La piovra atlantica sta stritolando il Brasile. Nel paese attualmente guidato da Michel Temer, informatore dell’intelligence degli Stati Uniti, come rivelato da Wikileaks attraverso il suo account Twitter, un altro posto strategico è stato occupato da un uomo espressione di quei poteri forti che hanno spodestato Dilma Rousseff. Ilan Goldfajn è stato nominato Governatore della Banca Centrale del Brasile, come aveva anticipato quasi dieci giorni la rivista exame.com, citando una fonte anonima.

Goldfajn, israeliano di Haifa, nella giornata di giovedì, è stato messo alla guida della Banca Centrale del Brasile. Aveva precedentemente lavorato come capo economista presso Itaú Unibanco, la più grande banca privata del paese. E’ stato anche vice governatore della Banca del Brasile ma soprattutto consigliere della Banca Mondiale e consulente del Fondo monetario internazionale .

Il neo governatore ha conseguito il dottorato di ricerca in economia al MIT. E’ considerato uno degli economisti più importanti del Brasile. Oltre al portoghese, parla l’ebraico, l’inglese e lo spagnolo. Ha la famiglia in Israele, la sua patria, dove fa regolarmente ritorno. La guerra ibrida degli States e dei loro alleati, contro il paese membro dei BRICS e settima economia mondiale, per realizzare quella che, già nel 2002, il Pentagono aveva chiamato “Full Spectrum Dominance”, continua senza esclusione di colpi. L’architettura finanziaria non allineata di Lula e Dilma e lo scacco matto del colosso petrolifero pubblico Petrobras, con la scoperta dei depositi pre-salini (grazie all’avveneristica tecnologia brevettata dai suoi tecnici) che avrebbe di fatto tagliato fuori le grosse compagnie statunitensi, erano una minaccia troppo grande. Il Grande Capitale spinge forte sull’acceleratore della restaurazione turboliberista nel paese a lungo spiato dall’NSA. 

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