Carlo Tavecchio

Nonostante una giornata abbastanza noiosetta, con tanto di record di pareggio ad occhiali (particolarmente noiosa la domenica pomeriggio), il tanto bistrattato ex campionato più bello del mondo continua ad essere più emozionante ed indeciso che mai. Roma a Napoli, che fino al turno infrasettimanale sembravano viaggiare con il vento in poppa, hanno bruscamente frenato. Viceversa, Fiorentina ed Inter, che fino ad una settimana fa sembravano in ribasso, sono tornate prepotentemente in vetta. A tutto ciò si aggiunge anche il risveglio dal letargo di Juventus e Milan (alla terza vittoria di fila) che potrebbero dare finalmente un senso al loro campionato. Dopo la grottesca vicenda Eranio, il recidivo Tavecchio è ricaduto sulla buccia del politicamente corretto, reo di aver dileggiato sempre le solite categorie innominabili e intoccabili: gli Ebrei, anzi, “quell’ebreaccio” di Articoli e i “ghie”: “Tenete lontano da me gli omosessuali, non ho nulla contro di loro ma sono normale”. Ecco, a parte che sentire un personaggio che ricopre una carica decisamente importante, esprimersi con un linguaggio da borgata o da bettola, non abbia bisogno di ulteriori commenti, non trovate strano che giornali e mass-media continuino a insistere sul linguaggio da bettola di Tavecchio? Non è che le sparate contro Opti Pobà o l’ebreaccio siano un alibi per non parlare di cose più serie?

JUVENTUS – TORINO 2-1: è finita esattamente come l’anno scorso, con lo stesso risultato e lo stesso golletto all’ultimo minuto che ancora una volta scornano il Torino. Nel classico derby tra ricchi (i bianconeri juventini) e poveri (i granata torinisti) hanno vinto ancora una volta i cugini più fortunati che raggiungono i cugini più poveri a quota 15 punti. Mai comunque le due sponde di Torino, nell’ultimo ventennio assai distanziate, sono sembrate così vicine. Specie nel secondo tempo il Toro meritava qualcosa di più di un pareggio, ma come al nulla si può contro il fato: “c’è chi nasce fortunato e chi nasce sfigato”. Che il gol di “mocino” Cuadrado all’ultimo minuto sia la base della riscossa bianconera? Francamente la Juventus, oltre che mal amalgamata, mi sembra davvero spompa dal punto di vista fisico, non vedo allo stato attuale i podromi per una possibile rimonta. Per quanto riguarda il fantomatico risveglio del fenomeno Pobbà, in questo derby il francesino dai capelli stellati si è semplicemente confermato un giocatore dalle giocate estemporanee, chi parla di “risveglio” lo fa probabilmente sotto le imbeccate del pizzaiolo.

INTER – ROMA 1-0: da “mister X” a “mister 1-0”, così si può riassumere l’ultimo mese di Roberto Mancini allenatore (chiamiamolo così) che nel posticipo di sabato centra un pesantissimo successo contro la diretta concorrente Roma (per l’ex laziale Robymancio era un vero e proprio derby). Si sa, Sciarpetta ha mille difetti come allenatore, però sabato ha dimostrato di avere le quattro proverbiali C che tanto funzionano nel calcio (cuore, coraggio, culo, coglioni). L’aver cambiato i due terzini titolari (o esterni bassi…) è stata una scelta coraggiosa che pochi allenatori avrebbero compiuto. Per il resto mi sento di bacchettare la Roma, che sembra davvero sempre mancare il fatidico salto di qualità. Innanzitutto la colpa è del manico (Garcia), perché non è possibile sprecare un cecchino d’area come Džeko schiaffandolo a fare il centravanti di manovra al servizio del puledro Gervinho e della mezza tacca Iago Falque. In secondo luogo una società che punta a vincere deve avere in porta un portiere affidabile e non un saltimbanco da circo. Szczęsny (o come diavolo si scrive) non è un portiere da grande squadra: potrebbe giocare nel Palermo o nel Bologna, dove becchi quindici tiri a partita e ne puoi parare tredici. In una grande squadra il portiere tende ad essere poco impegnato, ma su quei tre tiri che gli arriva deve sempre essere pronto!

FIORENTINA – FROSINONE 4-1: troppo ampio il divario tra le due squadre, c’erano almeno due categorie di differenza in campo al Franchi. La Fiorentina sul quarto gol si è fermata per non infierire sui poveri ciociari, altrimenti il risultato avrebbe potuto assumere contorni quasi grotteschi. Curioso fatto di costume: il gol del Frosinone se l’è beccato il prode Lezzerini, l’unico protagonista del famoso reality andato in onda su MTV “calciatori Giovani Speranze” un paio di stagioni fa che ora può vantarsi di aver esordito in massima serie! Per quanto riguarda il Frosinone, a mio avviso Stellone non è così scemo come sembra: il fatto che abbia imbastito turn-over per la trasferta nella terra del Ducetto Renzi (presentissimo con tanto di maglioncino della nonna in tribuna) fa pensare ai molti che il Frosinone abbia deciso quasi di perderla apposta questa partita!

BOLOGNA – ATALANTA 3-0: è la solita legge non scritta del calcio: l’allenatore nuovo vince sempre all’esordio! Succede anche con Donadoni al Bologna (dopo Sannino al Carpi) che, dopo un primo tempo in apnea, consegna tre pere ad un’Atalanta apparsa rinunciataria nella ripresa dopo un ottima prima frazione. Sogno o ha segnato Destro? Esorcismo scacciato oppure semplicemente il Mattia stava giocando per far fuori Delio Rossi?

CARPI – VERONA 0-0: primo pareggio ad occhiali della giornata che, in termini concreti, non serve a nessuna delle due squadre. I carpigiani sono troppo rinunciatari e fragili, anche se un Kevin Lasagna, se servito a dovere, vale cinque volte un Borriello. In casa Verona la situazione è tragica e i numeri impietosi: seconda peggior difesa, peggior attacco, solo un gol su azione e soprattutto zero vittorie in 11 partite! Non è che la società, non cacciando un allenatore che ormai sta staccato da terra, stia pensando a finire in B?

GENOA – NAPOLI 0-0: pareggio tutto sommato giusto anche se ai punti il Napoli avrebbe meritato un qualcosina in più. Mi sono sembrati abbastanza stanchi gli uomini di Savastano (che non vede molto bene le rotazioni), anche se giocare nel catino all’inglese di Marassi è difficile per qualsiasi squadra. Il fatto che Reina e soci siano tornati a casa con un pareggio è un indice che la squadra è ora più solida e matura rispetto all’anno scorso.

UDINESE – SASSUOLO 0-0: il terzo 0-0 della giornata e probabilmente, la partita più brutta in assoluto. L’anticalcio firmato Colantuono imbriglia un Sassuolo presentatosi spuntato al Friuli (o come si chiama ora). Uno stadio del genere meriterebbe una squadra di calcio migliore.

LAZIO – MILAN 1-3: terza vittoria consecutiva (in una settimana) per il Milan e seconda battuta d’arresto per la Lazio. Devo dire che la mano dello Sputacchione incomincia a vedersi: il 4-5-1 (mi rifiuto di considerare 4-3-3 un simile modulo) funziona, la coppia di centrali difensivi pure, anche perché protetta da un centrocampo meno sfilacciato e più imbottito con un incontrista in più e una mezzala in meno. In quanto alla Lazio, che fino ad ora era imbattuta tra le mura amiche, conferma di essere una squadra lunatica che quando perde lo fa in malo modo. Pioli è passato ormai al 4-4-2 (curiosità, Milinković-Savić in Belgio faceva il mediano difensivo, alla Lazio gioca seconda punta) ma la squadra continua a sapersi esprimere solo a ritmi alti. Appena sopraggiunge un po’ di stanchezza i biancocelesti perdono le distanze tra i reparti e la tenuta della difesa, mediocre di per sé, ne risente.

CHIEVO – SAMPDORIA 1-1: bel pareggio tra due squadre che hanno provato a vincere fino all’ultimo. La Samp è tutta nel suo attacco, tra i migliori del campionato, mentre a centrocampo e in difesa è una squadra da bassa classifica. L’organizzazione e la proverbiale tigna del Chievo potrebbero bastare per salvarsi ma occhio a non lasciarsi intrappolare nelle sabbie mobili a suon di pareggi. Sarebbe il colmo vedere il Verona in B e il Chievo nuovamente in A il prossimo anno.

PALERMO – EMPOLI 0-1: il posticipo del posticipo segnala il colpo gobbo dell’Empoli in quel di Palermo. Tra due squadre abbastanza simili, soprattutto per l’asfittico attacco, ha vinto la squadra meglio messa in campo dal proprio allenatore e con il giocatore di maggior classe (Saponara). Non vorrei essere nei panni di Iachini, anche se dopo essere stato insultato in settimana dal suo datore di lavoro, al suo posto mi sarei già dimesso!

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