E’ ferma opinione di chi scrive che lo Sport, in quanto attività umana, oltre che venire praticato o fruito per i suoi valori atletici, agonistici e di spettacolo, possa venire usato anche, inquadrandolo dalla giusta prospettiva e analizzandolo con gli adeguati strumenti d’indagine, come ‘cartina di tornasole’ dei valori e delle motivazioni della società che lo manifesta, esattamente come una qualunque altra forma di Cultura.
In quest’ottica é interessante vedere cos’é successo parallelamente nel mondo del calcio italiano e in quello iraniano negli ultimi giorni.
Negli spogliatoi dello stadio bergamasco Atleti Azzurri d’Italia, pochi minuti dopo il termine della sfida tra Atalanta ed Empoli, il difensore della compagine di casa, l’Argentino German Denis, ha raggiunto l’empolese Lorenzo Tonelli colpendolo con un pugno; in seguito il giocatore ha cercato di giustificare il suo gesto dicendo che a partita in corso l’avversario avrebbe proferito parole di minaccia (“Ammazzo te e la tua famiglia”) al suo indirizzo.
Nella formazione iraniana del Persepolis di Teheran, subito dopo la sfortunata conclusione di un match in trasferta della fase a gironi della Champions League asiatica, il difensore Mohammed Reza Khanzadeh ha risposto con linguaggio pesante alla contestazione di un tifoso che, avendo seguito la squadra all’estero, ne lamentava la cattiva prova, conclusasi con una sconfitta per tre a zero.
In Italia un’aggressione fisica da parte di un calciatore che dovrebbe incarnare i valori dell’agonismo leale e rispettoso dell’avversario é stata sanzionata dagli organi federali con una squalifica per Denis della durata di cinque giornate di campionato, l’argentino che non sa decidersi tra l’emulare le gesta di Passarella o quelle di Carlos Monzon dovrebbe tornare in campo giusto in tempo per la chiusura del torneo di Serie A.
In Iran, d’altra parte, lo stesso Iran che la stampa asservita alle centrali di propaganda imperialista si affanna a definire un paese ‘barbaro’ e ‘retrogrado’ perché ha il coraggio di voler affermare i valori della propria Storia e della propria Cultura contro i disvalori del globalismo mondializzante Made in Usa (la cui furia di mercificazione dell’evento sportivo sta rapidamente distruggendo il calcio europeo), dei semplicissimi insulti contro un tifoso deluso sono stati puniti con la radiazione dai campi di gioco di Khanzadeh per nove mesi.
Khazandeh é nel circuito della nazionale, é un giocatore giovane e di ottimo livello, ma con la sua intemperanza é venuto meno ai valori che l’Iran pretende che vengano incarnati e onorati dai propri atleti; la gravità delle due sanzioni e la disparità tra di esse dimostra la distanza (per chi scrive, un Abisso) che intercorre tra l’etica e la morale sportiva della ‘libera e democratica’ Italia (da sette decadi colonia oltremare degli Usa) e quella della ‘brutta e cattiva’ Repubblica Islamica.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non alimentare discussioni polemiche e personali, mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected]

Inserisca il suo commento
Inserisca il Suo nome