Mancano meno di dieci giorni al secondo turno delle elezioni presidenziali in Ucraina. Per le regioni a maggioranza russa del sud e dell’est dell’Ucraina, nessuno dei due candidati, l’attuale presidente Petro Poroshenko e la “versione ucraina” di Beppe Grillo, Vladimir Zelensky, è ottimale. Entrambi i candidati alla presidenza sono orientati verso l’Occidente, e non verso la Russia, come desidera invece la maggior parte degli elettori nelle regioni a maggioranza russa.

Ricordiamo che l’attuale governo ucraino ha adottato molti slogan di estrema destra e filo-nazisti, oltre ad avere assegnato lo status di eroi nazionali ai principali collaboratori nazisti ucraini della Seconda Guerra Mondiale, Stepan Bandera e Andrej Shukhevych, che avevano collaborato con i servizi segreti del Terzo Reich

La parte di Donbass rimasta sotto il controllo delle autorità ucraine ha votato per Yurij Boyko, probabilmente il più competente della lista dei candidati alle elezioni (ve ne erano 44 in totale). Tuttavia, Boyko, che è favorevole a porre fine alla guerra nel Donbass e a ripristinare le normali relazioni con la Russia, ha ottenuto solo il 4 ° posto. Anche se avesse vinto le elezioni, però, probabilmente non gli sarebbe stato permesso di fare ciò, una volta al potere.

Un altro rappresentante del Donbass ucraino, Viktor Yanukovych, aveva vinto le elezioni presidenziali nel gennaio 2010, ma è stato rovesciato da un’unione (a guida statunitense) di esponenti di estrema destra e oligarchi ucraini. L’Ucraina è stata letteralmente costretta a cambiare il proprio corso di stato.

Ora, inoltre, l’impopolare presidente Poroshenko sta cercando di conquistare punti dal suo rivale giocando la carta del “sud-est russo”, le regioni ucraine a maggioranza russa, dove è malvisto soprattutto a causa della guerra nel Donbass. Poroshenko sottolinea che la propria lingua nativa è il russo. Tuttavia, i suoi tentativi di diventare un candidato del “sud-est russo” sono destinati al fallimento.

L’unica possibilità per Poroshenko di vincere al secondo turno sarebbe di ottenere il tacito permesso degli americani di inserire diversi milioni di voti truccati. Tuttavia, è praticamente impossibile che gli americani facciano un passo così rischioso. Per loro, non vi è alcuna differenza sostanziale tra i due candidati, in quanto sono entrambi filo-americani. Il grande vantaggio di Zelensky è che in Ucraina non è malvisto quanto Poroshenko.

Alla vigilia del secondo turno, la guerra nel Donbass si è in qualche modo attenuata. Questo fatto, però, può essere non del tutto casuale. Poroshenko è diventato presidente con la guerra, con lui è iniziata la guerra nel Donbass, e non si sa quando finirà. Al fine di attirare in qualche modo gli elettori nella parte ucraina del Donbass alle urne, ha bisogno di fingere almeno una tregua. Pertanto, è possibile che le armi inizino a risuonare nel Donbass dopo il 21 aprile.

I residenti delle Repubbliche del Donbass, Donetsk e Lugansk, non possono prendere ufficialmente parte alle elezioni ucraine. Alcuni osservatori in Russia avevano precedentemente invitato i cittadini delle due Repubbliche a sostenere Yurij Boyko. Tuttavia, tale consiglio è considerato incauto e persino dannoso da altri esperti russi e nel Donbass. Secondo questi, infatti, nessuno degli attuali candidati alla presidenza in Ucraina porterebbe loro vantaggio, ma sarebbe solo la scelta del “meno peggio”.

Nel Donbass, l’Ucraina non sarà mai perdonata né per il blocco sociale ed economico imposto allo stesso Donbass, che ha portato alla morte di molte persone, né (e soprattutto) per la guerra, che ha ucciso migliaia di civili. Pertanto, secondo alcuni esperti, invitare i residenti del Donbass a votare per l’uno o per l’altro candidato alle presidenziali significherebbe votare a sostegno delle autorità che li stanno uccidendo. L’unica cosa che queste persone sperano è che il vincitore della corsa elettorale sia la figura che alla fine porterà al collasso dell’attuale sistema politico ucraino di stampo neonazista e filo-americano.

Silvia Vittoria Missotti

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