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Poroshenko lingua ucraina

Se qualcuno si aspettava con l’elezione di Trump un ammorbidimento del nazionalismo ucraino si sbagliava di grosso. Il Presidente Petro Poroshenko ha ratificato lo scorso settembre un decreto nel quale si stabilisce che l’educazione in lingua ucraina venga imposta in ogni parte del paese.

Il provvedimento prevede che fino al 2020 l’educazione in una  lingua diversa da quella ucraina sia consentita solo fino alla classe quinta della scuola primaria. “Stiamo facendo un’importante riforma per modernizzare la scuola” ha dichiarato Poroshenko in un discorso alle comunità locali venerdì scorso.

Ma il provvedimento è frutto di una caduta dei consensi verso il presidente eletto dopo il golpe nato dal movimento dell’Euromaidan. Supportato inizialmente da gruppi nazionalisti del paese, Poroshenko dopo i fallimenti della guerra civile condotta contro gli autonomisti filorussi nel Donbass sembra aver perso le simpatie degli ambienti paramilitari riconducibili all’estrema destra ucraina, che accusano il presidente in carica di non aver svolto a sufficienza il suo compito.

Come abbiamo raccontato in questi mesi, il patron della Roshen ha visto aumentare le fila dell’opposizione alla sua leadership, con l’ex presidente Tymoshenko e il suo ex amico Sakaashvili in prima fila a contendere la presidenza all’oligarca. Soprattutto l’ex presidente georgiano ha riversato dalla sua parte la destra radicale ucraina e i gruppi paramilitari delusi dalla guerra nel Donbass.

Il popolo ucraino infatti ha visto realizzare ben poco di quanto promesso da Poroshenko nel 2014 come l’ingresso tanto agognato nell’UE e una crescita economica che stenta ad esserci. Ora si chiede alla politica ucraina maggiore trasparenza e lotta alla corruzione, mentre dal punto di vista personale il presidente ucraino è accusato di non aver lasciato i suoi affari come stabilito prima delle elezioni.

Il provvedimento linguistico che tende a designare definitivamente la lingua ucraina come unica lingua ufficiale è un disperato tentativo dell’oligarca della cioccolata di riguadagnare terreno nell’opinione pubblica del paese: “Finalmente il popolo ucraino si riappropria della sua lingua fin dall’infanzia” ha dichiarato il presidente a difesa della sua scelta legislativa.

Nonostante gli sforzi, però, è difficile che oligarchi e nazionalisti tornino tra le braccia di Poroshenko. Storicamente gli sponsor di personaggi come Tymoshenko e Saakashvili sono superiori a quelli dell’attuale presidente, che è destinato ad entrare nel dimenticatoio della storia o tramite un altro colpo di mano come nel 2014 o alla scadenza naturale del suo mandato, tanto che alcuni paesi europei si sono dichiarati contrari alla scelta linguistica di Poroshenko, soprattutto da parte del gruppo di Vysegrad sono arrivate le critiche più forti al comportamento di Kiev, mentre l’UE ha dichiarato che la legge emessa dal governo ucraino è un ostacolo al benessere delle minoranze linguistiche ed etniche nel paese ucraino.

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