In relazione alla morte del giornalista azerbaigiano Rasim Aliyev, l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia ritiene doveroso diffondere le seguenti informazioni.

Rasim Aliyev, giornalista per il sito web Ann.az, è stato brutalmente aggredito riportando lesioni multiple, lo scorso 8 agosto.  Il 9 agosto, come conseguenza delle ferite, è deceduto mentre era ricoverato in un centro medico.

L’ufficio del pubblico ministero di Baku ha aperto una causa penale ai sensi dell’articolo 126.3 del codice penale della Repubblica dell’Azerbaigian (danno intenzionale e conseguente morte della persona lesa) ed è  stato istituito un gruppo operativo-investigativo composto da agenti di polizia.

L’11 agosto, una dichiarazione congiunta del Ministero dell’Interno e dell’Ufficio del Procuratore Generale dell’Azerbaigian ha comunicato che sei persone, tra cui il giocatore di football Javid Huseynov, sono state arrestate con accusa di pestaggio e omicidio del giornalista. I sei sopracitati sono attualmente in stato di arresto e sarebbero gli artefici dell’omicidio, originato da un giudizio che il giornalista Rasim Aliyev aveva espresso sui social media nei confronti del giocatore Huseynov.

L’Ambasciata dell’Azerbaigian in Italia vorrebbe evidenziare come la notizia sia stata trattata dai media in termini politici, senza disporre spesso di informazioni sufficienti sulla natura dell’incidente e sulle indagini in corso da parte delle autorità azerbaigiane.

Il Presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha definito questo terribile episodio come “una minaccia per la libertà di espressione e di informazione, per la libera attività dei mass media nel paese”. Il capo dello Stato ha osservato che garantire la libertà dei mass media, parte integrante dei principi democratici, è obiettivo e una delle priorità chiave del governo azerbaigiano. La violazione di questo principio è assolutamente in contrasto con gli interessi del governo e l’essenza della sua politica, ed è inaccettabile.

Il Presidente stesso sta personalmente supervisionando le indagini in corso.

Auspichiamo che istituzioni e media si astengano dai tentativi di politicizzare la tragedia della morte di Rasim Aliyev e il conseguente procedimento penale, ricordando che nulla di politico è alla base dell’uccisione del giornalista sportivo, ma una terribile e crudele tragedia umana sulla quale esprimiamo il nostro pieno dolore.

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