Non è molto elegante esagerare nelle autocitazioni, ce ne rendiamo conto e ce ne scusiamo anticipatamente, ma è difficile dire qualcosa di davvero nuovo sulle manifestazioni favorevoli o contrarie alla proposta di Legge Cirinnà. Solo un paio di mesi fa abbiamo pubblicato un articolo nel quale si segnalava l’esistenza di due stereotipi contrapposti: la convinzione dei credenti che gli atei siano tutti degli immorali e quella degli atei che i credenti siano tutti dei bifolchi.

La manifestazione ‘SvegliaItalia’ di sabato scorso e quella del ‘Family Day’ in programma per sabato prossimo rispecchiano non solo una contrapposizione ideale ma, purtroppo, anche quella tra i suddetti stereotipi: non è che le piazze il 23 gennaio sono state riempite solo da atei, né che il 30 lo saranno solo da credenti, ma ci si può attendere una trasversalità ridotta, composta da una limitata serie di eccezioni alla regola.

Il titolo della manifestazione tenutasi sabato scorso in un centinaio di piazze italiane era, come detto, ‘SvegliaItalia’, da ciò si desume l’idea che coloro che hanno partecipato sarebbero quelli svegli, gli altri addormentati: una pesante illusione di superiorità.

Temiamo che il Family Day mostrerà uno spettacolo non meno deprimente, corredato dalla solita sfilata di politici cattolici, molti dei quali già divorziati una o più volte. Già sei mesi fa abbiamo dedicato un articolo alla seconda edizione. Non ci sembra ci sia troppo da aggiungere, perché il dibattito pubblico sul tema non s’è mosso di una virgola o quasi.
L’unica novità, se così la si vuol chiamare, consiste nella discussione sull’estensione alle coppie omosessuali della possibilità della ‘stepchild adoption’, ovvero l’adozione del figlio biologico del partner, che l’ordinamento italiano prevede già: dal 1983 per le coppie sposate, dal 2007 estese dai tribunali di Milano e di Firenze a coppie di fatto formate da un uomo ed una donna, con la motivazione che in questi casi specifici fosse interesse del minore che al rapporto affettivo fattuale corrispondesse un rapporto giuridico. Poi il Tribunale per i minorenni di Roma ha concesso, nel 2014 e nel 2015, l’adozione a donne che erano compagne e conviventi delle madri biologiche.

L’articolo 5 del ddl Cirinnà prevede la formalizzazione di tale linea giurisprudenziale: se approvata, il componente dell’unione civile continuerà ad avere la facoltà di chiedere l’adozione del figlio biologico del partner, ferma la necessità del consenso del genitore biologico e del Tribunale per i minorenni, chiamato a stabilire se l’adottante si possa considerare adeguato al nuovo ruolo e se l’adozione corrisponda all’interesse del figlio.
Si tratta, in pratica, di una forma particolare e circoscritta di adozioni omogenitoriali.

La legge concede alle coppie omosessuali l’adozione di minori che non hanno legami biologici con nessuno degli adottanti in una ventina abbondante di paesi, soltanto l’adozione del figliastro in Germania, Estonia, Slovenia, Guiana francese, alcuni stati dell’Australia e tra non molto anche Svizzera: i sostenitori dei diritti gay di questi paesi non si dichiarano però soddisfatti e continuano a chiedere il diritto pieno all’adozione.

L’ottenimento della stepchild adoption viene quindi considerato soltanto una tappa necessaria al raggiungimento dell’obiettivo finale. Stanno usando quella che nel 1984, in ‘Le armi della persuasione’ lo psicologo italoamericano Robert Cialdini definì ‘la tecnica del piede nella porta’, che consiste nel convincere un interlocutore a fare qualcosa introducendo prima una richiesta minore. Si tratta, insomma, di un trucchetto da venditori, del tipo che piace tanto a quelli che si sentono particolarmente svegli.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non alimentare discussioni polemiche e personali, mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected]

Inserisca il suo commento
Inserisca il Suo nome