Petro Poroshenko e Joe Biden

Recentemente, negli Stati Uniti è scoppiato uno scandalo sulle “registrazioni di Derkach”. Il 19 maggio, il deputato della Verkhovna Rada (parlamento ucraino) Andriy Derkach ha pubblicato i registri delle conversazioni telefoniche tenutesi tra 2015-2016 tra il vicepresidente americano Joe Biden e l’allora presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko.

Secondo quanto emerge dai nastri, Biden avrebbe offerto un miliardo di dollari di aiuti in cambio del mantenimento della Burisma Holdings, una società operativa nel settore del gas in Ucraina, della quale suo figlio era un membro del consiglio di amministrazione, e del licenziamento del procuratore generale Viktor Shokin. Shokin, a quel tempo, stava indagando sulle attività della Burisma, indagini a cui non è mai riuscito a porre fine, in quanto nel 2016 è stato licenziato. Lo stesso Biden ha ammesso di avere avuto un rapporto diretto con le dimissioni di Shokin, altrimenti l’Ucraina di Poroshenko non avrebbe ricevuto il prestito di un miliardo di dollari.

Questi fatti riflettono l’interesse degli alti funzionari dell’amministrazione democratica americana nelle operazioni della società del gas Burisma. Il membro del consiglio del Burisma era il figlio maggiore di Joe Biden, Hunter Biden. Pertanto, la pubblicazione delle registrazioni può portare lo scompiglio nella campagna presidenziale del candidato democratico. E potrebbe anche servire come materiale per accusare lo stesso Biden e altre persone dall’entourage dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama per corruzione. Non meno importante è il valore di tali registrazioni per l’Ucraina. Lo stesso deputato Derkach ha dichiarato inequivocabilmente che il Paese era “guidato da Biden”, e non dal presidente dell’Ucraina.

Derkach ritiene che queste conversazioni testimonino fatti di corruzione internazionale e di alto tradimento ai massimi livelli statali. Ha trasferito tutto il materiale all’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina. Il 20 maggio, sono stati avviati procedimenti penali contro Petro Poroshenko in base a due articoli: il comma 1 dell’articolo 111 e il comma 2 dell’articolo 364 (alto tradimento e abuso di potere). Gli esperti affermano che le voci che si sentono nelle “registrazioni di Derkach” sono simili a quelle di Biden e Poroshenko. Pertanto, il tentativo di classificare le registrazioni come dei falsi non ha funzionato.

Andriy Derkach è un ex dipendente dei servizi speciali ucraini del Servizio di Sicurezza del Presidente dell’Ucraina, che fa parte del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU). Lo SBU, a sua volta, avrebbe buoni rapporti con la CIA. Esperti ucraini affermano che Derkach avrebbe lavorato a stretto contatto con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, e che la pubblicazione di queste registrazioni potrebbe contribuire alla rielezione di Trump. Tutti gli esperti credono nell’autenticità delle registrazioni.

Il ruolo dell’Ucraina nelle elezioni presidenziali americane

La loro pubblicazione è stata una coincidenza? Negli Stati Uniti vi è una feroce lotta per la presidenza. E il presidente in carica Donald Trump fa il possibile per mettere in cattiva luce i suoi avversari democratici. È possibile che, attraverso canali di servizi speciali o delegazioni dello stesso Trump, a Derkach siano stati consegnate le registrazioni esplosive che potrebbero cambiare il corso della campagna elettorale negli Stati Uniti.

Poroshenko ha definito le registrazioni una “prova compromettente” inventata su di lui. A suo avviso, questo è il lavoro di “provocatori filo-russi che cercano di lasciare il Paese faccia a faccia con il Cremlino”. L’ex presidente ucraino Poroshenko non può apertamente accusare l’inquilino della Casa Bianca, quindi, per abitudine, accusa il presidente russo Vladimir Putin. Mentre, ovviamente, Joe Biden insiste sulla “pista russa”.

Gli interessi dei Biden in Ucraina e nel Donbass

Nel mezzo delle ostilità nel Donbass (estate 2014), fonti di entrambi i fronti del conflitto (Donbass e Ucraina) sostenevano che lo scopo della guerra fosse quello di ripulire la popolazione del Donbass, dal momento che su quel territorio si dovrebbe svolgere la produzione di gas. Il lavoro sarebbe svolto dalla società internazionale Burisma. Questa società avrebbe scoperto grandi giacimenti di gas proprio nella zona settentrionale del Donbass (Slavyansk, Kramatorsk e altre città), ma due cose interferirebbero con l’obiettivo: una popolazione numerosa e uno sviluppo urbano angusto. Pertanto, avrebbero deciso di avviare una guerra con l’obiettivo di ridurre le milizie e i civili del Donbass (ma nella quale, nel frattempo, soccombono anche militari ucraini).

Si tratta solo di un’opinione, ma nell’estate del 2014 sono apparse troppe informazioni su questa misteriosa società Burisma e sui suoi piani per l’Ucraina e il Donbass. A far propendere l’ago della bilancia verso questa teoria è la partecipazione di alti rappresentanti dell’amministrazione democratica statunitense. L’episodio di corruzione da parte di Joe Biden ne sarebbe una prova.

Nonostante le registrazioni di Derkach non abbiano avviato uno scandalo su vasta scala, poiché l’elettore americano medio non si sente legato agli eventi della lontana Ucraina, potrebbero giocare un ruolo nella campagna elettorale americana. 

Silvia Vittoria Missotti

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