Negli ultimi due o tre mesi, come accaduto nel resto del mondo, anche le due parti in guerra nel Donbass, ovvero Ucraina e Repubbliche di Donetsk (DNR) e Lugansk (LNR), sono state colpite dal coronavirus. Tuttavia, l’arrivo del COVID-19 non ha influenzato l’intensità delle ostilità.

L’esercito ucraino sta conducendo un intenso bombardamento sui territori del Sud-Est. In alcuni giorni, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, la città di Donetsk (che contava circa un milione di abitanti prima della guerra) è stata colpita in modo particolarmente duro, quasi come nei giorni peggiori del 2014. A Donetsk, il 4 maggio, tre bambini sono rimasti feriti a seguito dei bombardamenti ucraini. Le forze armate delle DNR e LNR hanno risposto al fuoco, e sono stati riferiti decessi nell’esercito ucraino a seguito della detonazione di mine e del fuoco di artiglieria delle forze armate del Donbass.

Recentemente, oltre ai decessi dovuti alla guerra, si sono aggiunti quelli per coronavirus. L’Ucraina registra numeri di infetti più elevati rispetto alle Repubbliche del Donbass. Il Paese, infatti, ha un territorio molto più vasto e un numero più elevato di abitanti (circa 42 milioni, contro i circa 4 delle Repubbliche del Donbass). L’Ucraina è uno dei leader europei nel numero di lavoratori migranti. Secondo alcune stime, 7-8 milioni di cittadini ucraini hanno guadagni stabili al di fuori del loro Paese d’origine. In Italia, prima dell’epidemia di Coronavirus, vi erano circa 500 mila immigrati provenienti dall’Ucraina. Tornate a casa dall’estero, soprattutto da Paesi dell’Unione Europea, queste persone hanno portato con sé il covid-19.

Intere città e paesi si sono autoisolati, soprattutto nell’Ucraina occidentale, dove il numero di migranti è particolarmente elevato e il nazionalismo ucraino è particolarmente radicato. I dati ufficiali sul numero di infetti e morti in Ucraina, al 6 maggio, sono rispettivamente 13.184 e 327. Tuttavia, poche persone nella stessa Ucraina credono in queste statistiche. Secondo altre fonti il numero effettivo di malati e morti può essere parecchie volte superiore alle cifre ufficiali. Il sistema sanitario ucraino, infatti, si trova in scarse condizioni, soprattutto per mancanza di finanziamenti statali adeguati e per la scarsità di dispositivi medici di protezione contro i contagi.

Nelle Repubbliche di Donetsk e Lugansk, invece, l’epidemia di coronavirus è stata più contenuta. Si tratta infatti di territori chiusi, e accedervi è molto più difficile che entrare in Ucraina. Inoltre, il numero di lavoratori migranti è molto meno elevato. Secondo fonti locali, negli ospedali della DNR sarebbero in cura anche cittadini dello Stato ucraino, provenienti dalle zone del Donbass sotto il controllo dell’esercito di Kiev.

Tuttavia, nonostante i bombardamenti, lo scoppio del coronavirus e il crollo dell’economia ucraina, le autorità di Kiev perseguono costantemente i propri obiettivi. Il 4 maggio scorso, il capo dell’ufficio del Presidente dell’Ucraina, Andriy Yermak, ha dichiarato che l’Ucraina non vuole più negoziare con i rappresentanti delle Repubbliche del Donbass. Diversamente da quanto era emerso durante lincontro del Gruppo di contatto trilaterale per la risoluzione della situazione nel Donbass (TKG) dell’11 marzo, al quale aveva partecipato anche l’Ucraina, quando sembrava che la via iniziale per un accordo potesse essere possibile. 

Se quanto dichiarato dalle autorità ucraine è il frutto di una strategia politica, oppure vi è la chiara intenzione di scatenare una nuova escalation nel Donbass, sarà probabilmente più chiaro nei prossimi mesi.

Silvia Vittoria Missotti

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