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Potrebbe quasi sembrare supreflua una recensione, dopo il ventottesimo posto che il libro in questione ha ottenuto nel nostro “classificone” prenatalizio, sinonimo di qualità dello scritto. Ma questo volume di Alberto Guasco merita qualche parola di presentazione.

Il libro è una minuziosa e quantomai estesa riscostruzione del Mundial spagnolo del 1982, dai “fotogramma scritti” di tutte le gare, al modo in cui è stato raccontato, fino agli intrighi politici e alla memorialistica libraria e musical-cinematografica.

In uno straordinario capitolo che descrive la politica estera legata al mondiale spagnolo, il libro racconta di come la televisione libanese oscurò il nome dell’arbitro israeliano Abraham Klein per protesta contro l’invasione sionista al paese arabo, avvenuta proprio durante il Mondiale. Oppure ancora della gara tra Unione Sovietica e Polonia, letta come uno scontro tra Cremlino e Solidarność. O ancora le scorie del conflitto argentino-inglese per le Malvinas/Falkland. Financo al mondiale di Spadolini che diventa, dopo la vittoria, quello di Pertini.

Un’infinità di chiavi di lettura, spesso inedite, per raccontare l’impresa di Rossi, Bearzot e Zoff. Il mondiale che ha cambiato un paese.

Alberto Guasco
Spagna ’82. Storia e mito di un mondiale di calcio
Carocci Editore, 2016
172 pagine, 18 euro

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