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Strage di Beslan, Russia (2004)

Il 13 aprile, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha trovato una violazione dei diritti dei familiari delle vittime e dei feriti durante il sequestro terroristico della scuola di Beslan nel 2004, e ha premiato 409 candidati con un risarcimento per un importo di 2,955 milioni di euro, più 88 milioni di euro per le spese legali.

Beslan è un piccolo paese situato nella Repubblica dell’Ossezia del Nord, nella regione del Caucaso settentrionale della Russia. Gli osseti sono un antico popolo indoeuropeo con una storia di guerrieri della steppa prima e delle montagne poi, orgogliosi della discendenza che li riconduce gli Alani, una tribù bellicosa di Sarmati che aveva scosso l’Europa durante il tardo Impero Romano. La maggior parte degli osseti sono cristiani ortodossi, e sono noti per il loro attaccamento all’esercito ed al tempo stesso per la loro cultura peculiare. Essi sono sempre stati fedeli alla Russia, e dall’Ossezia provenivano infatti molti generali dell’esercito imperiale ed anche molti eroi dell’Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale. Stalin stesso è considerato essere di origine osseta.

Nel 1992, nel Caucaso del Nord, era scoppiata la guerra tra osseti ed ingusci. Gli ingusci sono una popolazione musulmana, legata ai ceceni. La guerra era stata vinta dagli osseti, ma le braci del conflitto non si erano ancora del tutto spente.

Il 1 settembre 2004 (il primo giorno di scuola in Russia), 32 militanti islamici avevano sequestrato 1.128 ostaggi nella palestra della scuola №1 della piccola città di Beslan. Le operazioni di soccorso si erano concluse il 3 Settembre 2004. L’attacco aveva ucciso 334 persone, 186 delle quali erano bambini, mentre altre 810 persone erano rimaste ferite.

È importante ricordare che una parte del gruppo terroristico era composto da ceceni e ingusci: molti esperti in Russia ritengono, infatti, che il fine di questo attacco terroristico fosse quello di riaccendere il fuoco estinto del conflitto osseto-inguscio, e l’attacco terroristico di Beslan avrebbe dovuto spingere i vicini osseti e ingusci a gettare nel caos l’intero Caucaso. Per fortuna, questo non è accaduto, in quanto la vendetta degli osseti è stata scongiurata.

L’organizzazione “Madri di Beslan”, fondata dopo l’attacco, ha lanciato un appello alla CEDU nel 2007. La Corte ha riconosciuto che le autorità russe non avevano preso le misure necessarie al fine di indagare tutte le circostanze dell’atto terroristico e la ragione della morte degli ostaggi. La decisione della Corte europea è stata accolta con entusiasmo dall’organizzazione “Madri di Beslan”. Tuttavia, secondo opinioni locali, l’organizzazione si starebbe spingendo persino oltre, fino a richiedere il riconoscimento della responsabilità delle autorità russe per la tragedia.

La posizione della organizzazione, però, non è supportata da tutte le vittime. Moltissimi residenti di Beslan sono infatti contrari alle richieste dei loro connazionali e dichiarano il loro sostegno al presidente russo Vladimir Putin. Gli osseti sono una popolazione fiera di montanari, orgogliosi della loro discendenza dagli Alani che avevano combattuto insieme agli Unni di Attila: la mentalità osseta è di fatto contraria ad accettare soldi per i morti. Molti di loro hanno espresso un chiaro giudizio negativo sul comportamento delle “Madri di Beslan”.

È necessario aggiungere che tra le vittime di Beslan non vi erano solo i parenti delle “Madri di Beslan”. Tra di loro vi erano anche ufficiali delle unità delle forze speciali russe “Alpha” e “Vympel” (create da una struttura del KGB), che avevano subìto grandi perdite durante l’assalto alla scuola tenuta in ostaggio; gli agenti delle forze speciali avevano fatto scudo ai bambini con i loro corpi. La cittadina di Beslan, in segno di gratitudine, ha eretto un monumento in onore degli ufficiali caduti delle “Alpha” e “Vympel”.

Il tentativo di incolpare il governo russo e, conseguentemente, anche il presidente Vladimir Putin, della tragedia di Beslan, come sollecitato da alcuni membri dell’organizzazione, in Russia è visto da molti come una mancanza di rispetto alla memoria delle vittime.

È quindi più probabile che gli osseti di Beslan siano stati presi di mira a causa del loro cristianesimo e per via del supporto secolare che forniscono alla Russia: sarebbero queste le radici profonde della strage del 1-3 settembre 2004, e non le politiche di Putin.

Quattro anni dopo la tragedia di Beslan, la Russia aveva salvato la popolazione dell’Ossezia del Sud dall’invasione georgiana, sostenuta dagli Stati Uniti. Dalla parte del popolo dell’Ossezia del Sud e dell’esercito russo aveva combattuto anche il battaglione ceceno “Vostok”, comandato da Sulim Yamadayev, il quale aveva precedentemente combattuto contro l’esercito russo. La porzione di popolazione osseta facente parte della Georgia per volere dei comunisti sovietici, sarebbe quindi stata salvata da un possibile genocidio, dal presidente Putin.

Silvia Vittoria Missotti

2 COMMENTI

  1. E l’Europa non vuole punire se stesso per la Libia.per la Jugoslavia.per l’Iraq ,la Siria…?Quanti milioni di persone sono morte per colpa loro e con il manuale d’America…

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