Via libera definitivo della Camera al disegno di legge sulle unioni civili con 372 sì, 51 no e 99 astenuti. Con la maggioranza hanno votato anche Sinistra italiana e di 10 esponenti di Forza Italia. Hanno votato no altri 21 deputati di Fi, Lega e Fratelli d’Italia. Il M5s si è astenuto. In precedenza il disegno di legge aveva incassato la fiducia con 369 sì e 193 no. La proclamazione del risultato della votazione è stata accompagnata dagli applausi dei deputati del Pd.

Il provvedimento approvato oggi, introduce nell’ordinamento italiano due novità assolute: la regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze. La legge è stata varata dalla Camera senza modifiche rispetto al testo approvato dal Senato.

“Avete contribuito a scrivere una pagina di storia. Grazie. Adesso avanti”, ha scritto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un sms inviato ai parlamentari Pd dopo la approvazione della legge. “È un giorno di festa per tanti, oggi. Per chi si sente finalmente riconosciuto. Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi”, ha scritto stamattina il premier su Facebook.

E ancora, sempre sul famosissimo social: “Per chi stanotte ha fatto fatica a prendere sonno, per chi da giorni ci scrive chiedendo dove festeggiare, per chi semplicemente non sta più nella pelle. Scriviamo un’altra pagina importante dell’Italia che vogliamo – ha aggiunto Renzi -. Lo facciamo mettendo la fiducia perché non erano possibili ulteriori ritardi dopo anni di tentativi falliti. Lo facciamo con umiltà e coraggio. Ma lo facciamo adesso perché in Italia non è più possibile continuare a rinviare tutto”.

Il premier ha dedicato il ddl sulle unioni civili ad Alessia Ballini, attivista dei diritti civili, scomparsa 2011 dopo una lunga malattia. Il fronte del “No” non perde tempo e passa subito al contrattacco.

Tra qualche ora, infatti, i parlamentari Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea, Maurizio Gasparri e Lucio Malan di Forza Italia, Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni della Lega, Francesco Bruni e Lucio Tarquinio dei Conservatori e Riformisti, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia, Gian Luigi Gigli e Mario Sberna di Ds-Cd, Guglielmo Vaccaro di Italia Unica e il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, terranno una conferenza stampa “per presentare iniziative per l’indizione di un referendum abrogativo in materia di unioni civili”.

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