E’ iniziata alle 22, ora di Washington, l’aggressione militare alla Siria. Un nuovo, vergognoso affronto alla diplomazia internazionale e l’ennesima conferma del ruolo “ornamentale” dell’Onu.

“Ho ordinato l’attacco alla Siria”. Questo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump alle tre di notte italiane, mentre i missili stavano già colpendo gli obiettivi dichiarati collegati alla produzione di armi chimiche.

“Questo è un chiaro messaggio per Assad”, ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, l’ex generale James Mattis, la cui linea interventista ha avuto la meglio.

“Siamo pronti a sostenere questa risposta fino a quando il regime siriano non cesserà l’uso di agenti chimici proibiti”, ha aggiunto Mattis, rivelando che è stata utilizzata una quantità doppia di razzi rispetto ai 59 dell’attacco del 2017.

Il ministero della Difesa britannico ha reso noto che per i raid di questa notte contro Homs sono partiti tre jet Tornado della Royal Air Force da Cipro.

“E’ stata superata la linea rossa”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, twittando la foto del momento in cui ha ordinato l’attacco.

Pieno sostegno all’intervento militare da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel. “Sosteniamo il fatto che i nostri alleati, inglesi e francesi, americani, si siano assunti le loro responsabilità. L’intervento militare era necessario e opportuno”, ha detto Merkel in un comunicato.

“L’Italia non ha partecipato” all’attacco in Siria e “il supporto logistico che forniamo agli Stati Uniti, in questo caso particolare abbiamo insistito e chiarito che non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria”. Lo detto il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni.

“Non è il momento dell’escalation, è il momento di mettere al bando le armi chimiche, della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di un conflitto tormentato e terribile. L’azione circoscritta, mirata a colpire le armi chimiche, non può e non deve essere l’inizio di un’escalation. Questo è quanto l’Italia ha ribadito nei giorni scorsi e continuerà a ribadire”, ha affermato Gentiloni.

Oltre 100 i missili da crociera a lungo raggio Tomahawk lanciati contro gli obiettivi in ​​Siria, la maggior parte dei quali erano nelle campagne di Damasco e uno nelle campagne di Homs.

Da fonti siriane si apprende che meno di 10 missili hanno raggiunto uno dei loro obiettivi. Uno ha colpito un quartiere civile a Damasco dove si trovavano alcuni edifici dove sono allocati uffici militari siriani; sono stati colpiti anche un magazzino nella campagna di Damasco e un ex sito militare siriano abbandonato oltre 5 anni fa.

A Homs, il missile non è stato distrutto a mezz’aria ma è stato bloccato e non ha raggiunto il bersaglio, schiantandosi a 10 km dal suo obiettivo previsto.

Inoltre, almeno 2 droni di piccole dimensioni sono stati distrutti mentre tentavano di entrare e valutare le conseguenze dell’attacco degli Stati Uniti.

Per il Pentagono sono tre gli obiettivi centrati in Siria, tra cui un centro di ricerca scientifica situato nell’area più grande di Damasco e due siti vicino a Homs.

Tre civili sono stati feriti a Homs dopo che alcuni missili sono stati intercettati dai sistemi di difesa aerea della Siria, secondo la tv di stato siriana.

La contraerea siriana era preparata ed ha risposto adeguatamente, anche grazie al supporto dei radar russi. I siti militari siriani raggiunti dai missili erano stati da tempo svuotati. Il danno è stato minimo.

Nessun missile sarebbe stato lanciato sulle basi che erano protette dagli s-300 e s-400 e su quelle all’interno delle quali erano stati spostati i caccia siriani non sono state neanche sfiorate.

L’attacco condotto da Stati Uniti, Francia ed Inghilterra ha causato pochi danni, da quel che risulta, ma è stato reale, non può essere definito uno show ed è politicamente gravissimo.

Immediata e dura la risposta della Russia, attraverso l’ambasciatore negli Stati Uniti, Anatoly Antonov: “L’attacco è un inammissibile schiaffo al nostro presidente Putin e non resterà senza conseguenze”.

Il presidente russo Vladimir Putin chiede una immediata convocazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per discutere dell’accaduto.

“L’attuale escalation della situazione in tutta la Siria sta avendo un impatto devastante su tutto il sistema delle relazioni internazionali, e la storia metterà ogni cosa al suo posto, ed è già posta alla pesante responsabilità di Washington per la strage in Jugoslavia, Iraq e Libia”, ha dichiarato Putin.

Parigi assicura che “la Russia è stata avvertita in anticipo degli attacchi”. Il ministero ministero degli Esteri siriano ha parlato di “un’aggressione barbara e brutale”, mentre il ministro degli Esteri iraniano ha fatto sapere che “ci saranno conseguenze regionali”.

“L’attacco è la palese violazione delle leggi internazionali, così come l’ignoranza della sovranità e dell’integrità territoriale della Siria”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Bahram Qasemi.

Il presidente siriano Bashar Al-Assad si è mostrato tranquillo ed è stato diffuso un video che lo mostra mentre raggiunge i suoi uffici.

 

La gente ha invaso le strade di Damasco per “festeggiare” il successo della contraerea siriana ma soprattutto per far sentire la sua voce contro l’aggressione imperialista ordinata dal tycoon Trump.

 

 

 

L’attacco di stanotte, portato in un momento di grande difficoltà per l’Isis, ormai quasi del tutto sconfitta in Siria, potrebbe avere conseguenze molto più gravi di quelle del lancio dei missili. L’ingerenza di Trump, May e Macron è gravissima anche per il “favore” reso alle milizie islamiste che hanno devastato il paese, spezzando migliaia di vite.

Un aspetto, questo, colto con lucidità politica da Matteo Salvini, leader della Lega.

 

“Stanno ancora cercando le “armi chimiche” di Saddam, stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia, e qualcuno col grilletto facile insiste coi ‘missili intelligenti’, aiutando peraltro i terroristi islamici quasi sconfitti. Pazzesco, fermatevi”, ha scritto Salvini su facebook.

 

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