Colpo di scena in UK: il Labour di Corbyn erode pesantemente la maggioranza della May, che si ritrova in testa, ma senza una maggioranza.

AGGIORNAMENTO DELLE 12:45: Theresa May – forte dell’intesa più o meno tacita con gli Unionisti Nord Irlandesi (10 seggi) – è appena salita a Buckingham Palace, per chiedere il permesso di formare un nuovo governo.

I voti degli unionisti, sommati ai suoi 318, oltrepasserebbero di poco la fatidica soglia dei 326 voti necessari per governare. Una maggioranza comunque molto risicata, ma è anche l’unica maggioranza possibile e probabilmente sarà comunque sufficiente a far arrivare in porto la Brexit.

Il Labour guadagna comunque 29 seggi, mentre i Conservatori ne perdono 12 rispetto alle precedenti elezioni

Per il resto, l’UKIP di Farage rimane a 0 (-1), mentre i Verdi ne ottengono 1 (+0 rispetto alle precedenti elezioni).

Al momento in cui scriviamo queste righe, i Conservatori si ritrovano con 302 seggi sui 326 necessari per governare; i laburisti ne hanno 256. I Conservatori hanno perso 11 seggi, ma il Labour ne ha conquistati 28.

Ci sono solo 25 seggi ancora disponibili: ormai è matematicamente certo che non solo non ci sarà una maggioranza conservatrice, ma inoltre non ci sarà alcuna maggioranza, dato che i Liberali, con 12 seggi, hanno già fatto sapere che non intendono allearsi con nessuno, viste le differenze profonde con il Labour, e la disastrosa esperienza maturata nella precedente alleanza con David Cameron, il quale ha drenato voti dai Liberali, per poi abbandonarli una volta che il loro sostegno non era più necessario.

Inoltre, il Partito Nazionale Scozzese (34 seggi, -21 seggi rispetto alle precedenti elezioni) non si alleerà con i Conservatori, anche per via della decisione, da parte di questi ultimi, di sostenere la Brexit.

Nemmeno coi voti del Partito Unionista Nordirlandese (10), la May potrebbe ottenere una maggioranza, che comunque sarebbe stata talmente risicata e fragile, da essere praticamente inutile.

Ovviamente, nessuna coalizione a guida Labour raggiungerà la maggioranza necessaria: anche sommando i seggi dello Sinn Fein e di Plaid Cymru, ne mancherebbero comunque una ventina circa alla maggioranza assoluta. I Verdi, altri possibili alleati di Corbyn, al momento sono a zero.

E’ quindi praticamente certo che si ricorrerà nuovamente alle urne. Tuttavia, la May quasi sicuramente dovrà dimettersi, dato che questo disastro è imputabile, o comunque largamente imputato, a lei.

In ogni caso, se Corbyn non ha vinto, ha comunque impedito alla May di vincere e, probabilmente, ha decretato la fine della sua carriera politica. E questo per il leader del Labour è come una vittoria.

Corbyn esulta e chiede le dimissioni della May, la quale però per il momento sembra non voler cedere, pur avendo ammesso l’assenza di una maggioranza.

Massimiliano Greco

 

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Nato a Siracusa, si occupa prevalentemente di politica estera e strategia. Ha scritto "Battaglia per il Donbass" (Anteo Edizioni, 2014) https://pagineirriverenti.wordpress.com/