Volenti o nolenti, per svago o per lavoro, siamo diventati tutti fruitori di una quantità importante di servizi turistici e di trasporto, e quindi, capita a tutti e sempre più spesso di fare i conti con scioperi, impedimenti, perdite di coincidenza, cancellazioni, danni da ritardo dei mezzi di trasporto, smarrimenti, danneggiamenti e recuperi in ritardo dei bagagli, danni “da vacanza rovinata”.

Capita a tutti, insomma, di patire disagi scaturenti non di rado dalla non sufficiente professionalità degli operatori, i quali, sempre più spesso, fanno capo a grossi cartelli ben difesi da organizzatissime strutture legali.

I consumatori-viaggiatori sono frequentemente vittime dei malfunzionamenti e pochi sono i reclami indirizzati alle compagnie ad avere significativo riscontro. Agire in giudizio inoltre a volte non è la strada giusta: spesso per i danneggiati il gioco non vale la candela, non sempre, cioè, rivolgersi ad un legale per richiedere il ristoro del danno subito conviene, considerato il carico di spese legali gravante nell’immediato sul ricorrente, spese che, in tempi di accentuata crisi comportante grossi sacrifici per le famiglie, non sono esattamente il primo esborso prevedibile nella pianificazione economica personale/familiare.

Per tale ragione non si può non accogliere con favore, o almeno con curiosità, il fioccare di “sindacati dei viaggiatori”, associazioni senza scopi di lucro la cui principale attività è informare i passeggeri sui propri diritti e assistere coloro i quali han visto i propri diritti danneggiati in modo gratuito. Tra queste, alcune chiedono una piccola percentuale delle cifre recuperate o ottenute a titolo di risarcimento, proventi con cui finanziano il prosieguo dell’attività, altre si fanno carico totalmente dei ricorsi accollandosi totalmente il rischio di un giudizio in cui il viaggiatore deluso per i disservizi risulti essere soccombente.

Tra le tante incontrate durante il nostro viaggio virtuale sulla rete, ci sono apparse autorevoli e molto apprezzate dai consumatori AssoViaggiatori.net, SOS Viaggiatori, SalvaViaggio.com.

Nella biblioteca strategica delle suddette associazioni di tutela, il Codice del Consumo ed il Codice del Turismo. Riferimento necessario nell’attività è poi l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, a cui si deve la prima Carta dei Diritti del Passeggero, sintesi dei diritti del viaggiatore condensati all’interno della Regolamento CE 261/2004 cui la Carta si rifà, regolamento assistito peraltro dal Decreto Legislativo 69/2006 sanzionante proprio la violazione della stessa direttiva dettante la disciplina in tema di compensazione ed assistenza dei passeggeri per negato imbarco, cancellazione del volo o ritardo prolungato. In tema di “viaggi a pacchetto” il principale riferimento normativo è invece costituito dalla Direttiva europea 2015/2302; per le multiproprietà la 94/47/CE.

A guardare gli sforzi normativi dedicati a più livelli, il consumatore sembrerebbe in una botte di ferro, se non fosse che, come detto sopra, fare ricorso ha un costo, ed allora non resta che sperimentare i servizi offerti da queste nuove realtà, che sembrano a loro volta volere rendere la tutela del passeggero quanto più agevole.

Assolutamente funzionali sono infatti i siti web dedicati, con simulatori per scoprire se si ha diritto al rimborso, form da compilare per ottenere veloce assistenza a distanza da parte dei professionisti impegnati e funzioni per scaricare la modulistica necessaria per informarsi sui diritti e formalizzare la procura per essere rappresentati in giudizio (un esempio qui).

AssoViaggiatori.net consente anche all’utente di seguire lo stato di avanzamento della pratica attraverso l’area clienti.

La tutela dei propri diritti di consumatore non richiede più portafogli a mantice e l’assistenza di grossi studi legali. Dalla rete arrivano nuove opportunità per fronteggiare furbate e disservizi.

UN COMMENTO

  1. Il mio caso è il seguente:
    NOVEMBRE 2017 Aereo Amsterdam Eindhoven- orio al serio. VOLO CANCELLATO; la compagnia, in questo caso Ryanair, se ne lava le mani e non mette a disposizione un’alternativa per il rientro in italia (sottolineo che nel loro regolamento si prendono la responsabilità di portare i passeggeri alla loro destinazione). Nessun rappresentante Ryanair presente, il personale dell’aeroporto accompagna addirittura fuori i passeggeri senza dare alcuna indicazione. OTTO PERSONE, quindi otto teste, otto testimonianze. Noleggiano auto, pagano autostrada in Germania, bollo in svizzera e benzina tutto di tasca loro. Ryanair come unica opzione da il rimborso del volo, niente scuse, niente comunicati, niente giustificazioni.
    Mi rivolgo a tutela del viaggiatore, presento tutta la modulistica richiesta e poi.. spariti. Scrivo la prima email dopo un mese, mi viene indicata una data in cui la compagnia aerea avrebbe dovuto dare una risposta (22 Marzo), mi tranquillizzano dicendo che mi avrebbero contattato a breve. Passa un altro mese.. niente! Seconda email, mi rispondono quasi scocciati che si sarebbero fatti sentire loro. TERZA EMAIL dopo un altro mese e siamo fine Maggio mi comunicano che non hanno potuto far nulla perché il volo non è stato cancellato come indicava il tabellone a causa del mal tempo ma bensì c’è stato uno sciopero italiano circostanza indipendente dalla compagnia.
    Ryanair mi dice che il volo è partito da Orio al serio in orario ma poi è stato dirottato su un altro aeroporto a causa del personale dell’aeroporto in questione che non dava il permesso per atterrare causa mal tempo, Tutela del viaggiatore non mi da alcuna comunicazione per mesi e poi dopo vari solleciti mi dice che per colpa di un presunto sciopero italiano il volo bo e quindi non può far nulla.
    Lascio a voi valutare, io non ho parole.

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