L’ambasciatore russo in Turchia è stato assassinato ad Ankara da un simpatizzante dei terroristi islamisti in Siria. “Allahu Akbar!” ha più volte griato il terrorista. L’assassino, ancora senza identità, ha aggiunto: “non dimenticate Aleppo.”

AGGIORNAMENTO DELLE 21: Melvüt Mert Altintas: è ormai confermato che sia questo il nome dell’attentatore.

AGGIORNAMENTO DELLE 20:50: La RAI riporta la notizia che siano stati uditi degli spari vicino l’ambasciata USA ad Ankara. Non sappiamo se l’evento sia collegato all’assassinio dell’ambasciatore russo. A ogni modo, anche la UE, per bocca della Mogherini, e l’Italia, tramite Alfano, condannano l’omicidio del diplomatico russo.

AGGIORNAMENTO DELLE 20:40: Altre immagini del terrorista.
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AGGIORNAMENTO DELLE 20:10: L’assassino è un poliziotto di 22 anni, che è riuscito ad arrivare a portata di tiro semplicemente mostrando il proprio tesserino.

Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo: “Non solo la Russia ma tutto il mondo ha perso un uomo che ha contribuito non solo con altissima professionalità ma con l’anima e il cuore a risolvere il conflitto siriano.”

“Questo è un giorno tragico nella storia della diplomazia russa. Oggi, l’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov, è morto dopo essere stato colpito nel corso di un evento pubblico ad Ankara” ha commentato Maria Zakharova che ha poi aggiunto: si è trattato di un “atto di terrorismo. L’ambasciatore, Andrey Karlov, è stato ucciso poco prima di pronunciare un discorso per l’apertura della mostra la Russia agli occhi dei turchi.


Non solo la Russia ma tutto il mondo ha perso un uomo che ha contribuito non solo con altissima professionalità ma con l’anima e il cuore a risolvere il conflitto siriano.

Nelle foto e nei video  si vede l’uomo posare, arma in pugno, col dito alzato al cielo: un classico dei terroristi islamisti.

L’emittente turca NTV dice che altre tre persone sono rimaste ferite nell’attacco all’ambasciatore. Nell’attacco sono state distrutte alcune delle foto che facevano parte dell’esposizione. Ancora non è dato capire se per un atto volontario.

Il terrorista è stato ucciso dalle forze speciali turche. Fonti locali dicono che il terrorista abbia prima sparato dei colpi per aria, per poi puntare l’arma contro l’ambasciatore russo.

Alcune nostre fonti affermano, osservando il modo in cui l’assassino impugna la pistola, che si tratta di certo di qualcuno addestrato, non certo di un pivello. Ve la diamo col beneficio dell’inventario.

L’ONU e gli USA hanno condannato il gesto. Tuttavia, sono gli stessi che hanno più volte fatto pressioni su Mosca affinché risparmiasse i terroristi asserragliati ad Aleppo, permettendo loro di fuggire. E sono anche gli stessi che hanno sempre chiamato “ribelli moderati” i terroristi islamisti, quando non colpivano l’occidente.

L’estremismo islamista colpisce ancora. Quanto ha influito in tutto ciò la campagna d’odio orchestrata a livello mondiale contro la Russia?

Non è dato saperlo, ma una cosa è ormai sempre più evidente: come disse Assad, non si può dialogare con i terroristi, non si posson fare distinguo fra terroristi cattivi e terroristi buoni. E chiamare i terroristi amici dell’occidente “ribelli moderati” non aiuta.

Massimiliano Greco

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