“Nella vicenda della nave Aquarius il ministro dell’Interno ha dimostrato equilibrio e saggezza. Continuare ad invocare l’aiuto dell’Europa senza prendere provvedimenti concreti, come hanno fatto per anni i governi Pd, non serve assolutamente a nulla. La decisione del governo spagnolo di accogliere la nave con i 629 migranti dimostra che le cose in Europa possono davvero cambiare. Basta volerlo. La decisione presa dal ministro Salvini è esattamente quello che da anni fanno la Germania, la Francia e gli altri Paesi dell’Unione europea”. Lo afferma in una nota il senatore Tony Iwobi, responsabile federale Dipartimento Immigrazione della Lega.

Intanto, la ong SOS Mediterranée ha fatto sapere che la nave Aquarius in arrivo dalla Libia non approderà al porto di Valencia, nonostante l’offerta del nuovo governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez.

Secondo SOS Mediterranee, il viaggio per Valencia sarebbe stato troppo lungo, dai tre ai cinque giorni, e avrebbe messo in pericolo la vita delle persone a bordo.

L’Ong continua, dunque, a forzare la mano confidando forse in un cedimento del governo italiano su pressione dell’Ue.

Tra sabato e domenica l’imbarcazione battente bandiera di Gibilterra, aveva recuperato in mare 629 migranti, tra cui 123 minori non accompagnati e 7 donne incinte. 229 di queste persone avevano navigato a bordo di due gommoni. Le altre 400 erano state invece recuperate dalla Guardia Costiera e della Marina italiana e successivamente trasbordate sull’Aquarius.

La rotta dell’imbarcazione può essere seguita qui.

Per il senatore, il percorso da seguire è uno solo: “Rispetto delle regole, accoglienza per chi davvero scappa dalla guerra, respingimenti ed espulsioni per chi non ha diritto e azioni concrete per ottenere che l’Europa di muova”.

“Disincentivare gli sbarchi, prosegue la nota, significa prevenire ulteriori tragedie. I tanti immigrati regolari che vivono da anni in Italia ringraziano il ministro dell’Interno per la sua lotta contro la precarietà causata da un’immigrazione senza controllo e contro il business dell’immigrazione clandestina”.

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