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La nuova Alfa Romeo Stelvio, che debutta nelle concessionarie a partire dal prossimo 25 e 26 febbraio, è senza dubbio uno dei più importanti modelli della storia della Casa milanese. Prima di tutto perché è il primo SUV che porta il marchio Alfa Romeo, se facciamo eccezione per il prototipo, purtroppo mai venuto alla luce, dell’Alfa Romeo Kamal presentato nel 2003 e rimasto allo stadio di singolo esemplare. In secondo luogo perché, dopo la nuova Giulia, che ha reintrodotto in Alfa Romeo la trazione posteriore, questo modello alza ulteriormente in alto la sfida lanciata dalla Casa lombarda alle storiche rivali giapponesi e soprattutto tedesche. Rispetto alla Giulia, la Stelvio è più lunga di 5 centimetri (469 in totale) e più alta di 23, con una distanza dal suolo accresciuta addirittura di 7 centimetri (per un totale di 20,3, dovuti alle ruote ancora più grandi e alle sospensioni dall’escursione maggiorata). Esattamente come nel caso della Giulia, anche qui ci ritroviamo dinanzi ad una vera ed autentica Alfa Romeo, riconoscibile come tale lontano un miglio.

Anche l’abitacolo riprende molti aspetti di quello della Giulia, a denotare la parentela che volutamente lega i due modelli, arricchito nel caso del cruscotto da ulteriori e nuovi pacchetti che prevedono legno in profusione, per appagare gli amanti dello stile, del lusso e soprattutto delle auto dalle plance lignee come si usava sulla belle Alfa Romeo di una volta. Molti aspetti della plancia e del cruscotto derivano da quelli della Giulia, e lo stesso si può dire anche per gli altri pacchetti di accessori relativi all’acustica e all’impianto radio, e così via. Il risultato, esattamente come quello della Giulia, è un’auto che non teme minimamente il confronto con le pur blasonate ed affermate concorrenti estere.

Il baule, con una capienza di 525 litri, non teme confronti con nessun altro modello della concorrenza, mentre il divano posteriore ospita tranquillamente tre persone. Ottime anche le rifiniture, storicamente una delle prove più ardue per tutte le autovetture di fabbricazione italiana quando vengono messe al confronto con quelle di nazionalità altrui: ovunque abbonda la moquette e gli accoppiamenti dei materiali sono davvero di altissimo livello.

È comunque nella guida che l’Alfa Romeo Stelvio sfodera le sue qualità migliori: la versione dotata del 2.0 turbo a benzina a iniezione diretta, per esempio, vanta una potenza di 280 cavalli e di 280 newtonmetri di coppia, con uno scatto di 5,7 secondi nello “0-100” e una velocità massima di 230 chilometri orari. I consumi, per una motorizzazione di questa tipologia, sono più che ottimi e sfatano l’antico adagio che vuole le Alfa Romeo come auto particolarmente assetate: oltre 14 chilometri con un litro nel ciclo misto, infatti, sono una media a livello da berlina media.

Di serie la nuova Stelvio offre ruote da 18 pollici, fari bixeno con fascio luminoso variabile automaticamente, radio con vivavoce, climatizzatore bizona e sensori di parcheggio posteriori, quanto basta per rendere esteticamente e funzionalmente gradevole un’autovettura di questa stazza. Non mancano la frenata automatica di emergenza, e l’avviso in caso di uscita involontaria dalla propria corsia di marcia. Non manca anche il pacchetto Driver Assistance Plus con ulteriori dotazioni in fatto di sicurezza, per gli amanti della guida al 100% sicura.

In definitiva possiamo dire che questo SUV, nato dalla Giulia per la quale prevediamo una nostra futura e prossima analisi, sia decisamente un mezzo decisamente ben riuscito, a cui è più che lecito augurare un meritato successo.

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Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l'Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.

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