Primo appuntamento del 2016 per Ti Amo Campionato con molta carne al fuoco. Cotechino, lenticchie e panettoni non hanno cambiato l’andazzo delle principali squadre del nostro campionato: l’Inter ricomincia con gli 1-0 e continua a giocare da cani, la Fiorentina continua con il calcio champagne (ma prima o poi la schiuma finirà) mentre Juventus e Napoli si confermano in formissima. La Befana non ha guarito ancora le romane, entrambe pareggianti contro borgate di provincia come Chievo e Carpi, mentre ha consegnato un bel sacco di carbone ad un Milan ormai in piena crisi.

Cosa ci ha lasciato gli ultimi mesi del 2015? Un campionato interessante, non eccellente dal punto di vista tecnico, ma molto più equilibrato rispetto al recente passato. Dal punto di vista tattico la novità più importante è stato sicuramente il ritorno di un ruolo che sembrava dimenticato, l’ala tornante. La Juventus con Cuadrado, la Fiorentina con Bernardeschi ma anche il Napoli con Callejon, il Torino con Bruno Peres (sulla carta un terzino ma a tutti gli effetti un’ala) hanno ridato dignità a questo ruolo particolare. Per quanto riguarda gli schieramenti in campo, la nostra Serie A continua a prediligere un calcio conservativo, nonostante le difese siano ormai dei colabrodo causa mancanza di difensori all’altezza. Sulla carta la maggior parte delle squadre giocano con un 4-3-3, anche se in realtà solo il Sassuolo gioca con un tridente puro. La maggior parte delle nostre squadre gioca con una punta sola (spesso di movimento) e un centrocampo folto alle spalle. Un vero tridente dovrebbe prevedere un’ala pura, un centravanti di sfondamento e una seconda punta, cosa sconosciuta a tutte le squadre nostrane in teoria schierate con il 4-3-3.

GENOA – SAMPDORIA 2-3: il primo match del 2016 è stato anche il più divertente e combattuto. Ha ragione chi dice che il derby della Lanterna è il più spettacolare e appassionante tra i derby di casa nostra, sarà per il catino angusto di Marassi, molto British, e per le mai banali scenografie sugli spalti ma i derby genovesi sono sempre combattutissimi e spettacolari. Sul campo si sono scontrati due squadre abbastanza simili nelle caratteristiche, imprevedibili e ficcanti in attacco ma disastrose in difesa. Alla fine, come normale che sia, l’ha spuntata la squadra con più qualità e cioè la Doria. Bravo Montella a scommettere su Cassano falso nove (idea che frulla da qualche anno nella testa del sottoscritto), che ha permesso di travestire da goleador l’incursore Soriano: nel calcio chi attacca da dietro sorprendendo alle spalle le difese avversarie è sempre più imprevedibile di chi attacca frontalmente. Il Genoa, a parte la reazione di nervi nel finale, mi è sembrata una squadra in difficoltà enormi, che ha pagato al folle scelta del proprio tecnico di giocare con quattro centrali in difesa. Si vede che l’aziendalista Gasp serve ancora al giocattolaio come comodo parafulmine!

UDINESE – ATALANTA 2-1: vittoria tutto sommato meritata per un’Udinese che ha trovato finalmente la quadra. Ciccio Lodi in regia e in attacco la coppia formata dal lungagnone Perica e dall’estroso Cirillo Terò sono state mosse azzeccate da parte del Cola che ha saputo dare certezze a una squadra partita con troppe incognite. L’Atalanta in trasferta conferma di non girare per il verso giusto.

CHIEVO – ROMA 3-3: questo spettacolare pareggio tra le squadre della borgata veronese e della Città Eterna passerà alla storia come la prima partita decisa dalla “goal line technology”, la celebre biscardiana tecnologia in campo (l’Aldone nazionale sarà in un brodo di giuggiole!). Premesso che chi scrive è assolutamente contrario alla famosa “moviola in campo”, è invece favorevole alla tecnologia usata per i casi di gol/non gol. La palla calciata da Pepe sarebbe stato impossibile per un occhio umano, stabilire se avesse o no varcato la linea, quindi in questi casi ben venga la tecnologia! Per quanto riguarda la partita, la Roma a mio avviso, conciata com’era non poteva fare di più contro un avversario tosto e ben registrato dal proprio tecnico. Senza il bosniaco, che l’ineffabile Sergente non sa far giocare, la Roma è più imprevedibile e ficcante in attacco dove si sono distinte le gambette di grissino del giovane Sadiq, al secondo gol in due partite (si vede che non segue gli schemi del suo tecnico), ma se la difesa è la solita banda del buco ecco che questa squadra non può andare oltre il quinto posto.

JUVENTUS – VERONA 3-0: successo tondo e indiscutibile. La Juventus centra così l’ottavo successo di fila, lo fa puntando tutto sulle individualità (punizioncina di Dybala, colpo di testa di Bonucci su calcio d’angolo), una strategia vincente perché la Vecchia Signora ha dei singoli che nessuna sua avversaria nazionale possiede. Quanto al derelitto Verona, la prossima partita contro il Palermo ha l’occasione per centrare la prima vittoria in campionato al turno numero diciannove. Il Treviso del 2005/06 ci mise ventuno giornate per centrare il primo successo in campionato, come direbbe il buon Gianni Morandi “dai che ce la fai!”.

LAZIO – CARPI 0-0: “Se salgono chi li compra i diritti? Frosinone e Carpi non valgono un cazzo!”.  E’ passato quasi un anno da queste famose frasi di Lotito che il piccolo Carpi a modo suo si vendica strappando un prezioso pareggio contro l’odiato “Lotirchio”. Per quanto riguarda la Lazio elettroencefalogramma piatto o quasi, soprattutto in attacco, mentre al Carpi serve un grande bomber per poter lottare per la salvezza.

MILAN – BOLOGNA 0-1: la classica inchiappettata (ogni riferimento alla scopa della Befana è puramente casuale). L’ex bandiera milanista Donadoni, con un pragmatico catenaccio degno del suo corregionale Trapattoni, purga l’ex bandiera interista Mihajlović che ora pare proprio ai titoli di coda. Il successo felsineo è parso assolutamente meritato: il Milan ha tenuto molto la palla, ha quasi sempre attaccato, ma senza uno schema e un briciolo di fantasia, i tuoi attacchi sono sempre destinati a infrangersi sulla scogliera avversaria. Lo Sputacchione ci ha messo molto del suo in questi mesi, tra cambi di uomini e di modulo, ma come si dice in questi casi: “il pesce puzza sempre dalla testa”, a buon intenditor poche parole!

SASSUOLO – FROSINONE 2-2: pareggio spettacolare, denso di errori sia da una parte che dall’altra. Il Sassuolo mi sembra predestinato all’Europa mentre il Frosinone mi sembra predestinato a lottare fino all’ultimo: pur la scadente qualità dell’organico, in attacco di riffa o di raffa i ciociari in guache modo segnano, mentre l’anno nuovo ha anche portato il secondo punto in trasferta dopo il colpo gobbo di Torino. Per fortuna di Consigli che non fanno più trasmissioni come Mai dire Gol…

PALERMO – FIORENTINA 1-3: la Viola continua a incantare con il suo calcio anche inzavorrata di panettoni, se anche Iličič si sveglia con il piede giusto la squadra gigliata diventa inarrestabile. C’è da dire che il Palermo è sembrato in completa confusione: per Nosferatu quattro sconfitte e una sola vittoria contro il modesto Frosinone. Non so con quale spirito rimanga ad allenare dopo che il suo incorreggibile datore di lavoro, che intendeva liberarsi di lui, ha subito esonerato il cavallo di ritorno Iachini con una telefonata!

EMPOLI – INTER 0-1: ottavo uno a zero su diciotto partite per la capolista. Anche a Empoli si è visto il solito canovaccio: l’Inter ha giocato da schifo, nel primo tempo è stata quasi presa a pallettoni dalla banda Giampaolo, però ha vinto con il classico dei golletti di Wandito “culone” (perché non muove mai il culo dall’area di rigore) Icardi. La differenza alla fine sta tutta nel fatto che l’Inter in attacco aveva Icardi, l’Empoli Maccarone e Pucciarelli, a attacchi invertiti l’Inter sarebbe tornata a casa bastonata. Una cosa è certa a mio avviso: il culo dell’Inter non potrà continuare in eterno.

NAPOLI – TORINO 2-1: altro successo per un Napoli che non intende proprio mollare un colpo. Il Toro però non ha demeritato, è parso più spigliato rispetto alla squadra agonizzante “ammirata” a dicembre, anche se alla fine ha dovuto arrendersi alla maggior classe dell’avversario. Se Higuain per una notte stecca, ci pensano Insigne e il redivivo Hamšik, finalmente trascinatore, a regalare tre punti pesantissimi. Un espulso per parte sulle panchine (Sarri e Ventura), roba decisamente insolita! A proposito del Cinghialone: ci sta mettendo molto del suo: se Insigne è esploso il meriti sono di Sarri. Con Ciccio Benitez Lory Insy faceva il tornante, mentre con il Cinghialone ora gioca da seconda punta (chi si sacrifica in difesa è l’impomatato Callejon).

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