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Doveva essere una festa del calcio, a Dortmund, ma si è trasformata in una notte di terrore per la squadra giallo-nera e i suoi tifosi.

Tre esplosioni si sono verificate davanti al pullman del Borussia Dortmund, nella città della Renania Settentrionale-Vestfalia, lungo la Wittbraeucker Strasse che conduce allo stadio “Signal Iduna Park”, dov’era in programma la partita dei quarti di finale di Champions League contro il Monaco.

Un calciatore dei giallo-neri, il nazionale spagnolo Marc Bartra, 26 anni, che inizialmente sembrava solo leggermente ferito a una mano dalle schegge di un vetro e trasportato in ospedale, sarà operato perché gli è stata riscontrata la frattura di un polso.

Gli esplosivi, secondo le prime informazioni, sono stati piazzati sulla strada prima del passaggio del bus, dietro alcuni cespugli, a 10 chilometri dallo stadio.

La polizia, secondo quanto riportato dalla Bild, sta indagando per capire la matrice dell’atto. In una Germania ancora scossa per la mattanza ai mercatini di Natale a Berlino e per gli arresti di sospetti attentatori, si teme che si possa trattare di terrorismo.

“La squadra è in stato di shock”, ha detto l’ad del Borussia, Hans-Joachim Watzke.

La gara è stata rinviata a domani alle 18,45. Dopo il messaggio dell’annunciatore Norbert Dickel, gli spettatori hanno atteso circa 30 minuti prima di iniziare a defluire dallo stadio.

La polizia ha scelto lo strumento dei social per rassicurare la gente e rendere noto che “al momento non vi è alcuna informazione di minacce e pericoli”.

Hanno rubato la scena nel peggiore dei modi al celebre “muro giallo” del Borussia, la curva più grande d’Europa. Dai tiri bomba verso la porta avversaria alle bombe per strada. Non è solo follia, è perversione criminale.

Dortmund trema, il mondo del calcio si interroga.

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