Stefania Craxi

“Leggendo le tante interviste dei pentastellati continuano ad emergere alcune contraddizioni di fondo. Si dice di non voler vincolare gli accordi di governo a basi ideologiche, ma cos’è il veto, ridicolo ed offensivo, su Berlusconi e Forza Italia se non una presa di posizione meramente ideologica?”. Lo afferma la senatrice di Forza Italia, Stefania Craxi.

La figlia del leader socialista ed ex presidente del Consiglio dei Ministri, Bettino Craxi, attacca nuovamente il Movimento Cinque Stelle, criticandone la strategia politica di queste settimane, fatta di veti ed accordi separati, ritenendola contraddittoria e confusionaria.

“Si dice di voler rispettare gli elettori, continua l’ex sottosegretario azzurro, ma si avanzano alchimie che sono tutt’altro che rispettose del voto e dei soggetti in campo. Si vagheggia di accordi programmatici, ma di programmi e contenuti, tranne del gran parlare che se ne fa, non c’è ancora traccia”.

Per Craxi “è francamente singolare che, pur non avendo vinto le elezioni, qualcuno pretenda di avere il premier, di decidere il programma e di mettere il naso nelle vicende e nei rapporti politici in casa altrui, dal centrodestra al Pd”.

“Capisco l’impegno e gli sforzi di chi intende ricercare intese tra i primi due soggetti del Paese, aggiunge ancora la senatrice berlusconiana facendo un riferimento tutt’altro che velato al leader della Lega Matteo Salvini, ma prima o poi giungerà il momento di prendere atto della indisponibilità dei M5S a fare accordi con tutto il centrodestra e bisognerà fare un passo avanti. Infatti, se si vuole passare dalle parole ai fatti e provare a dare un governo al Paese, anche il centrodestra, se intende giocare una partita unitaria, non può ricadere nel gioco dei veti e dei contro veti e deve ufficialmente farsi carico di esplorare formalmente tutte le strade possibili”.

Con il passare delle settimane, la tattica del logoramento degli avversari, adottata dalle parti in causa, potrebbe costar cara al Paese che ha bisogno di risposte energiche e di un’agenda di governo chiara e definita. Le storture della legge elettorale erano evidenti fin dall’inizio e i risultati facilmente ipotizzabili, ma l’elettorato si è espresso in maniera chiara, premiando con il voto chi ha promesso un’inversione di tendenza rispetto al governo Monti e ai tre governi a guida Pd (Letta, Renzi, Gentiloni). Paralisi e trattative al ribasso, indebolirebbero soprattutto M5S e Lega, “delegittimandoli”.

“Quanto deve durare questo balletto? Rimettiamo al centro le Istituzioni ed innanzi al paese ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”, conclude Craxi.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica