detto “molto preoccupato” della vicinanza alla Russia del nuovo governo M5S-Lega e della ventilata intenzione di cancellare le sanzioni commerciali.

“Putin, ha continuato Soros, cerca di dominare l’Europa, non vuole distruggerla ma sfruttarla perché ha la capacità produttiva, mentre l’economia russa sotto Putin può solo sfruttare le materie prime e le persone”.

“È una forte minaccia e sono davvero preoccupato”, ha aggiunto ancora il grande architetto del disastro del 16 settembre 1992, quando con un’operazione di pirateria finanziaria (che gli fruttò olte 1 miliardo di dollari) provocò il crollo della sterlina inglese e della lira italiana, tanto da costringerle a uscire dal Sistema Monetario Europeo (Sme).

L’attacco del finanziere a cui Romano Prodi concesse la laurea honoris causa presso la facoltà di Economia dell’Università di Bologna, presieduta da Stefano Zamagni, stretto suo collaboratore, costò ai contribuenti italiani 60 mila miliardi di lire.

Un devastatore condannato alla pena di morte in Malesia per aver distrutto l’economia del Paese e all’ergastolo in Indonesia per aver speculato sulla moneta locale, a cui in Italia viene consentito di dire: “C’è una stretta relazione tra Matteo Salvini e Putin. Non so se Putin effettivamente finanzia il suo partito, questa è una questione che l’opinione pubblica italiana ha il diritto di approfondire, l’opinione pubblica italiana ha diritto di sapere se Salvini è a busta paga di Putin”.

Dura la replica del leader del Carroccio: “Non ho mai ricevuto una lira, un euro o un rublo dalla Russia, ritengo Putin uno degli uomini di Stato migliori e mi vergogno del fatto che in Italia venga invitato a parlare uno speculatore senza scrupoli come Soros”.

Un cambio di toni e accenti nei riguardi del tentacolare padre-padrone del Quantum Fund e della Open Society Foundations che costituisce un’assoluta novità per un ministro italiano, dopo anni deprecabile servilismo da parte dei suoi predecessori.

Il ministro dell’Interno è finto anche nel mirino dello scrittore Roberto Saviano che, in un video pubblicato su Repubblica, lo ha accusato di voler far annegare i migranti, invitando le ong e la Guardia Costiera a disobbedire alle sue disposizioni.

Salvini ha risposto attraverso Facebook, ricevendo migliaia di attestati di stima e di solidarietà.

“Quest’uomo (cioè io!) vuole fare annegare le persone”. Il signor Saviano ha vinto una bella querela, non dal Salvini ministro ma dal Salvini papà!

Posted by Matteo Salvini on Sunday, June 3, 2018

“Il signor Saviano ha vinto una bella querela, non dal Salvini ministro ma dal Salvini papà!”, ha scritto il ministro dell’Interno linkando il contestato contributo video dello scrittore sull’edizione on line di Repubblica.

Sempre in tema di immigrazione, il ministro leghista ha anticipato una linea di intransigenza parlando della Tunisia: “È un Paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini, ma che spesso e volentieri esporta galeotti”.

Così Salvini su Facebook: “Oggi sono tornato da ministro al centro immigrati di Pozzallo (Ragusa). Qui sempre più clandestini in arrivo dalla Tunisia, non rifugiati di guerra ma spesso delinquenti ed ex carcerati. Ridurre gli sbarchi e aumentare i rimpatri, con centri di espulsione in ogni regione, accordi più forti con i Paesi d’origine e ricontrattazione in Europa del ruolo dell’Italia. Il nostro governo dirà NO alla riforma del regolamento Dublino perché condanna i Paesi del Mediterraneo ad essere da soli. È ora di farci sentire”.

MATTEO SALVINI A POZZALLO (03.06.18)

Oggi sono tornato da ministro al centro immigrati di Pozzallo (Ragusa).Qui sempre più clandestini in arrivo dalla Tunisia, non rifugiati di guerra ma spesso delinquenti ed ex carcerati.Ridurre gli sbarchi e aumentare i rimpatri, con centri di espulsione in ogni regione, accordi più forti con i Paesi d’origine e ricontrattazione in Europa del ruolo dell’Italia. Il nostro governo dirà NO alla riforma del regolamento Dublino perché condanna i Paesi del Mediterraneo ad essere da soli.È ora di farci sentire.

Posted by Matteo Salvini on Sunday, June 3, 2018

 

Matteo Salvini ha annunciato anche di voler incontrare il collega tunisino ed il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, il giudice che ha fatto emergere le condotte poco limpide di alcune organizzazioni non governative.

 

UN COMMENTO

  1. Quello di cui Soros accusa Putin (senza prove ovviamente, credo che i due non si siano mai parlati), è quello che lui stesso sta facendo, vale a dire mira alla «società aperta», un mondo in cui, cancellate le frontiere, non vi sia più ostacolo allo spostamento di persone e merci sotto il potere della grande finanza.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.