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Pomeriggio di terrore a Manhattan, vicino al World Trade Center. Un uomo a bordo di un furgone bianco è piombato su una pista ciclabile, investendo alcune persone. Il bilancio è di almeno 8 vittime accertate ed almeno una quindicina di feriti.

A colpire è stato ancora una volta un “lupo solitario”: un 29enne di origini uzbeke di nome Sayfullo Habibullaevic Saipov, in possesso di “Green Card”. L’autore della strage era residente a Paterson, in New Jersey, dove abitava con la moglie e tre figli e frequentava la moschea. La polizia lo ha neutralizzato a un chilometro dalla strage, mentre gridava “Allah Akhbar”. Saipov è stato trasferito poi in un ospedale dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico.

A bordo del furgone utilizzato per compiere la strage, è stato rinvenuto un documento con scritto in arabo: “Agisco in nome dell’Isis”. Il pick-up noleggiato da Home Depot si è scagliato contro un gruppo di ciclisti su una pista lungo l’Hudson per poi finire contro uno scuolabus della Stuyvesant High School nella zona meridionale di Manhattan. Sei persone sono morte a causa del violento impatto, altre due hanno avuto un infarto e sono state dichiarate morte in ospedale.

L’agente che ha fermato il killer di New York, sparando l’aggressore all’addome e ferendolo, si chiama Ryan Nash.

Saipov era autista per Uber. La multinazionale ha confermato l’inquadramento dell’uomo, precisando che il killer aveva superato tutti i controlli ed ha lavorato per l’app per 6 mesi, effettuando 1.400 corse. Uber sta collaborando con l’Fbi.

Il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha parlato di “atto terroristico particolarmente codardo”. “New York è un obiettivo per tutti coloro che sono contro la libertà e la democrazia”, ha aggiunto Cuomo, “andremo avanti più forti di prima se decidiamo di cambiare qualcosa nelle nostre vite vuol dire che loro vincono e noi perdiamo”.

Tra le vittime sono stati identificati cinque argentini e un belga. Gli argentini erano ex studenti di un istituto tecnico di Rosario, arrivati a New York per festeggiare il titolo di studio ottenuto 30 anni fa.

“Quello di New York City sembra un altro attacco opera di una persona molto malata e folle. Le forze dell’ordine stanno seguendo il caso da vicino. NON NEGLI USA!”. Questo il primo tweet del presidente statunitense Donald Trump.

Seguito da un tweet successivo in cui si legge: “Non possiamo consentire all’Isis di tornare o entrare nel nostro Paese dopo averlo sconfitto in Medio Oriente e altrove. Basta!”.

Trump ha annunciato di aver ordinato “al Dipartimento della Sicurezza Nazionale di rafforzare il programma di controlli già forti per le credenziali dei migranti o dei richiedenti asilo. Essere politicamente corretti va bene, ma non per questo”.

 

 

 

 

 

 

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