donald trump

Il nuovo presidente Donald Trump aveva detto in campagna elettorale, e l’ha ribadito adesso, che non intende entrare in guerra con la Russia né per la Siria, né tanto meno per l’Ucraina.

E ha anche dichiarato che “se state combattendo contro la Siria, e la Siria sta combattendo contro l’Isis, dovete sbarazzarvi dell’Isis. La Russia e’ totalmente allineata con la Siria, e adesso c’è l’Iran, che sta diventando potente. A causa nostra si è allineato sulla Siria…. Ora stiamo appoggiando i ribelli contro la Siria, e non abbiamo idea di chi sia questa gente. Se gli Usa attaccano Assad, finiremo con combattere contro la Russia, contro la Siria”. Trump ha così bocciato la linea seguita sinora da Obama, ispirata dall’ex segretario di stato Hillary Clinton.

Un altro dei motivi per cui è detestato è appunto il suo rapporto con Vladimir Putin, che molti reputano eccessivamente caloroso. Il presidente russo, infatti, gli ha anche inviato una, a dire di Trump, “bellissima” lettera ed è stato il primo leader al mondo a complimentarsi per la sua elezione.

Ciò ha suscitato l’allarme del Pentagono che, per bocca del Segretario alla Difesa, Ashton Carter, ha ammonito Trump a non fare accordi con la Russia. Neanche il Congresso ama la Russia.

Tuttavia, se Trump si accordasse con la Russia, dimostrerebbe solo saggezza. L’Ucraina, una volta perduta la Crimea è praticamente un campo di patate pieno di debiti che tutti sanno non potrà mai ripagare. La guerra in Siria è perduta ma, anche se venisse vinta – cosa impossibile senza l’intervento diretto americano, e quindi senza la guerra alla Russia e, forse, anche alla Cina – questo non farebbe altro che moltiplicare i problemi. Sconfitto Assad, l’ISIS prenderebbe il potere, e a quel punto l’intero medioriente potrebbe esplodere, e l’Europa si incendierebbe, magari anche solo gradualmente.

Il punto è che i terroristi, una volta approdati in Europa come rifugiati, arriverebbero, prima o poi, anche nel continente americano.

E Trump ha ben altre gatte da pelare, specie se vuole fare qualcosa di concreto, in favore dei lavoratori che l’hanno eletto, nei primi 100 giorni di governo.

Infatti il nuovo presidente ha già fatto sapere che intende cessare ogni aiuto nei confronti dei “ribelli moderati” in Siria. Inoltre, sul versante della vicina Turchia, Trump dovrà decidere cosa fare di Gülen, e della richiesta di estradarlo avanzata da Ankara. Da più parti si chiede di accontentare Erdogan, ma è presto per sapere cosa deciderà Trump.

Intanto, sul versante economico, Trump e i repubblicani hanno ottenuto lo stop definitivo ai tentativi di Obama di fare approvare il TPP, il trattato di libero scambio con altri 11 Paesi dell’Area del Pacifico, cavallo di battaglia dei Democratici, ma visto come fumo negli occhi dai loro avversari, che sono contrari anche ai trattati analoghi, primo fra tutti il TTIP, quello con l’Europa.

Massimiliano Greco

Nato a Siracusa, si occupa prevalentemente di politica estera e strategia. Ha scritto "Battaglia per il Donbass" (Anteo Edizioni, 2014) https://pagineirriverenti.wordpress.com/

UN COMMENTO

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non alimentare discussioni polemiche e personali, mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected]

Inserisca il suo commento
Inserisca il Suo nome