E’ appena terminata la Copa Libertadores ma il calcio ‘made in Conmebol’ è già pronto a regalarci nuove emozioni con l’altra grande competizione continentale, la Copa Sudamericana che accenderà i motori questa notte con la sfida tra gli ecuadoregni dell’Universidad Católica e i venezuelani del Deportivo La Guaira.

La formula è un po’ complessa, molto fantasiosa. Il primo turno vede sedici partite in programma, otto tra squadre della ‘zona nord’ e otto della ‘zona sud’ ma senza brasiliane e argentine che essendo le più numerose si scontreranno tra di loro (come fossero degli spareggi) già al turno successivo in modo da arrivare alla terza fase con un tabellone più variegato possibile.

E i campioni in carica? Ci sono, ci sono. In Sud America puoi giocare nello stesso anno le due competizioni continentali se sei detentore di una di esse. Il River Plate, infatti, dopo aver vinto la Libertadores parteciperà anche alla Sudamericana in qualità di detentore del trofeo conquistato nel 2014. Vedremo se Gallardo riuscirà a tenere alta la voglia dei suoi dopo il trionfo sul Tigres e un campionato che sembra sempre più a portata di mano. Entreranno in scena negli ottavi di finale e partono chiaramente con i favori del pronostico. Nessuna delle contendenti può vantare una rosa come quella del River Plate con venticinque elementi di spessore, caratteristica che nel calcio sudamericano probabilmente non si era mai vista. La principale candidata ad impensierire i Millionarios potrebbe essere un’altra argentina: l’Independiente. Trascinata dai gol di Albertengo, da un Mancuello in gran forma e da una rosa rinforzata a dovere, la squadra di Mauricio Pellegrino è collocata nel tabellone all’estremità opposta rispetto a quella di Marcelo Gallardo e se i pronostici vengono rispettati non è difficile intuire quali saranno le finaliste. Ricordiamoci comunque che siamo in Sud America e di scontato non c’è niente. Le uruguaiane Danubio e Nacional, assieme agli ecuadoregni dell’Emelec sono da considerarsi attualmente come le outsider. Il Danubio è una squadra quadrata che gioca con entusiasmo ed è attualmente protagonista di un ottimo campionato in Uruguay con un solo punto di distacco dal Peñarol capolista; la rosa giovane può alimentare qualche dubbio circa la tenuta fisica e nervosa. Il Nacional dal canto suo sta correndo ai ripari cercando attraverso il mercato di raddrizzare una stagione partita non benissimo. Gli arrivi dall’Italia di Abero e Polenta serviranno a rinforzare la difesa, quello dell’esperto Eguren aiuterà il centrocampo mentre per l’attacco è tornato l’eterno Sebastian ‘Loco’ Abreu. Calciomercato permettendo, il bomber Miler Bolaños ammirato in Copa America tenterà di alimentare le ambizioni dell’Emelec capolista in Ecuador e squadra in grado almeno sulla carta di poter tenere testa a chiunque.

Al contrario le brasiliane non sembrano poter andare molto lontano. Chapecoense, Sport Recife e Atletico Paranaense non hanno le qualità necessarie per trasformare i sogni di gloria in realtà e per quanto riguarda Joinville, Bahia, Goias, Ponte Preta e Brasilia l’importante è partecipare. Colombiane e boliviane faranno fatica ad inserirsi ai quarti di finale, le paraguaiane Libertad, Olimpia e Nacional Asunción cercheranno di mettere il bastone tra le ruote alle già citate favorite, così come tenteranno di farlo le peruviane Universitario, Melgar e Unión Comercio che con un’ossatura tutta colombiana (Moreno-Rentería-Pajoy-Arrieta e l’allenatore Aristizábal) chissà che non possa diventare la rivelazione del torneo. Tra le quattro cilene quella messa meglio pare essere il Santiago Wanderers che ha regalato al proprio allenatore, ‘el Flaco’ Astorga, l’ex fiorentino David Pizarro. Universidad Católica, Huachipato e Universidad Concepción sono da seguire con altrettanto interesse. In Ecuador oltre al già menzionato Emelec è da seguire la LDU Quito che si affida all’argentino Morales e al bomber Mina, tornato in patria dopo quattro stagioni in Messico. La Universidad Católica del Ecuador punta a sorprendere gli scettici e a centrare almeno i quarti di finale, cosa che non è attualmente alla portata della LDU Loja, fanalino di coda in campionato malgrado l’argentino Juan Pablo Caffa, ‘el violinista del viaducto’. Dal Venezuela cercheranno un miracolo il Deportivo La Guaira, lo Zamora, il Deportivo Anzoátegui e il Carabobo che francamente sembra suscitare interesse e simpatia più per lo strano nome che per meriti tecnici. Tanti giovani talenti useranno la vetrina della Copa Sudamericana per mostrarsi al mondo.

Gustavo Dulanto, diciannovenne peruviano è già una colonna portante della difesa dell’Universitario, pronto per palcoscenici di livello internazionale. Nell’Olimpia Asunción occhio al classe 97 Saul Salcedo e al classe 98 Blas Riveros, entrambi difensori, il primo già titolare e inamovibile. Il più promettente però gioca nel Defensor Sporting in Uruguay, si chiama Mauro ‘Bomba’ Arambarri, diciannovenne centrocampista tuttofare, personalità da vendere. Naturalmente oltre a questi nomi vanno aggiunti i talenti già noti come ad esempio Driussi del River Plate.

Tra coloro che puntano a combinare qualcosa di fantastico ci sono numerosi vecchietti. Eguren, Abreu e Pizarro li abbiamo già menzionati ma ci sono anche Fleurquin e Olivera nel Defensor che faranno da chiocce ad Alambarri, c’è el Tanque Silva nell’Arsenal Sarandi, ci sono Moreno y Fabianesi e Montenegro nell’Huracan, Olave nel Belgrano e l’ecuadoregno bomber Carlos Tenorio che a 36 anni cerca gol importanti per il Bolívar.

Sarà una Sudamericana tutta da seguire, da agosto a dicembre, certi di essere smentiti su molte cose appena scritte. Buona Copa a tutti.

Roberto Balio