Si è tenuto lo scorso lunedì 13 giugno, nella suggestiva cornice di Palazzo Doria Pamphilj in Piazza del Collegio Romano, a Roma, un interessante convegno dal titolo “Cina e Italia: opportunità condivise”. L’incontro è iniziato verso le 9.30 del mattino, per concludersi intorno all’ora di pranzo. Di assoluto rilievo era il livello dei relatori, così come degli ospiti e degli invitati.

L’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Li Ruiyu, ha tenuto un interessante discorso sul nuovo Piano Quinquennale, il XIII, e sulle collaborazioni sino-italiane. In particolare, a catturare la sua attenzione così come quella degli ascoltatori, era l’impatto che il nuovo Piano Quinquennale avrebbe avuto proprio su queste relazioni. L’aspettativa è che il processo di riforme che caratterizzerà il XIII Piano Quinquennale, così come l’attenzione data a nuovi temi dello sviluppo e dell’economia, non potrà che migliorarle ed approfondirle.

Perchè meglio si comprenda questa strategia, l’ambasciatore ha voluto porre l’accento sui “Cinque Principi”, i “Quattro Tipi di Indicatori” e la “Unica Linea Guida” che caratterizzano il XIII Piano Quinquennale. I Cinque Principi comprendono uno sviluppo innovativo, coordinato, verde, aperto e condiviso. Pertanto: innovazione, sviluppo coordinato delle aree urbane e rurali, progresso ecologico, proseguimento della politica di apertura, e sviluppo condiviso nei suoi benefici da tutto il popolo cinese. I Quattro Tipi, invece, sono gli indicatori dello sviluppo economico, quelli indirizzati all’innovazione, quelli riguardanti i livelli di vita e benessere della popolazione, ed infine quelli legati alle risorse e all’ambiente. Si pone infatti sempre più attenzione, in Cina, al fattore ambientale come elemento chiave delle nuove politiche di sviluppo.

A tal proposito l’ambasciatore ha fornito numerosi dati atti a spiegare il buono stato dell’economia cinese, fornendo anche l’esempio della continua crescita della classe media e del crescente successo riportato nella lotta alla povertà. Quindi si è soffermato sulla buona natura dei rapporti sino-italiani, elencando alcune imprese italiane, da Brembo a Ferrero, che operano con successo in Cina, anche in collaborazione con aziende locali, mentre Huawei e Weichaicare hanno acquisito sempre più spazi in Italia. Ha quindi concluso che il nuovo Piano Quinquennale non potrà che implementare e maggiorare il già buon livello d’interscambi e di collaborazione fra la Cina e l’Italia.

Durante il convegno è stata proiettata anche una presentazione sul XIII Piano Quinquennale e i suoi effetti sulle relazioni sino-italiane, dal titolo “Il 13° Piano Quinquennale dello Sviluppo Economico Sociale Cinese & le Opportunità di Cooperazione Sino-Italiane”, formata da ben 23 diapositive che hanno permesso ai presenti di farsi un’idea estremamente precisa dello stato attuale e delle future premesse dello speciale rapporto fra Italia e Cina.

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Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l'Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.