A meno di ventiquattr’ore dal vertice tenutosi a Teheran tra i Ministri della Difesa di Iran, Siria e Russia, siamo stati raggiunti da una notizia ancora ufficiosa apparentemente proveniente da ambienti militari della Repubblica Islamica che potrebbe costituire il primo, importantissimo, sviluppo della situazione operativa in Siria derivato dagli accordi presi ieri tra Shoigu, Dehqan e Fahd al-Freij.

Secondo quanto filtrato infatti il Comandante dell’IRIAF (l’aviazione della Repubblica Islamica), Generale Hassan Shah Safi, sarebbe entrato in contatto coi suoi pari grado di Bagdad e con il Governo di Haider Abadi chiedendo il permesso di far transitare per lo spazio aereo irakeno una task force di sedici cacciabombardieri iraniani diretti in Siria, dove dovrebbero prendere parte alle operazioni contro i movimenti terroristici presenti nel paese.

Lo sviluppo sarebbe coerente nel quadro di una escalation delle attività militari degli alleati della Siria volta a portare la situazione sul campo a un punto di non ritorno a favore del legittimo Governo siriano prima dell’insediamento del successore di Obama alla Casa Bianca.

L’Iran non è alieno agli interventi aerei fuori dai propri confini, verso la fine del 2014 suoi apparecchi avevano preso di mira obiettivi dell’ISIS in terra irakena. Certamente, l’invio di una squadriglia di jet in terra siriana rappresenta un passo più netto e impegnativo rispetto ad alcune missioni che partivano comunque dal territorio metropolitano, ma si inquadrerebbe comunque nella cornice di un progressivo rafforzamento dei rapporti tra l’Iran e il suo principale alleato di livello statale nel Mondo Arabo.

Anche nel suo discorso al Parlamento di Damasco pochi giorni prima del vertice militare di Teheran il Presidente siriano Bashar Assad aveva dichiarato che le relazioni tra la Repubblica Araba Siriana e i propri partner strategici regionali e internazionali erano destinate ad approfondirsi sempre di più.

Non si sa quali sarebbero gli apparecchi scelti dagli Iraniani per questa missione, ma la linea di volo dell’IRIAF ha diversi modelli di cacciabombardiere adatti alla bisogna: dagli F-4 Phantom ai modelli evoluti dalla base degli F-5E.

Paolo Marcenaro

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