squadrismo alla turca

Secondo quanto testimonia questo video amatoriale girato in uno dei seggi di Istanbul, la scrutatrice Melisa Yet è stata percossa e ferita per aver legittimamente annullato un Sì al referendum di Erdogan, domenica scorsa. La ragazza aggredita dai membri dell’AKP insieme ad altri membri del seggio è svenuta riprotando alcune fratture.

Una delle tante conferme di come la repubblica turca si stia trasformando in nuovo Pakistan con sconcertanti episodi di repressione e il tentativo imposizione del pensiero unico dell’islamismo di marca AKP. Una democrazia limitata.

 

Intanto il Consiglio Supremo Elettorale della Turchia ha ufficialmente rigettato ogni ricorso delle opposizioni contro il risultato del Referendum del 16 aprile, che hanno annunciato già che continueranno con le proteste.

Secondo alcuni analisti il risultato delle elezioni in Turchia sarebbe illegittimo, facendo notare che per la prima volta ad Ankara un risultato elettorale viene contestato sia dalle opposizioni interne che dagli osservatori internazionali. Sotto accusa non solo il cambiamento delle regole del governo sulle modalità di segnatura della scheda, ma anche gli sconcertanti divieti nei confronti di centinaia di membri delle opposizioni di partecipare all’osservazione delle procedure di voto. Un provvedimento che ha portato monopolizzare i seggi a favore dell’AKP, con le conseguenze tragiche testimoniate dal video.

Melisa Yet, scrutatrice ferita dall'AKP
Melisa Yet, scrutatrice ferita dall’AKP.

Il ministro della giustizia Bekir Bozdag ha dichiarato che le motivazioni e le proteste delle opposizioni sono di carattere discutibile. Secondo il ministro le decisioni del Consiglio Supremo Elettorale (YSK) non sono sindacabili da nessuno e non ci sono appigli giudiziari per annullare il voto.

Le parole del ministro sono però smentite da un precedente. Proprio l’YSK nel 2014 ha annullato due risultati elettorali nella provincia sud-est della Turchia a causa di voti espressi con schede non timbrate. Un vero e proprio pasticcio legale, che la dice lunga sulle intenzioni dell’AKP di vincere il referendum costituzionale a tutti i costi.

Una deriva pericolosa questa della Turchia, verso la quale la risposta dell’Europa si è dimostrata come al solito blanda, mentre Trump nella sua follia neo-neo-con sostiene Erdogan con grande nochalance dopo che per mesi ha raccontato al mondo intero di come gli Usa dovessero fare di tutto per fermare islamismo e terrorismo islamico.

2 COMMENTI

  1. In un paese “democraticamente normale” scritto tra virgolette questo seggio sarebbe stato chiuso e le votazioni annullate vista la gravità di quanto si vede, uno scrutatore fa parte di una commissione statale per cui una aggressione simile a quella che si vede, aggravata anche da lesioni gravi,dovrebbe rappresentare un attacco alla istituzione stessa della democrazia.
    Essendoci un video sarebbe per lo meno giusto denunciare i responsabili di questo atto incredibile.
    Ma immagino che non succederà assolutamente nulla.
    Ormai violare la democrazia e le sue regole è una questione relativa, se le violi in Turchia non dice nulla nessuno, se si violano in un altro paese che non piace all’America allora sei un regime antidemocratico.
    Questa mentalità non ha nulla di democratico in quanto dei principi che si intendono universali da parte di chi autodichiara democratico ( come per esempio gli Stati Uniti d’America) possono essere praticamente violati o addirittura inapplicati come in paesi tipo l’Arabia Saudita che di democratico non ha praticamente nulla ma su cui l’America ufficiale non dice praticamente nulla.
    Alp Arslan

  2. …..Trump complice di tutto questo!…..l Europa lo segue…..ripeto Trump è una fotocopia di pelle diversa da Obama….colonialisti imperialisti guerrafondai…

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