Gli ultimi tre mesi sono stati terribili per le regioni centrali del nostro paese. La prima drammatica tragedia determinata dal terremoto, si è verificata il 24 agosto 2016, con epicentro ad Accumoli. Poi è toccato ad Amatrice, Norcia e Perugia. La Protezione Civile riporta il numero attuale di 298 vittime, mentre sono state estratte vive dalle macerie 238 persone (alcune delle quali decedute in seguito), e i feriti trasportati all’ospedale e tuttora non completamente ristabiliti, sono 388. Come se tutto ciò non bastasse, il 26 ottobre un nuovo forte sisma ha devastato i comuni di Castelsantangelo sul Nera (Provincia di Macerata), Ussita, Camerino e Visso.

A Norcia, sono crollate la Basilica di San Benedetto (risalente al 1100) e la Cattedrale di Santa Maria Argentea, ed è stata completamente distrutta la frazione di Castelluccio di Norcia (60% delle case crollate) e Preci. Fortunatamente non ci sono stati morti, ma secondo il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, i danni complessivi sono quantificabili in una somma non inferiore a 4 miliardi di euro, riguardanti soprattutto l’intero patrimonio culturale delle zone colpite.

I sindaci dei paesi devastati, temendo l’abbandono da parte dello Stato, hanno lanciato da subito un accorato appello alla sensibilizzazione e alla partecipazione di tutti i cittadini, a seconda delle proprie competenze e responsabilità. Anche se la situazione attuale appare “apocalittica”, bisogna intervenire subito con ogni mezzo a disposizione.

Occorre allontanare la paura, mitigare la disperazione, aumentare la speranza e la voglia di ricostruire. Non si può permettere l’abbandono e la desertificazione di luoghi, che un tempo rappresentavano un vero e proprio patrimonio per l’umanità. La popolazione deve avere la possibilità di ritornare a vivere nelle proprie abitazioni, ricostruite con maggiore sicurezza e prudenza. Il turismo deve continuare a rappresentare uno dei cardini della cultura italiana e offrire la possibilità a tutti (stranieri in primis) di visitare e valorizzare queste zone. L’Umbria, le Marche, cuori verdi ed artistici d’Italia, e tutti gli altri territori colpiti, hanno subito una grossa ferita, per questo si auspica che con l’aiuto e la collaborazione di tutti, possano risorgere più forti e fiere di prima e che le tragedie vengano sostituite da un nuovo senso di speranza e gioia: la dimostrazione che si deve e si può sempre ricominciare partendo dal coraggio presente in ciascuno di noi.

Il Governo, non deve chiedere il permesso a nessun ente sovranazionale come la UE per ricostruire il suo territorio, e farebbe meglio ad incanalare le energie non sono in un referendum inutile, bensì sul ridare volto al Paese. Questo è un modo serio per ottenere credibilità e legittimità, non altri.

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