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Theresa Mary May prenderà il posto del premier David Cameron – dimissionario dopo la vittoria del “Leave” al referendum, da lui stesso voluto.

In attesa di diventare, domani, primo ministro del Regno Unito, Theresa May è da ieri leader dei Tory, il Partito Conservatore, anch’esso rimasto senza guida dopo le dimissioni di Cameron.

La May si è creata una fama di politica esperta, conservatrice, che non ha paura di farsi dei nemici. Da tempo è considerata destinata a diventare leader dei Tory. È stata eletta per la prima volta in Parlamento nel 1997 come deputata per Maidenhead, nel 1999 è diventata segretaria ombra per l’Educazione e nel 2002 prima donna a ricoprire l’incarico di segretaria generale del partito conservatore. Ha scalato gli incarichi nel partito, tra il 1999 e il 2010 ricoprendo diversi ministeri ombra. Nel 2010 è stata nominata ministra dell’Interno dal premier David Cameron, dichiarando come propria missione quella di riformare la polizia e controllare l’immigrazione. Nel 2013 ha avuto grande notorietà per l’espulsione dell’imam radicale Abu Qatada.

Nei giorni scorsi, la sua unica possibile rivale per la leadership dei Tory e per Downing Street, Andrea Leadsom, ha formalizzato la sua rinuncia alla candidatura.

La Leadsom ha detto di ritenere di non avere «sufficiente sostegno» in parlamento e ha offerto appoggio alla May, ricordandone l’impegno ad attuare la Brexit.

La Leadsom probabilmente è stata spinta alla rinuncia dalle polemiche nate a seguito della sua dichiarazione in cui affermava che, essendo lei una madre, avrebbe per questo potuto essere un premier migliore rispetto alla May.

In ogni caso, entrambe sono favorevoli all’attuazione della Brexit, sopratutto la May.

Massimiliano Greco

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Nato a Siracusa, si occupa prevalentemente di politica estera e strategia. Ha scritto "Battaglia per il Donbass" (Anteo Edizioni, 2014) https://pagineirriverenti.wordpress.com/

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