Riaccendere una speranza di normalità in una giornata fredda e piovosa, dopo oltre venti anni di chiacchiere e impegni rimasti solo sulla carta. Con questo obiettivo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e gli altri componenti dell’esecutivo sono stati a Caserta, in Prefettura, per la firma del “Protocollo d’intesa per un’azione urgente nella Terra dei fuochi”. Il documento è stato sottoscritto anche dal Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, dal Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dal Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, dal Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, dal Sottosegretario al Ministero della Salute, Armando Bartolazzi, dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dal Prefetto di Caserta, Raffaele Ruberto, e di Napoli, Carmela Pagano. Dopo la firma il Presidente e i Ministri hanno tenuto una conferenza stampa a cui non ha preso parte Matteo Salvini.

 

 

Il premier Giuseppe Conte ha rivolto le scuse ai cronisti da parte del responsabile del Viminale, spiegando che “è sopraggiunto un impegno al Quirinale”.

“La Terra dei Fuochi ci piacerebbe chiamarla ‘Terra dei Cuori’. Oggi firmiamo un protocollo per contrastare il fenomeno delle discariche abusive, gli incendi dolosi e i traffici sui rifiuti”, ha dichiarato Conte in conferenza stampa.

 

In diretta da Caserta insieme agli altri membri del Governo per raccontarvi i dettagli del protocollo d'intesa per la Terra dei fuochi che abbiamo appena sottoscritto

Posted by Giuseppe Conte on Monday, November 19, 2018

 

“Sono orgoglioso per l’intesa raggiunta perché daremo il via a qualcosa che in passato è stato negato ed è solo l’inizio”, ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, sottolineando che è stata scelta “la strada più difficile” non quella degli “slogan”. “Ogni giorno dobbiamo controllare che i presidi sensibili siano sorvegliati, per ridare il diritto di respirare a questa terra, e abbiamo il bisogno della collaborazione di tutti. Questo governo non è legato a chi fa business in questo territorio sui rifiuti”. “Nel Protocollo, ha concluso Di Maio, si coinvolgono anche i medici di base, per la prima volta, in modo da arricchire la mappatura dei tumori”.

“Sembra incredibile, ha scritto qualche ora più tardi Di Maio sui social, probabilmente riferendosi agli sparuti gruppi di contestatori presenti all’esterno della Prefettura con i vessilli di ‘Potere al Popolo’, ma ci rimproverano di non stare facendo in 5 mesi quello che gli altri non hanno fatto in 20 anni. Ma nessun problema, accettiamo di buon grado la sfida di fare in pochi mesi quello che gli altri o non hanno fatto o hanno contribuito a peggiorare. Se il protocollo che abbiamo firmato oggi lo avessero firmato 10 anni fa, oggi staremmo tutti molto meglio. Quando nella Terra dei fuochi abbiamo iniziato a combattere combustione e interramento, si sono inventati la combustione degli impianti, e magari poi la camorra se ne inventerà un’altra ancora. Ma noi non dobbiamo darle respiro: i camorristi dovranno morire di fame”.

 

 

“La Difesa non metterà a disposizione solo i militari per contrastare i roghi tossici, ma anche dei mezzi, fra cui droni e satelliti”. E’ quanto ha detto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in conferenza stampa a Caserta, al termine della firma del protocollo governativo sulla Terra dei fuochi.

http://www.governo.it/sites/governo.it/files/protocollo.pdf

Di economia circolare ha parlato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. “Il termovalorizzatore ha senso se gli dai da mangiare. Se gli dai rifiuti, si alimenta; diversamente no, se si va verso la differenziata, verso l’economia circolare”, ha dichiarato Costa.

http://www.governo.it/sites/governo.it/files/allegato2.pdf

Salute della popolazione, tutela ambientale ed eco-sistemica e presidio e controllo del territorio. Il piano d’azione del governo contro i roghi tossici e gli interramenti abusivi di rifiuti, punta molto sulla prevenzione, con un contestuale irrobustimento della sorveglianza nei punti sensibili. Saranno impiegati l’esercito, per presidiare i siti di lavorazione dei rifiuti che, secondo le prefetture di Napoli e Caserta, sono a rischio di incendi dolosi, i droni e un centinaio di carabinieri specializzati in reati ambientali. Saranno anche aumentati i vigili del fuoco pronti a intervenire sul territorio. A loro spetteranno due compiti: quello di supporto alla regione Campania per la definizione delle linee guida per le certificazioni antincendio e, soprattutto, quello di monitorare i roghi anche con l’ausilio dei nuclei Nbcr ed effettuare le verifiche ispettive presso gli impianti. Delicata ed importantissima sarà anche l’opera delle Asl e dei medici di base, per controllare l’aria e il territorio con la presenza anomala di malattie più o meno gravi legate all’inquinamento da rifiuti.

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