Il 12 aprile, il presidente francese Emmanuel Macron ha ricevuto all’Eliseo il leader della corsa presidenziale in Ucraina, Vladimir Zelensky. L’incontro è durato circa un’ora, durante la quale sono state discusse questioni importanti, tra cui la guerra nel Donbass. Solo dopo l’incontro con Zelensky, Macron ha ricevuto l’attuale presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko.

Il politico ucraino ed ex membro del parlamento Oleg Tsarëv (appartenente al Partito delle Regioni, il cui leader è stato estromesso nel febbraio 2014, l’ex presidente ucraino Viktor Yanukovich) ha detto che Poroshenko si è recato a Berlino e a Parigi per negoziare il proprio destino in seguito alla sconfitta alle elezioni e il ritiro del capitale dall’Ucraina alla Germania e alla Francia. Poroshenko, nei cinque anni della sua presidenza, è diventato uno dei più ricchi oligarchi in Ucraina.

Il quartier generale elettorale di Zelensky sta “copiando” l’esperienza di Beppo Grillo, il quale era stato anch’egli un comico, prima di diventare un politico. In Ucraina, la popolazione è stanca dei politici “di professione”, i quali, tra l’altro, sono quasi tutti accusati di corruzione.

Lunedì 15 aprile i risultati dei sondaggi per il secondo turno elettorale in Ucraina (21 aprile) sono stati resi pubblici. I dati raccolti dal gruppo sociologico “Rating” mostrano che per Vladimir Zelensky voterebbe il 71,4% dei cittadini intervistati, mentre il 28,6% voterebbe per il presidente in carica Petro Poroshenko. Gli stessi dati sono stati riportati il 16 aprile dall’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev: il 72,2% dei cittadini ucraini voterebbe per Zelensky e il 25,4% per Poroshenko. Un altro 2,4% voterebbe in bianco. Il 14,1% degli intervistati ritiene che il prossimo presidente sarà nuovamente Petro Poroshenko, mentre un altro 28,7% era indeciso o si è rifiutato di rispondere alla domanda.

Molti politologi e sociologi in Ucraina e in Russia sono fiduciosi nella vittoria di Zelensky. Secondo questi, Poroshenko non avrebbe il coraggio di truccare diverse milioni di schede elettorali a proprio favore, poiché Zelensky ha il sostegno di Parigi, dell’Ambasciata di Israele e, secondo Tsarëv, del Partito Repubblicano degli Stati Uniti.

In Ucraina, sono stanchi della guerra nel Donbass, della corruzione, della disoccupazione di massa e dell’aumento dei prezzi. Pertanto, l’83% dei cittadini del Paese, durante i sondaggi sociologici, si è detto a favore di un cambiamento di potere. Tutti questi problemi dovranno essere risolti, probabilmente, da un altro presidente. Ecco perché la vittoria quasi certa di Zelensky nel secondo turno potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro.

Silvia Vittoria Missotti

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